COMUNICATO STAMPA

“ 26 settembre: giornata nazionale in difesa del  tempo pieno e del tempo prolungato. Scuola Pubblica difenderne un pezzetto per difenderla tutta!”


Mentre il presidente della Repubblica rimarca l’importanza della scuola pubblica, come sancito dalla Costituzione, il ministro Moratti prosegue la sua opera di smantellamento, proponendo misure mirate all’abolizione del TEMPO PIENO nelle scuole elementari e del TEMPO PROLUNGATO nelle scuole medie.
Il tempo pieno è stato una conquista dei lavoratori, frutto di dure lotte e costituisce un elemento di qualità della scuola

Il tempo pieno è stato varato con la Legge 820 del ’71 ed è il frutto di decine di anni di sperimentazioni. Esso costituisce un modello educativo all’avanguardia che prevede tempi più distesi e a misura del bambino, permette l’organizzazione dei laboratori, consente l’intervento a classi aperte e per piccoli gruppi e favorisce la realizzazione delle innovazioni  didattiche. Fornisce un indispensabile sostegno ai diritti delle donne lavoratrici.

Oggi la stragrande maggioranza delle donne lavora e non potrebbe farne a meno vista la continua diminuzione degli stipendi. Il tempo pieno, fornendo un servizio educativo per 8 ore al giorno, consente ai genitori di organizzare i propri tempi per sostenere la famiglia, cercare emancipazione e soddisfazioni nel lavoro e, allo stesso tempo, partecipare alla vita scolastica dei propri figli.
Arricchisce le opportunità educative e di svago dei ragazzi

Specie nei grandi centri urbani, sprovvisti di spazi attrezzati adeguati ai bambini, al termine della scuola i ragazzi hanno come uniche opportunità la TV e la play-station, se non la strada. I più fortunati possono sperare in una baby-sitter o di essere mandati in qualche centro sportivo a pagamento. Il tempo pieno garantisce ai bambini, anche nelle ore pomeridiane, un servizio educativo e di svago in compagnia dei loro coetanei, all’interno di strutture adeguate e sotto la guida di professionisti dell’educazione.

Queste e altre ragioni spiegano l’apprezzamento delle famiglie e degli operatori scolastici per un sistema scolastico che, specie nelle grandi aree urbane, viene preferito dalla maggioranza dei genitori. La riforma Moratti, puntando esclusivamente al taglio della spesa, prevede la diminuzione del tempo scuola, proponendo, in alternativa al tempo pieno, 10 ore di non precisati arricchimenti formativi opzionali e cancella la presenza degli insegnanti in un importante momento educativo e di socializzazione come il tempo mensa.

Ancora una volta si tenta di mettere i piedi in testa agli italiani, cercando di scippare loro il diritto allo studio e le tutele sociali, infischiandosene delle preferenze e delle necessità della maggioranza delle famiglie e dei ragazzi.  

La CUB Scuola invita i genitori e tutti i lavoratori: ad opporsi con forza alla riforma Moratti; a difendere il tempo pieno ed il tempo prolungato “senza se e senza ma”; a costituire nelle scuole Comitati per la difesa del tempo pieno e del tempo prolungato.  

Roma 19 settembre 2003

info cell. 347-1215548
p. la CUB Scuola – Federazione di Roma
Francesco Bonfini
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