Lo scippo delle RSU nella scuola: il Consiglio dei Ministri ha stabilito che le elezioni delle RSU nella scuola slitteranno al 2010.


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E’ appena il caso di notare come il Governo intenda i diritti dei lavoratori: “siete liberi di eleggere i vostri rappresentanti ma solo come e quando voglio io”.
Hanno spostato di un anno le elezioni RSU ma in realtà si apprestano a cancellarle con la complicità di tutti quei “sindacati” che vedono un pericolo nel protagonismo dei lavoratori.
Noi non dimentichiamo che la proposta di legge Aprea prevede la cancellazione delle RSU per l’area docenti e notiamo che il famigerato ministro Brunetta ha espressamente dichiarato di aver posticipato le votazioni aderendo ad una richiesta che proveniva da tutti i sindacati firmatari di contratto, in primo luogo CISL, UIL, GILDA, SNALS.
La CGIL, che certamente ricorda di aver voluto un analogo spostamento, quella volta di due anni, nelle prime elezioni RSU per penalizzare i sindacati di base, ha reagito con inusitata veemenza condannando la scelta odierna del governo.
La CGIL ricorderà anche che, grazie agli accordi che essa ha firmato, le attuali RSU sono elette e strutturate secondo un sistema che ne limita fortemente l’azione e che prevede:

  • per i sindacati istituzionali il monopolio del diritto di indire le assemblee. Nei fatti al sindacalismo indipendente e di base è preclusa la Possibilità à di fare campagna elettorale e di esporre le proprie posizioni nelle assemblee, alla faccia della "democrazia" tanto invocata;
  • per i delegati RSU, l'imPossibilità à di organizzarsi in coordinamenti orizzontali fra scuole riconosciuti dalla controparte e, quindi,  di condurre un'effettiva attività sindacale ad un livello che permetta di trattare le questioni generali che riguardano la scuola, p. es. in ambito provinciale;
  • di limitare la contrattazione d’istituto ad aspetti marginali dell'organizzazione del lavoro e dell'attribuzione delle retribuzioni, sulla base di strettissimi vincoli imposti dal contratto nazionale (firmato dai soliti noti);
  • l'elezione ogni tre anni, senza la Possibilità à per i lavoratori e le lavoratrici di sfiduciare gli eletti, rischia di rendere le RSU un organismo sottratto al controllo della base.

Nonostante questi evidenti limiti, la CUB Scuola considera l’elezione delle RSU un momento importante di partecipazione democratica e di protagonismo dei lavoratori. Inoltre, dopo 3 anni di attività e in seguito all’attuazione dei piani di ridimensionamento della rete scolastica, moltissime RSU sono incomplete, decadute, non più adeguate alla mutata realtà delle scuole.
La CUB Scuola, di conseguenza:

  • denuncia l'ennesimo scippo di democrazia subito dalle lavoratrici e dai lavoratori della scuola
  • organizzerà dovunque sarà possibile (RSU dimesse per qualsivoglia ragione) l'elezione di nuove RSU
  • invita i colleghi e le colleghe a praticare la condizione di ogni reale democrazia vale a dire la mobilitazione diretta e l'organizzazione indipendente per la difesa della scuola pubblica a partire dalla partecipazione allo sciopero del 23 ottobre.

 

CUB Scuola
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