Martedi' 14 FEBBRAIO PRESIDIO DAVANTI AL MINISTERO DELLA ECONOMIA E DELLE FINANZE a ROMA. Continua la mobilitazione della CUB e del COMITATO MOBILITATI CORNUTI & MAZZIATI per chiedere che a tutti i lavoratori espulsi a vario titolo dai posti di lavoro sia consentito di andare in pensione con le vecchie regole. CHI SONO GLI ESPULSI DAL LAVORO COLPITI DALLE MANOVRE PENSIONISTICHE. <GUARDA LE FOTO> leggi la lettera consegnata al  Primo ministro al Presidente della Camera e al Ministro dell'Economia.

 

PRENDI IL FILE delle FOTO del presidio dl 14 febbraio a Roma .pdf

PRENDI la RELAZIONE PRESENTATA ALLA ASSEMBLEA del 1° febbraio a MILANO .zip

*****************************************************************

presidio-Roma-14-02-2012

******************************************************************

Roma, 14-2-2012 - Presidio al Ministero Economia e Finanze
Resoconto incontro con il Sottosegretario Gianfranco Polillo e il dirigente della Ragioneria Aurelio Sidoti (responsabile Ufficio I - Coordinamento dell'attività pre-legislativa ed amministrativa relativa al sistema pensionistico e alle politiche assistenziali)

La delegazione in rappresentanza del presidio era formata da otto rappresentanti degli esodati di varie regioni d’Italia, in maggioranza delle poste, una dirigente esodata Telecom e da un lavoratore ex SSC, e da un lavoratore, ex Almaviva, per i mobilitati.
La premessa del Sottosegretario è stata quella di ricordare la presa di posizione di ieri del Ministro del Lavoro Fornero, che ha stoppato tutti gli emendamenti sulla “mille proroghe”, ad eccezione di due secondari. Tale presa di posizione di fatto esautora il ruolo del MEF, che agisce in subordine, per garantire la copertura economica dei provvedimenti decisi altrove (ndr: proprio la copertura economica appariva come il principale ostacolo agli emendamenti proposti per aumentare la platea degli esodati e rappresenterebbe anche il motivo per stoppare gli emendamenti).
Il Sottosegretario ha precisato che la Fornero intende spostare il tema della salvaguardia degli esodati nell’ambito della discussione sulla riforma del mercato del lavoro.

