CUB Scuola - Oggi e domani, 14 e 15 giugno, nelle scuole del milanese un certo numero di scrutini, nella loro totalità o in larga maggioranza, saranno fermati - CUB Scuola sostiene il blocco per ora in 34 istituti tra Milano e hinterland. Daina: “Pieno sostegno ai colleghi e mobilitazione minima indispensabile al blocco”.

 

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Oggi e domani blocco degli scrutini nel milanese
CUB Scuola sostiene il blocco per ora in 34 istituti tra Milano e hinterland. Daina: “Pieno sostegno ai colleghi e mobilitazione minima indispensabile al blocco”.

 
Oggi e domani, 14 e 15 giugno, nelle scuole del milanese un certo numero di scrutini, nella loro totalità o in larga maggioranza, saranno fermati, solo a Milano il Bertarelli, il Ferraris-Pacinotti, il Cremona, il Virgilio, il Varalli, il Giorgi, l’Allende, il Tenca, il Tito Livio, il Luxemburg, il Brera, il Marconi, l’Oriani-Mazzini, il Curie, lo Steiner, il Leonardo da Vinci, il Einstein, il Verri, il Galvani, l’Arcadia Pertini, il Moreschi, il Pacinotti, il Maxwell e il Capponi, oltre al Majorana e l’ Olivetti di Rho, il Mosè Bianchi e il Mapelli di Monza, il Gadda di Paderno Dugnano, il Curie di Cernusco s.N., il Bellisario di Inzago, il Marconi di Gorgonzola, il Curie di Tradate e il Piero della Francesca di Melegnano.
 
“CUB Scuola dichiara il pieno sostegno ai colleghi in sciopero aderenti a questo tipo di agitazione” dichiara Elisabetta Daina di CUB Scuola “condividendo tutte le ragioni che hanno portato a questa mobilitazione, con l’impegno attivo nello sciopero di un numero di insegnanti strettamente necessario a ottenere il rinvio degli scrutini”.
 
Questa è l’unica risposta, di fronte ad una legge, la 146/90, che limita gravemente la libertà sindacale e il diritto di sciopero, e rispetto all'atteggiamento rapace di uno Stato che, dopo aver penalizzato la scuola pubblica italiana con "tagli" indiscriminati per otto miliardi di euro, che hanno già compromesso funzionamento della scuola, diritto allo studio e diritto a un lavoro dignitoso, si appresta, attraverso una manovra finanziaria iniqua, a un salasso ai danni dei lavoratori della scuola che negli anni viene stimata mediamente attorno ai 29.000 euro, con tanto del blocco degli scatti anzianità e degli aumenti contrattuali.
 
“Questa è anche una cassa di resistenza e di solidarietà che servirà per condividere l'onere economico dello sciopero, un sostegno a tutte le forme di lotta contro una riforma che distrugge un bene pubblico essenziale, e per una lotta affinché le retribuzioni non siano vergognosamente e ulteriormente decurtate” continua la Daina.
 
“Aggiungiamo che la generazione di insegnanti più giovani, e precari, approdati alla scuola sarà quasi certamente espulsa” dichiara Claudio Nicrosini del Movimento Scuola Precaria “mentre gli insegnanti più anziani, grazie alle delocalizzazioni e all’assegnazione di compiti dequalificanti, saranno più avviliti, per una scuola nel suo complesso ancora più precaria di ora”.

Milano 14 giugno 2010.

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