ATESIA: La CUB ostacolerà in ogni legittima sede qualsiasi tentativo di vanificazione e/o insabbiamento dell’operato degli ispettori del lavoro che nel loro rapporto hanno confermato che " i precari del call center Atesia vanno tutti assunti con un RAPPORTO DI LAVORO DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO"

 ATESIA: La CUB ostacolerà in ogni legittima sede qualsiasi tentativo di vanificazione e/o insabbiamento dell’operato degli ispettori del lavoro che nel loro rapporto hanno confermato che " i precari del call center Atesia vanno tutti assunti con un RAPPORTO DI LAVORO DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO"

Il re è nudo. tutto il sistema dei co.co.co, prima, e dei lavoratori a progetto, ora, costituisce una colossale truffa ai danni dell’INPS e dei precari

Come nella celebre favola di Andersen, gli ispettori del lavoro hanno reso esplicito quello che era palese, ma che, volutamente, non veniva ammesso: tutto il sistema dei co.co.co, prima, e dei lavoratori a progetto, ora, costituisce una colossale truffa ai danni dell’INPS e dei precari, che si regge sul ricatto e sullo sfruttamento di quest’ultimi, a vantaggio esclusivo dei grandi committenti, pubblici e privati, e del relativo lucroso giro di appalti e sub appalti.
Ora, dopo il risultato dell’ispezione, numerosi crocerossini accorrono al capezzale di Atesia, descrivendo scenari apocalittici, per tentare di affossare l’operato degli ispettori e confermare, tramite accordi sindacali e circolari ministeriali, il proseguimento dello sfruttamento del lavoro precario.  
A fronte di tutto ciò, la CUB Lazio e flmuniti-cub confermano la loro intenzione di:
·        Ostacolare in ogni legittima sede,  come già avvenuto in precedenti analoghi casi, qualsiasi tentativo di vanificazione e/o insabbiamento dell’operato degli ispettori;
·        Dare continuità a tutte le lotte messe in piedi in questi anni (ricordiamo lo sciopero nazionale dei precari dl pubblico impiego per il prossimo 6 ottobre e l’assemblea del 9 settembre dei call-center)  contro il lavoro precario,  presente nei più importanti settori dell’economia nazionale,  pubblici e privati,  per ricomporre, attraverso un progetto comune, le divisioni artificialmente imposte a lavoratrici e lavoratori precari;
·        Porre al centro dell’interesse delle priorità sindacali, in sede nazionale e regionale, l’urgenza della scrittura di una nuova legge sul lavoro che ripari i guasti gravissimi introdotti dal pacchetto TREU e dalla legge Biagi, che assicuri la stabilità del lavoro e definisca in modo chiaro e non truffaldino l’identificazione delle figure relative al lavoro autonomo.
   
Il lavoro precario non pratica distinzioni, è diffuso nei call-center, nelle finte cooperative, nel settore pubblico e nel privato.
Contro la precarietà del lavoro, organizziamoci con la Cub ed unifichiamo le lotte.

Roma 29 agosto 2006 

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