Dell’analisi dei costi delle richieste sugli esodati,
la considerazione del Sottosegretario è stata che tali costi sarebbero stati sostenibili, che si sarebbe potuto trovare la copertura senza grandi difficoltà, ribadendo che la decisione di non procedere è venuta direttamente dal Ministro del lavoro.
Da parte di vari esodati sono state rappresentate le criticità della loro situazione e la necessità di risposte immediate.
Come mobilitati abbiamo fatto presente come per noi le leggi, gli accordi sottoscritti ai massimi livelli delle parti sociali, spesso alla presenza del governo, che garantivano la continuità della mobilità con la pensione, abbiano cominciato a essere stravolti retroattivamente dalla manovra di luglio 2010, con la legge 122 che ha introdotto la finestra mobile e la salvaguardia dei diritti solo per 10.000 fortunati. Successivamente dalla manovra dell’estate 2011, con l’allungamento dell’età pensionabile delle donne, provvedimento non accompagnato da nessuna salvaguardia per le persone in mobilità colpite. Infine dalla manovra “salva-Italia”, che non solo ha cancellato le residue speranze dei lavoratori colpiti dalle manovre precedenti, ma ha introdotto misure pesantissime, con salvaguardie ancora parziali, perché ci sono casistiche di persone non coperte e perché si è introdotta una nuova lotteria fra i soggetti salvaguardati con i budget limitati per ogni anno.
A quest’ultima affermazione ha risposto il dirigente della Ragioneria, affermando, come in passato la Fornero, che i budget secondo i loro calcoli dovrebbero coprire tutti (ndr: allora non ci spieghiamo perché si siano presi sei mesi per emettere un decreto che definisca i criteri per stabilire una graduatoria fra gli aventi diritto). Ha anche indicato come probabile criterio per stabilire la graduatoria lo stesso della “lotteria dei 10.000”, cioè la data di uscita dal lavoro, e chiarito che per il 2012 non sono stanziate somme perché ci dovrebbe essere un anno di fermo dei pensionamenti per effetto della finestra mobile e che le persone che usufruiscono delle salvaguardie dovrebbero essere comunque coperte.
Fra le casistiche non coperte dalle salvaguardie sulla “salva-Italia” abbiamo citato la situazione delle persone andate in mobilità ordinaria con la prospettiva della decorrenza della pensione poco dopo la fine della mobilità. Entrambi i nostri interlocutori hanno inizialmente tentato di dire che tale casistica sarebbe coperta. Quando abbiamo precisato, riportando i comma di legge, che la salvaguardia è prevista solo per i lavoratori che hanno avuta autorizzata la prosecuzione volontaria entro il 31 ottobre 2011 o altrimenti solo se i requisiti per il pensionamento siano maturati durante la mobilità, entrambi sono rimasti sorpresi!
Secondo il dirigente della Ragioneria l’interpretazione secondo cui l’applicazione dell’aspettativa di vita potrebbe per alcuni far perdere tale ultimo requisito di aggancio fra la mobilità e la pensione e quindi la salvaguardia prevista, non sarebbe corretta, sarebbe un’interpretazione estremamente pessimistica!
Al nostro richiamo al Sottosegretario come membro del Governo di confermare l’impegno espresso da Monti e dalla Fornero di voler salvaguardare TUTTE le situazioni preesistenti, quando invece attualmente si vedono diverse scoperture, il prof. Polillo ha affermato che “la ratio della manovra pensionistica, nel cambiare da oggi il sistema, era quella di salvaguardare le situazioni esistenti”. E poi che quando si fa una legge non si riesce a coprire tutte le situazioni esistenti ma che “terranno conto” delle eventuali lacune e provvederanno a sanarle, aggiungendo altre frasi come “avete tutta la nostra solidarietà” e “non vi abbandoniamo a voi stessi” e poi, tornando alla materia degli esodati “abbiamo il tempo per intervenire sui 24 mesi”.
La soluzione indicata in conclusione dal Sottosegretario è stata quella di rivolgerci al Ministero del Lavoro, perché è lì che in prima istanza devono essere affrontate queste questioni. Si è reso disponibile ad aiutarci a metterci in contatto almeno col Sottosegretario al Lavoro Michel Martone, consigliandoci di formare una delegazione meno nutrita!
Al Sottosegretario abbiamo consegnato due lettere, indirizzate anche ai Ministri e ai Sottosegretari dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro, contenenti una le istanze di esodati e mobilitati e l’altra una disanima delle varie casistiche di mobilitati ed esodati e della situazione in cui si trovano a seguito delle varie riforme pensionistiche degli ultimi anni.

********************************************************************

Alla c / a :    

Prof. Mario MONTI , presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze
Prof.  Vittorio GRILLI ,Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze
Prof.  Gianfranco POLILLO, Sottosegretario dell’Economia
Prof.ssa Elsa FORNERO, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Prof. Michel MARTONE, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Prof.ssa Maria Cecilia GUERRA, Sottosegretario del Lavoro e delle Politiche Sociali
e copia per conoscenza
-     Presidente del Senato     Sen. Renato Schifani       
-     Presidente della Camera   On. Gianfranco Fini


                                                                Roma  , 14 febbraio 2012

Gentile Sig. Ministri e stimatissimi dirigenti dei due Ministeri, sottoponiamo alla Vs. attenzione, nello spirito da Voi condiviso di improntare all’equità le manovre economiche del Governo, alcune casistiche di lavoratori espulsi dal lavoro, colpiti in vario modo dalle manovre pensionistiche.

