Fiat: liberarsi dei lavoratori per mettere le mani sull’area di Arese

Stamattina incontro tra organizzazioni sindacali e l’agenzia Regionale per l’Impiego sulla prospettive occupazionali dei lavoratori in cigs dal 2002.
Ai lavoratori in cassa integrazione sono state fatte proposte inconsistenti da parte di Comune di Milano, Provincia di Milano, Ente Fiera e Agenzia Regionale.
La Fiat , non era presente oggi al tavolo tecnico  e non verrà nemmeno invitata al prossimo tavolo istituzionale.
L’ha affermato il direttore dell’agenzia Regionale per l’Impiego, avallando così il suo disimpegno totale da Arese.
La Fiat con la richiesta di licenziamento dei cassintegrati ed il mancato rientro di cento lavoratori per rimpiazzare quanti si sono dimessi o pensionati, dimostra di non voler far rientrare nessuno e di non tener fede all’impegno dichiarato durante l’assemblea degli azionisti di mantenere ad Arese il reparto Progettazione Sperimentazione e Stile indicato nell’accordo di programma del 2002.
I posti di lavoro di Comune di Milano (municipalizzate ed ex municipalizzate, artigianato e grande distribuzione), Provincia di Milano (autostrade Serravalle), Ente Fiera (pulizia, ristorazione) e Agenzia Regionale (50 posti presso aziende esterne) sono offerti nei settori più vari e anche con caratteristiche precarie. Si parla anche di posti nel settore della trasformazione di motori diesel in motori a metano.
Liquida però. Pierluigi Sostaro : ”Che cosa ne pensiamo noi? La CUB giudica scadenti in termini di qualità di lavoro e tipo di contratto le proposte di stamattina ma la realtà dei fatti è un’altra: qui il piano è di liberarsi dei vincoli occupazionali per poter mettere le mani su un area  che può fruttare centinaia di milioni di euro”.
“Vi ricordate dell’auto ecologica? – commenta amaro Pierluigi Sostaro segretario FlmUniti CUB- dopo l’incontro di stamattina - E del polo della mobilità sostenibile? E della vettura a metano? Doveva essere tutto ad Arese secondo gli accordi di programma sottoscritti dalla Fiat e dai Ministeri del Tesoro e dell’Ambiente e infatti alla FIAT sono arrivati centinaia di miliardi di lire di finanziamenti pubblici (240 solo per le vetture elettriche).
Ad Arese è nato qualcosa? No. Anzi. Gli impianti sono stati demoliti o trasferiti. E ora sta diventando sempre più chiaro il motivo che è quello di eliminare i vincoli occupazionali e avere le mani libere sull’area.
Stamattina sono state fatte - continua Sostaro - proposte occupazionali scadenti in termini di qualità di lavoro e tipo di contratto fatte con il preciso scopo di far apparire come  risolto il problema,  per liberarsi quindi dei vincoli occupazionali gravanti sull’area. Vogliono avere le mani libere per il cambiamento di destinazione d’uso dell’area ma noi rivendichiamo occupazione di qualità e rispetto della destinazione d’uso industriale.”

Arese 30 ottobre 2006

FLMUniti-Cub 

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