ULIANO LUCAS   presenta il suo lavoro all'assemblea CUB del 2 luglio 2016 a Milano. Vediamolo  sul nostro sito CUB.IT

 


L'ULTIMO REPORTAGE PUBBLICATO E' RELATIVO ALLA FABBRICA  ECO-TQL   DI MISINTO. L'intervento video delle lavoratrici allo sciopero nazionale CUB del 4 novembre 

 

 

WEB: http://immaginipercapire.cub.it/    

  • ULIANO LUCAS

prESIDIO alla eco-tql   

Sintesi della storia aziendale ECO-TQL srl – fabbrica produzione di materassi e guanciali in lattice naturale in fallimento

1998 – costituzione della società Ecolatex S.r.l.
1999 – prima produzione del ciclo materassi
2002 – prima produzione del ciclo guanciali
2003 – prima produzione del ciclo di materassi in lattice naturale
2004 – produzione in continuo: quattro equipe, su tre turni, sette giorni su sette
2006 – prima produzione del ciclo di guanciali in lattice naturale
2007 – insediamento del nuovo magazzino, a Misinto
2009 – costruzione della seconda linea di produzione di materassi
2011 – costituzione della nuova società ECO-TQL S.r.l.. La Ecolatex effettua una cessione di ramo d’azienda dello stabilimento di Misinto.
2012 – Un gruppo coreano acquisisce la maggioranza della ECO-TQL al 50%, le altre quote vengono acquisite da alcuni dipendenti e dall’Amministratore Delegato.

ECO-TQL si avvale di circa 60 lavoratori/lavoratrici che lavorano su tre turni nella produzione di materassi e guanciali in lattice naturale. I lavoratori extracomunitari sono in proporzione l’80% della forza lavoro e questo ha fin da subito spinto l’azienda a pagare anche a nero il lavoro straordinario, approfittando della mancanza di conoscenza dei propri diritti di questi lavoratori, e a volte a farli lavorare “a chiaillata”, solo quando c’era da fare la produzione. In seguito alla lotta organizzata dalla Cub vengono recuperate giornate non retribuite.


Malgrado la produzione per clienti prestigiosi (il più importante era la stessa società coreana, che allo stesso tempo era anche socio al 50%), garantisse notevoli entrate, gli stipendi cominciavano a essere pagati con sempre maggior ritardo, mentre le materie prime (lattice ecc.) venivano pagate alla consegna con assegni. La situazione dei lavoratori stava diventando insostenibile ed anche gli accordi sottoscritti con Allca Cub nel 2014 e 2015 per il piano di rientro degli stipendi arretrati, venivano disattesi dall’azienda. I lavoratori organizzati con la Cub decidono quindi di intraprendere la lotta. Era chiaro che l’azienda stesse spremendo i lavoratori fino a quando poteva, cioè, fino alla chiusura già programmata.


L’agitazione è cominciata mercoledì 27 luglio 2016, con un presidio fisso e varie assemblee davanti ai cancelli della fabbrica, con sciopero ad oltranza bloccando la produzione. I lavoratori rivendicano tre mensilità arretrate, stipendi che l’azienda promette di saldare da mesi ma per i quali ancora non è stato fatto nulla. L’ultimo stipendio intero retribuito ai dipendenti è relativo ad aprile 2016.
Le numerose trattative che si sono susseguite non hanno portato a soddisfare le richieste dei lavoratori. Il presidio davanti ai cancelli termina venerdì 5 agosto in quanto la direzione aziendale comunica, affiggendo l’avviso in bacheca, che dall’ 8 al 28 agosto l’azienda rimarrà chiusa per ferie collettive.


L’amministratore delegato a metà agosto ha contattato il responsabile Cub annunciando di volere fare una proposta, proposta mai arrivata. Pertanto i lavoratori e le lavoratrici, dal 29 agosto, a partire dal primo turno delle ore 6, continuano lo sciopero con presidio bloccando la fabbrica in entrata e in uscita, proclamando un’assemblea permanente.
I lavoratori permettono di fare uscire la merce solo se pagata tramite l’azienda direttamente ai lavoratori come acconto della mensilità di maggio 2016. Questa operazione riesce con un paio di clienti e il ricavato viene diviso in parti uguali tra tutti i dipendenti.
L’epilogo nefasto della ECO-TQL era ormai alle porte, l’amministratore delegato è stato incaricato dal Consiglio di amministrazione di presentare i libri in tribunale per il fallimento che è avvenuto il 20 settembre 2016. I coreani hanno abbandonato l’azienda bloccando gli ordini e spostando le richieste in un’altra azienda del settore la (GommaGomma di Caronno P.) cosa che già da tempo la Cub aveva denunciato.


Tutt’ora i Lavoratori presidiano la fabbrica per controllare i magazzini ancora pieni e i macchinari fermi in attesa che il curatore fallimentare nel frattempo nominato decida il da farsi. 

 

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