Con l’approvazione della manovra economica “Salva Italia” Presidente Monti e Ministro Fornero avete più volte ribadito che nessuno sarebbe rimasto senza lavoro o senza pensione, purtroppo, invece, si è creata per molti cittadini  in età matura questa drammatica situazione attraverso un nuovo ancor più consistente (fino a 5 anni) e subitaneo spostamento nel tempo dei termini per l’accesso al diritto previdenziale. Alle dichiarazioni di fine anno dopo quasi 2 mesi non è seguito alcun provvedimento del Governo . Ciò crea ansia , preoccupazioni che possono portare alla disperazione migliaia di famiglie. Solo soluzioni concrete e rapide possono eliminare l’aggravarsi di tali situazioni ed evitare che un diritto, qual è la pensione a fronte di contributi versati ed un accordo con lo Stato, diventi così incerta e come una lotteria!!

Coerentemente con quanto richiesto si è sviluppata ,sia alla Camera sia al Senato, l’attività in merito ad alcuni correttivi che dovrebbero cercare di sanare con emendamenti al "milleproroghe" le ricadute più gravi di questa ennesima riforma di un settore  che, peraltro, non dava evidenze di disavanzi finanziari e che ha subito 5 leggi di innalzamento delle finestre e dei requisiti per il pensionamento in 3 anni .
    Voi conoscete le tante diverse situazioni che riguardano lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, licenziati con accordi, esodati a seguito di accordi aziendali o individuali , tutti lavoratori che avevano  raggiunto un accordo con le loro aziende che prevedeva l’uscita in attesa di approdo alla pensione con previgenti normative pensionistiche .  Molti di questi accordi sono stati sottoscritti con la mediazione e la totale partecipazione del Ministero delle Attività Produttive. Le aziende hanno approfittato a piene mani della opportunità di disfarsi di " costosi cinquantenni " e di personale in sovrannumero. Tali accordi, in moltissimi casi e come previsto dalla L.223/91, hanno fatto sì che fossero salvati i redditi dei lavoratori più giovani.
    Per i lavoratori, da considerarsi a tutti gli effetti dei disoccupati ,tali accordi hanno già comportato e comporteranno alcuni anni di sacrifici ed ora le nuove norme di accesso alla pensione introdotte dalla così detta manovra economica “Salva Italia”  - riforma Fornero- che hanno di fatto eliminato l’anzianità senza alcuna gradualità progressiva, amplieranno di moltissimo i tempi e condanneranno questi cittadini ad una situazione di privazione del reddito per ulteriori 5/6 anni.
Inoltre, come già avvenuto in passato a seguito degli innumerevoli interventi di riforma delle pensioni, dobbiamo evidenziare come sia del tutto ignorata la gravissima situazione di tanti lavoratori disoccupati che non rientrano in alcuna delle categorie fin qui citate. Lei, Voi sapete meglio di noi che nel nostro paese ci sono solo un 27% dei disoccupati ufficiali, categoria dalla quale sono sorprendentemente esclusi gli “scoraggiati” che non cercano più lavoro, che non usufruiscono di una qualche misura di sostegno pubblico. Possiamo realisticamente ipotizzare che con l’aggravarsi della crisi, siano 250.000 il numero dei disoccupati over 55, e siano considerati non più ricollocabili (in quanto espulsi da anni dal ciclo produttivo) e del tutto privi di reddito.

    Molti sono gli Esodati delle Poste, di Enel, Telecom, Wind, di molte aziende, banche, ecc hanno accettato o subito esodi incentivati. Presso il Ministero del Lavoro è istituito un osservatorio per monitorare i mobilitati , gli esodati, e anche altri casi complessi. Alcune proposte di emendamenti al milleproroghe alla Camera hanno demandato a un ulteriore decreto da emanare entro il 30.6.2012 dal Ministero del Lavoro la salvaguardia della casistica non ricompresa negli emendamenti.

