Siamo tutti sulla stessa barca? - La CUB, in merito alla manifestazione odierna, cui hanno aderito varie organizzazioni, associazioni, ordini, sindacati, ecc. portatori di interessi diversi e spesso contrapposti, pur ritenendo che il drammatico momento, meriti una risposta, visti i noti provvedimenti adottati dal governo, è convinta che questo genere di iniziative siano inadeguate ad affrontare e risolvere i problemi posti.


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Siamo tutti sulla stessa barca?

La Confederazione Unitaria di Base (CUB), in merito alla manifestazione odierna, cui hanno aderito varie organizzazioni, associazioni, ordini, sindacati, ecc. portatori di interessi diversi e spesso contrapposti, pur ritenendo che il drammatico momento, meriti una risposta, visti i noti provvedimenti adottati dal governo, è convinta che questo genere di iniziative siano inadeguate ad affrontare e risolvere i problemi posti.

Infatti, oggi sono presenti:
-    Coloro che vogliono continuare a cementificare a qualsiasi costo le citt e le campagne assieme a quelli che dicono di difendere l'ambiente e la vivibilità negli spazi urbani.
-    Coloro che cercano di cancellare l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per poter ulteriormente e facilmente licenziare, assieme a quelli che dovrebbero essere i futuri licenziati e licenziabili.
-    La chiesa che non paga l'ICI sui suoi immobili commerciali e che gode di immensi privilegi in materia fiscale, assieme a quelli che pagano fino all'ultimo centesimo, anche a costo di finire sul lastrico.
-    Le corporazioni degli "Ordini" di ogni genere assieme a coloro i quali ne sono tagliati fuori.
-    I piccoli esercenti e i piccoli coltivatori, assieme alla grande distribuzione (supermercati, centri commerciali, ecc.) che li sta sbranando.
Credere, ad esempio, che i Costruttori iblei e Confindustria siano alleati dei lavoratori è una vera e propria utopia sadomasochistica (per i lavoratori). Quella di oggi è una grande ammucchia che vede presenti sia i lupi che gli agnelli.

La CUB ritiene che i lavoratori, i precari, i disoccupati, i pensionati debbano riprendersi il diritto di decidere e imporre con la lotta un modello di sviluppo eco-sostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa. Per questi obiettivi tutti i lavoratori non devono farsi più strumentalizzare da chi è corresponsabile (e nella manifestazione di oggi ce ne sono molti) dell'attuale situazione e utilizza la rabbia diffusa per legittimare le proprie posizioni di rendita.
Invitiamo i lavoratori a sostenere queste rivendicazioni immediate per evitare di pagare i costi della loro crisi:
-    Introduzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze.
-    Moratoria sugli interessi del debito; vendita del tesoro della Banca d'Italia (100 miliardi di euro).
-    Lotta all'evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero, agli infortuni sul lavoro.
-    Cancellare l'acquisto dei caccia bombardieri F 135 (16 miliardi) ed eliminare le spese militari.
-    Far pagare l'ICI e le altre tasse alla Chiesa cattolica.
-    Eliminare i ticket; potenziare la sanità , la scuola pubblica, i trasporti pubblici, usando le risorse di quelle private.
-    Tagliare la spesa pubblica per le inutili grandi opere (Ponte sullo Stretto, TAV, ecc.), abbattere il caro vita.
-    Abolire l'infame riforma delle pensioni, abbassando l'et pensionabile appena imposta, per far spazio ai giovani nel mondo del lavoro; ridurre l'orario di lavoro a parit di salario. Aumenti salariali per tutti.
-    Parit di diritti per i migranti; diritto d'asilo ai rifugiati; cittadinanza per i nati in Italia; permesso di soggiorno per chi perde il lavoro, o ha un lavoro, o denuncia il lavoro nero.

Ragusa, 14/1/12

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