Ieri nuovo incidente alla Scala - ieri pomeriggio un fondale di circa 12 metri per 15 si è staccato improvvisamente schiantandosi sul palco. CUB-Informazione denuncia mancanza di sicurezza nel teatro dell’opera. Chiesto un incontro con il Sinaco Pisapia. 

 

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Ieri nuovo incidente alla Scala
CUB denuncia mancanza di sicurezza nel teatro dell’opera

 
 Milano, 8 marzo 2012. “E’ da tempo che stiamo denunciando situazioni oltre il limite della sicurezza, oltre che del buon senso, per quello che è considerato il tempio mondiale della lirica” dichiara Pippo Fiorito della CUB “dalla presenza di amianto, ad ascensori che cadono nel vuoto, ad allestimenti fuorilegge (vedi i 13mila euro a carico comminati al teatro dall’Asl per il sovraccarico dei ponti che movimentano la scena dello scorso allestimento della Turandot, ndr) e soprattutto pericolosi, proprio come in questo caso”.
 
E’ infatti di ieri pomeriggio, presso il Teatro alla Scala, durante le prove di allestimento luci della “Donna senz’ombra” ieri pomeriggio un fondale di circa 12 metri per 15 si è staccato improvvisamente schiantandosi sul palco, mentre i macchinisti tentavano inutilmente di frenare il crollo, prima di mettersi in salvo in extremis.
 
Dalle testimonianze la causa sarebbe stata una folata di vento dovuta a un portellone dietro al palco
stesso rimasto aperto per permettere le operazioni di carico e scarico, per una scenografia inadatta al palco della Scala, una struttura per così dire ospite arrivata dalla Germania e adattata alla bell’e meglio, nonostante una differenza di tre centimetri del palco, che avrebbe provocato, di fatto, il noto “effetto leva”.
 
“Abbiamo presentato denuncie all'Asl e richiesto di incontrare quanto prima Giuliano Pisapia, che in quanto sindaco di Milano è presidente della Fondazione della Scala per fargli capire di che rilevanza è il problema della sicurezza dei lavoratori
” rincara la dose Fiorito “e quali enormi responsabilità à ha chi fino a ora gestito il teatro, includendo ovviamente anche il tema della sicurezza”.
 
“Su quei ponti camminano intere masse artistiche
, e solo il caso ha evitato una strage, a meno che non si voglia scientemente continuare la casistica di Matteo Armellini e prima di lui Francesco Pinna, morti entrambi negli allestimenti dei concerti rispettivamente di Laura Pausini e di Jovanotti”.

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