    Per venire incontro a queste situazioni nel mille proroghe votato in Parlamento sono stati fatti degli emendamenti che solo in minima parte hanno risolto le drammatiche conseguenze delle nuove norme sulle pensioni, pertanto riteniamo che vadano apportate in Senato alcune modifiche fondamentali, quali:

1.  Riscrivere gli emendamenti presentati , ne basta uno che tolga tutti i paletti sui requisiti e i 24 mesi per salvare tutti gli ESODATI che hanno sottoscritto accordi aziendali prima del 6.12.2011 , per salvare tutti i MOBILITATI dopo il  4.12.2011 , e garantire ai 65-70.000 lavoratori le coperture finanziarie rivedendo gli importi annui e complessivi . Per gli esodati bastano 40 milioni di euro annui per 5/6 anni per avere la copertura finanziaria. Abbiamo anticipato una stima seria sulla base di uno studio dei dati forniti da 400 persone ( il 10 % circa ).
2.  ampliare la platea delle previgenti normative pensionistiche a tutti coloro che entro il 31 dicembre 2011 siano in possesso di un accordo aziendale , che preveda l'uscita dal lavoro anche dopo, purchè sulla base di accordo sindacale o individuale sottoscritto entro il 2011, e non limitarlo solo a chi sia effettivamente  uscito dai propri posti di lavoro entro il 31 dicembre 2011 ( se un lavoratore ha concordato un data di uscita successiva al 31.12.2011 sarà comunque un disoccupato , poichè l'accordo aziendale sottoscritto lo dimissiona a una data certa) .
3.   Modificare la condizione relativa al raggiungimento del requisito sostituendo la condizione di raggiungimento del diritto alla pensione (decorrenza alla pensione) alla condizione del raggiungimento della maturazione della pensione ( escludendo le finestre) , e congelare i requisiti richiesti alla normativa vigente al momento della firma dell’accordo aziendale o, in assenza, dell’accordo individuale in modo da garantire l’applicabilità a prescindere dalle tipologie particolari riferibile alla pregresse norme pensionistiche e dalle normative eventualmente intervenute anche nel corso del 2011 in particolare con l’introduzione dell’aumento dell’età pensionabile delle donne ( 40 anni di contributi a prescindere dall’età, quote 96 , 97, pensione di vecchiaia a 60 anni per le donne ). Senza una tale modifica è impensabile che vengano salvaguardati tutti i lavoratori che hanno sottoscritto accordi (anche su indicazione sottoscritta e tutela del Ministero del Lavoro). Va inoltre eliminato totalmente il comma 15 dell’art. 24 e, certamente, l’ultimo periodo poiché impedisce il congelamento dei requisiti come necessario per garantire la salvaguardia.
4.  Ampliare la platea delle previgenti normative a tutti coloro che hanno fatto richiesta di versare contributi volontari  di qualsiasi natura : contributi volontari autorizzati da INPS come ex dipendenti oppure come lavoratori autonomi  ( molti pur avendo fatto richiesta di contribuzione da oltre un anno a INPS o IPOST sono in attesa di ricevere la autorizzazione per i versamenti volontari da INPS o IPOST , che, sciolto, cede migliaia di pratiche inevase a INPS).       
5.  Ampliare la platea delle previgenti normative a tutti coloro che hanno sottoscritto accordi aziendali prima del 6.12.2011.           
6.  Confermare l’interpretazione che non vi è alcuna limitazione circa il tempo tra la data dell’esodo e l’entrata in vigore del decreto Salva Italia per consentire la fruizione anche a tutti i lavoratori attualmente disoccupati.
7.  Tutelare tutti coloro che hanno perso il lavoro a vario titolo come per esempio il salario minimo garantito ai disoccupati o forme equivalenti di sussidi per chi cerca il lavoro, ma non lo trova.
Per venire incontro a queste situazioni si può utilizzare un emendamento UNITARIO suggerito dal Governo che risolva le drammatiche conseguenze delle nuove norme sulle pensioni, suggeriamo pertanto che vadano apportate in Senato le modifiche , ma   NON UTILIZZARE lo strumento della FIDUCIA :  il Parlamento è sovrano, si lasci discutere il Senato e si trovino le soluzioni di copertura finanziaria e poi la Camera approverà in un attimo in terza lettura .
Demandare al Ministro del Lavoro con decreto da emettere  entro il 30 giugno ( la clausola di salvaguardia 6 bis) le modalità per salvare tutti gli ESODATI , i MOBILITATI , licenziati e tutti coloro che sono SENZA REDDITO, SENZA PENSIONE , non attraverso ammortizzatori sociali , con un altro provvedimento , o con un altro strumento , ma SUBITO nel milleproroghe con un emendamento UNITARIO  .

