CONTRO L’ARROGANZA DEI PADRONI AUSTRALIANI CONTINUA LA LOTTA DEI LAVORATORI AMCOR DI LAINATE - Dopo l’incontro in Prefettura a Milano, che non ha scaturito nessuna modifica dell’atteggiamento aziendale, ieri in assemblea i lavoratori Amcor hanno deciso di continuare la lotta. <<VIDEO>>

 

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CONTRO L’ARROGANZA DEI PADRONI AUSTRALIANI
CONTINUA LA LOTTA DEI LAVORATORI AMCOR DI LAINATE


Dopo l’incontro in Prefettura a Milano, che non ha scaturito nessuna modifica dell’atteggiamento aziendale, ieri in assemblea i lavoratori Amcor hanno deciso di continuare la lotta.

La direzione infatti:

•         Dopo l’apertura della procedura per chiudere la fabbrica l’11 gennaio scorso, Amcor non è disponibile a modificare le sue decisioni, non vuole neppure ricercare un compratore per lo stabilimento di Lainate e non garantisce nessuna ricollocazione dei 138 lavoratori in esubero, scaricando il problema occupazionale sui singoli lavoratori e sulle istituzioni locali.

•         Continua con i ricatti ai lavoratori, dichiarando che se non accettano il loro piano aziendale, Amcor non chiederà neppure l’utilizzo della cassa integrazione, passando direttamente al licenziamento con la mobilità.

•         Vuole un accordo che sancisce la chiusura dello stabilimento, con in cambio un esiguo incentivo, decurtato del 50% per chi non accetta subito la mobilità e chi è vicino alla pensione. Chi avrà la sfortuna di non trovare lavoro nei prossimo 12 mesi, si vedrà pure decurtato l’incentivo all’esodo.

•         Non è più disponibile alla trattativa con i sindacati, nonostante la procedura di legge per la mobilità, preveda fino a fine marzo la Possibilità à di un confronto, se i lavoratori non tornano a produrre come prima e non venga impedito il trasferimento di produzione e macchinari all’esterno.

Ricordiamo che fino al settembre scorso la fabbrica lavorava con il ciclo continuo, che le produzioni e i macchinari di Lainate saranno trasferiti in altre fabbriche di Amcor (nella repubblica Ceca)

Milano 2/2/2011

Cub Informazione

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