COMUNICATO STAMPA

“Il primo decreto attuativo della riforma: riduzione del tempo scuola ed entrata dei cosiddetti esperti. Mentre si bloccano le immissioni in ruolo per 25.000 precari!”


         L’incontro già previsto dal Ministro Moratti per  giovedì prossimo al MIUR con i sindacati concertativi, per illustrare lo schema del primo decreto legislativo attuativo della riforma, non sarà altro che la prima ratificazione della sostanziale e gravissima riduzione del tempo scuola e dell’abbassamento dell’offerta formativa pubblica.

        Nei sedici articoli del testo predisposto, pur ribadendo l’imPossibilità à di mandare a regime la sua controriforma fin da settembre 2003  per la mancanza dei regolamenti dei piani di studio, la Moratti riafferma l’anticipo scolastico nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria a partire dal prossimo anno scolastico. Inoltre, viene sancito un monte ore di sole 875 per la scuola dell’infanzia e di 891, pari a 27 ore settimanali, per le scuole elementari e medie di primo grado. Le eventuali Possibilità à di ampliare tale monte ore sono legate ad attività e insegnamenti facoltativi, in altre parole: a richiesta delle famiglie. Un ritorno, in pratica, alle “vecchie” attività integrative degli anni ’70 e ’80. Ritorna il maestro unico o Tutor del libro di De Amicis.

        Ma non basta. A fronte di ben 25.000 precari tra docenti e Ata, in attesa da anni di poter essere immessi in ruolo, ed alle due ultime leggi finanziarie che bloccano tale diritto, la Ministra ha pensato bene di sottolineare che l’eventuale ampliamento orario potrà essere realizzato ricorrendo anche a contratti d’opera per l’impiego di esperti. Assurdo!

        A tutto questo c’è ovviamente da aggiungere un rinnovo a perdere del Contratto nazionale della scuola. Dopo 17 mesi (il CCNL è scaduto il 31.12.2001), dopo che non è stata versata neppure l’indennità di vacanza contrattuale pur prevista dagli accordi di luglio 1993 (e dal  CCNL 26.5.99 art. 1 c. 5) il contratto siglato il 16 maggio 2003 non fa che ribadire (con un anno di ritardo) il vergognoso accordo del 4 febbraio 2002 con cui il Governo si impegnava a versare ai pubblici dipendenti incrementi stipendiali neppure sufficienti quindi a coprire l’inflazione reale.

Roma, 25 maggio 2003

       p. la CUB Scuola – Federazione di Roma

                                             Claudio Ortale

 Tel. 3396778781
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