Paradossalmente si continua ad innalzare l’età pensionabile mentre le imprese si liberano dei quarantenni , cinquantenni e i politici continuano a parlare della  necessità di riformare il sistema di welfare, ma l'assistenza per i lavoratori in mobilità , cassa integrazione normale straordinaria in deroga  , è sempre stata sottratta ai bilanci previdenziali dei lavoratori e non viene pagata dallo Stato, e le grandi e medie aziende ne hanno approfittato a man bassa per esodare , licenziare , dimettere lavoratori, usando i contributi pensionistici di altri lavoratori , sottraendoli alle pensioni attuali e future. Inoltre i bilanci dell’INPS (come affermato da Mastrapasqua nella sua relazione di settembre 2011) sono positivi, nonostante che già i lavoratori dipendenti si facciano carico, a scopo esemplificativo, anche della ex-INPDAI (Dirigenti d’Azienda) per 3MLD/anno di deficit di questa da quando è stata assorbita in INPS. Ora anche INPDAP rientra in INPS.

Su tutte queste situazioni vorremmo poter avere l’opportunità di un confronto con Lei e/o il Viceministro e/o il Sottosegretario, incontro che Le chiediamo a nome dei tanti che si rivolgono a noi in questi giorni nella speranza di poter trovare una soluzione concreta alle loro istanze. RingraziandoLa Vi per l’attenzione, confidando in una Sua Vostra convocazione a breve termine, porgiamo cordiali saluti

Comitato Esodati e Lavoratori Precoci d'Italia
Comitato Esodati , Lavoratori Precoci, Mobilitati , Licenziati, Disoccupati d'Italia 

Mobilitati Romani E Non Solo 
Comitato Mobilitati cornuti e mazziati

 

 

***************************************************************

Continua la mobilitazione per chiedere che a tutti i lavoratori espulsi a vario titolo dai posti di lavoro sia consentito di andare in pensione con le vecchie regole.  Martedì 14 febbraio presidio davanti al Ministero della Economia e Finanze a Roma.

Nelle assemblee di Roma e Milano del 31 gennaio e 1 febbraio i lavoratori mobilitati ed esodati  hanno deciso di continuare la mobilitazione per modificare il decreto Monti e tutti i decreti precedenti che impediscono  loro di accedere alla pensione.

Per questa ragione si è deciso, in occasione della discussione in Senato del decreto mille proroghe, di fare un presidio a Roma martedì 14 febbraio  dalle ore 14 davanti al Ministero della Economia e Finanze.  Il presidio era stato inizialmente previsto per Mercoledì ì 8 febbraio ma è stato posticipato per evidenti problemi dovuti al maltempo.

Il Decreto  Monti prevede delle deroghe per i lavoratori che sono stati messi in mobilità con accordi fatti prima del 4 dicembre 2011: tali deroghe però non danno garanzie certe.  In più con l’ulteriore decreto del 5 gennaio 2012 si stanziano i fondi per il proseguimento della indennità di mobilità, per il periodo delle nuove finestre di uscita, solo per il 2011 e non per gli anni successivi.

