COMUNICATO STAMPA

Per impedire che Telecom venga fatta a pezzi e chiedere un intervento urgente del Governo, la CUB, Confederazione Unitaria di Base, con COBAS E SNATER proclama lo sciopero per l’intera giornata del 3 ottobre con manifestazione nazionale a Roma.

TELECOM: LA CUB MANIFESTA A ROMA

Trifiletti: “Ci opponiamo con forza alla scelta di Milano. I confederali organizzando la manifestazione nazionale nel capoluogo lombardo hanno simbolicamente individuato quali loro interlocutori privilegiati  la proprietà di Telecom e il potere finanziario, ovvero gli artefici della catastrofica situazione attuale. Ecco perché noi ci contrapponiamo a loro. Non cambiamo invece data perché è importante in questo momento una mobilitazione completa dei lavoratori”.
Le decisioni assunte dal Cda di Telecom Italia l’11 settembre u.s. e il successivo “cambio di guardia” hanno aperto scenari inquietanti sul futuro della più grande azienda di telecomunicazioni, sulle prospettive occupazionali dei suoi dipendenti e di quelli dell’intero indotto. Nel nuovo riassetto non c’è un vero piano industriale, la riorganizzazione è propedeutica esclusivamente alla successiva vendita a pezzi di Telecom Italia per fare cassa. Il risultato sarà il taglio di migliaia di posti di lavoro.
Per tentare di bloccare la liquidazione di Telecom e salvaguardare i posti di lavoro la FLMU-CUB, (Federazione Metalmeccanici Uniti aderenti alla Confederazione Unitaria di Base) insieme a COBAS E SNATER proclama lo sciopero per l’intera giornata del 3 ottobre con manifestazione nazionale a Roma. Guido Trifiletti, della segreteria nazionale FLMU-CUB spiega i motivi della scelta: “La decisione dello sciopero con manifestazione nazionale a Roma è l’unica risposta possibile alla situazione di incertezza e allarme determinatasi in seguito alle prospettive di riorganizzazione del gruppo. Prospettive sulle quali, ad oggi,  regna una grande ambiguità.
Perché a Roma e non a Milano? Se la richiesta è quella di un intervento urgente del Governo la questione ha una valenza politica; cosa ci facciamo a Milano dal padrone? Concertiamo? Abbiamo visto quali sono stati i risultati della privatizzazione e della concertazione. Noi ci siamo sempre battuti perché non si arrivasse a questo disastro. Veniamo trattati come cassandre mentre il nostro quadro era realistico, non era una posizione meramente ideologica. Noi siamo contro le privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali e la comunicazione ne fa parte, perché riteniamo prioritario l’interesse dei cittadini. Le telecomunicazioni sono un bene di tutto il Paese e devono tornare pubbliche.
Perché deve essere chiaro a tutti – sottolinea Trifiletti - che all’origine dell’attuale disastro c’è proprio la privatizzazione di Telecom che è sempre stata contestata solo dalle organizzazioni sindacali di base. Adesso i lavoratori sfileranno in massa per chiedere un intervento del Governo.  E allora ha senso manifestare a Roma e non a Milano.
Ci opponiamo con forza alla scelta di Milano – conclude Trifiletti - i confederali organizzando la manifestazione nazionale nel capoluogo lombardo hanno simbolicamente individuato quali loro interlocutori privilegiati  la proprietà di Telecom e il potere finanziario, ovvero gli artefici della catastrofica situazione attuale.
Ecco perché noi ci contrapponiamo a loro. Non cambiamo invece data perché è importante in questo momento una mobilitazione completa dei lavoratori”.

3 ottobre 2006

Sciopero Nazionale del Gruppo Telecom

Manifestazione Nazionale a Roma

Ore 10,30 piazza della Repubblica

 

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