Il Governo gioca con i numeri: dapprima nel decreto si indicava il numero massimo di 50.000 lavoratori , poi di 65.000 compresi i 10.000 fortunati che beneficiano della legge Dini,  poi modificato con la determinazione del limite delle risorse predeterminate, infine nel decreto di gennaio si indicano solo 16.000 lavoratori interessati al prolungamento della indennità di mobilità, ma i fondi stanziati sono solo per 677 lavoratori e solo per il 2011.

Per gli esodati, le modifiche introdotte alla Camera che consentono di andare in pensione con le vecchie regole solo per i prossimi 24 mesi sono del tutto insufficienti per tutelare i lavoratori, considerando che 12 mesi rappresentano la finestra di uscita.

La nostra azione
che si è sviluppata da nei mesi scorsi  con varie manifestazioni e presidi a Milano e Roma ha prodotto alcuni importanti risultati.  Non tutto è risolto,  molte cose sono ancora da chiarire

Il nostro obiettivo è quello che tutti i lavoratori in mobilità, corta e lunga,  esodati  e tutti coloro che sono stati espulsi dalle fabbriche a vario titolo devono poter andare in pensione sulla base degli accordi pattuiti e comunque devono avere la copertura salariale fino al momento della pensione.

7-2-2012

COMITATO MOBILITATI CORNUTI E MAZZIATI                      CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE       
Sito internet del Comitato mobilitati cornuti e mazziati  www.mobilitaticm.magix.net/website
Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    tel. 0331-1555336

Confederazione Unitaria di Base
Milano:V.le Lombardia 20 –tel. 02-70631804 fax 02-70602409
www.cub.it – www.cubvideo.it e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

****************************************************************

CHI SONO GLI ESPULSI DAL LAVORO COLPITI DALLE MANOVRE PENSIONISTICHE --> LE CONSEGUENZE!!!

1.    Persone in mobilità lunga o ordinaria che hanno maturato il diritto nel 2011 e rientrano nei 10.000 della 122/2010.
Sono quelli che dovrebbero salvarsi. Alcuni di loro sono stati senza assegno né pensione per diversi mesi ma a seguito del messaggio Inps n° 20062 del 21-10-2011 che dopo un anno e mezzo ha definito chi sono i 10.000, hanno ricevuto una lettera di conferma della salvaguardia e stanno via via ricevendo arretrati e pensione. PER I PROSSIMI CHE DEVONO ANDARE IN PENSIONE SI RIAPRE IL RISCHIO DI RIMANERE PER MESI SENZA REDDITO, in attesa che venga fatto il decreto previsto della salva-Italia e che l’Inps faccia le sue elaborazioni!!!
2.    Persone in mobilità lunga o ordinaria che hanno maturato il diritto nel 2011, avrebbero avuto la decorrenza della pensione secondo la legislazione precedente nel 2011 e NON rientrano nei 10.000 della 122/2010 ma sono comunque nel campo di applicazione di quella legge perché l'accordo con cui sono usciti è antecedente al 30 aprile 2010.
Questi dovrebbero subire la nuova decorrenza della pensione basata sulla "finestra mobile", ma per i 6-8 mesi di ritardo che questa comporta dovrebbero ricevere almeno l'assegno di mobilità. Per loro, dopo molti mesi di attesa senza percepire nulla, è finalmente stato firmato dalla Fornero e da poco da Monti il decreto interministeriale 63655 previsto dalla legge 220 del 2010 che ha modificato la 122/2010. Il 30-1 è arrivato il messaggio attuativo dell’INPS n. 1648. SI SPERA CHE I SOLDI ARRIVINO!!!!
C'È ANCHE DA DIRE CHE IL  DECRETO SI LIMITA A STANZIARE I SOLDI SOLO PER CHI MATURA IL DIRITTO NEL 2011 E NON PER CHI LO MATURA NEGLI ANNI SUCCESSIVI!!!
3.    Persone in mobilità lunga o ordinaria che maturano il diritto dal 2012 in poi e rientrano nei 10.000 della 122/2010.
Questi cominciano a sentire gli effetti della legge Salva-Italia, anche se all'apparenza dovrebbero essere salvaguardati dalla stessa, perché rientrano nelle categorie previste dall'articolo 24 comma 14. Per queste categorie però sono previsti DEI LIMITI DI SPESA e quindi di persone ammesse ad ottenere la salvaguardia e poi ci sono dei DUBBI INTERPRETATIVI:
a) PERCHÉ PER IL 2012 NON E' INDICATO NESSUN BUDGET DI SPESA nel comma 15 che stabilisce i limiti?
b) VA APPLICATA LA NORMATIVA SULL'ASPETTATIVA DI VITA CHE AGGIUNGEREBBE UN MESE DI RITARDO ALLA DECORRENZA DELLA PENSIONE PER IL 2012 E VIA VIA INCREMENTANDO, come sembra previsto dall'ultima frase del comma 15.
Inoltre dal 2012 si comincia ad applicare il CONTRIBUTIVO PRO RATA, cioè nel conteggio finale della pensione gli anni dal 2012 in poi vengono computati con il sistema contributivo
4.    Persone in mobilità lunga o ordinaria che avrebbero avuto la decorrenza della pensione secondo la legislazione precedente dal 2012 in poi e NON rientrano nei 10.000 della 122/2010 ma sono comunque nel campo di applicazione di quella legge perché l'accordo con cui sono usciti è antecedente al 30 aprile 2010.
Per questi, OLTRE QUANTO DETTO PER LA CASISTICA DEL PUNTO 2, OLTRE QUANTO DETTO PER I LIMITI DI SPESA, PER L'ASPETTATIVA DI VITA, PER IL CONTRIBUTIVO PRO-RATA DEL PUNTO 3, OCCORRERÀ OTTENERE ALTRI DECRETI 
INTERMINISTERIALI PER GLI STANZIAMENTI NECESSARI AD EROGARE L'ASSEGNO DI MOBILITA' NEL 2012 E ANNI SUCCESSIVI.
5.    Persone in mobilità lunga o ordinaria che matureranno il diritto dal 2012 in poi e NON rientrano  nel campo di applicazione della 122/2010 perché l'accordo con cui sono usciti è successivo al 30 aprile 2010 ma rientrano nella "salva-Italia" perché è antecedente al 4 dicembre 2011.
Per questi il discorso di rientro nei LIMITI DI SPESA di ogni anno COMINCIA A DIVENTARE MENO SICURO, TANTO PIÙ CHE L'ULTIMO EMENDAMENTO ALLA MILLE-PROROGHE IN FASE DI APPROVAZIONE include negli stessi limiti anche gli esodati, prevedendo però un meccanismo in base al quale un decreto interministeriale PUÒ allargare gli stessi limiti aumentando i contributi per i datori di lavoro del settore privato.
SE FOSSERO FUORI DALLA SALVAGUARDIA RISCHIEREBBERO DI RIMANERE SENZA STIPENDIO E SENZA PENSIONE PER ANNI, NON ESSENDO STATO PREVISTO NESSUN MECCANISMO DI SALVAGUARDIA!!!
 6.    Persone esodate dalle aziende con accordi collettivi o individuali fino al 31 dicembre 2011.
L'emendamento alla mille-proroghe in via di approvazione darebbe la SALVAGUARDIA DALLO SLITTAMENTO DELLA PENSIONE SOLO A COLORO CHE MATURANO IL DIRITTO ALLA PENSIONE ENTRO IL 2013.
TALE SALVAGUARDIA E' SOGGETTA ALLE STESSE CONDIZIONI VISTE AL PUNTO 5 E ALLE STESSE DISASTROSE CONSEGUENZE SE NON OTTENUTA.
 7.    I lavoratori che sono in mobilita e alla fine della stessa non matureranno i 40 di contribuzione e che prevedevano di raggiungere il requisito attraverso la contribuzione volontaria, ma che non hanno fatto la relativa domanda entro il 4 dicembre 2011.
Si trovano al momento fuori da ogni tutela, a differenza di coloro che hanno fatto domanda con esito positivo dei versamenti volontari. Quindi a parità di situazione anagrafica e contributiva si e’ creata una situazione iniqua tra lavoratori basata su un aspetto formale e non sostanziale, non esisteva infatti nessuna norma che prima del 22 dicembre 2011 potesse evitare questa situazione.
 8.    Le donne, per le quali di fatto non esisteva più la pensione di anzianità, colpite dalla manovra di agosto 2011, che avvicina progressivamente la loro età pensionabile a quella degli uomini.
Chi di loro, all’atto della sottoscrizione dell’accordo individuale, prevedeva di raggiungere il diritto al limite massimo della erogazione della mobilità (3 anni in genere, tranne per il SUD 4 anni) si è trovata nella situazione che veniva lasciata senza reddito al termine del periodo previsto, SENZA NESSUNA SALVAGUARDIA!!!
 9.    Alcuni, apparentemente salvaguardati dalla “salva-italia”, perdono la salvaguardia perché, a causa dell’applicazione della “aspettativa di vita” (confermata per tutti dall’ultimo capoverso del comma 15 dell’art. 24), non riescono più a maturare i requisiti per la pensione entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità.
ANCHE PER LORO NESSUNA SALVAGUARDIA!!!
 
**************************************************************

 LE MANOVRE PENSIONISTICHE SUGLI ESPULSI DAL LAVORO:

- I DISASTRI DELLE MANOVRE PRECEDENTI alla “salva-Italia” nei confronti dei lavoratori in mobilità RIMANGONO CONSOLIDATI DALLA “SALVA-ITALIA”, piallando le residue speranze di modifiche, salvaguardie, ecc.
- il Governo dichiara la volontà di salvaguardare i lavoratori per cui la “salva-Italia” ha allontanato DI ANNI la data di pensionamento successivamente alla loro uscita dal lavoro, ma per ottenere ciò devono ancora essere fatti tutta una serie di decreti che fanno prevedere LUNGHE ATTESE, VUOTI RETRIBUTIVI, LOTTE e TOTALE INCERTEZZA; inoltre, con le lotterie ancora da definire, NON SI SALVAGUARDANO TUTTI!
- MOLTE NORME NON POSSONO ESSERE CHIARITE IN TUTTE LE LORO CONSEGUENZE in assenza dei decreti attuativi, con particolare riferimento a quello previsto dal comma 15 dell'art. 24 della "salva-Italia";

- LA SALVAGUARDIA PER GLI ESODATI È SOLO PER UNA MINORANZA.
PERTANTO
CONTRO LE CONTINUE MANOVRE SULLE PENSIONI, CONTRADDISTINTE DA EFFETTI RETROATTIVI, DISCRIMINATORI E CRUDELI
CHIEDIAMO
CHE TUTTI I LAVORATORI IN MOBILITÀ, CORTA E LUNGA,  ESODATI  E TUTTI COLORO CHE SONO STATI ESPULSI DALLE AZIENDE A VARIO TITOLO POSSANO ANDARE IN PENSIONE SULLA BASE DEGLI ACCORDI PATTUITI E DELLA NORMATIVA ALLORA VIGENTE
 
COMITATO MOBILITATI CORNUTI E MAZZIATI                      CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE       
Sito internet del Comitato mobilitati cornuti e mazziati  www.mobilitaticm.magix.net/website
Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    tel. 0331-1555336

Confederazione Unitaria di Base
Milano:V.le Lombardia 20 –tel. 02-70631804 fax 02-70602409
www.cub.it – www.cubvideo.it e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Share this post
FaceBook