NON GIOCHIAMO CON LA SALUTE DEI LAVORATORI.  Il Decreto “Cura Italia”, all’art. 48, autorizza gli Enti committenti (Comuni, Regioni, ecc.) ad impiegare i fondi già stanziati per i servizi socio-assistenziali-educativi per retribuire al 100% le prestazioni per affrontare l’emergenza sanitaria.


Grande l’impegno dei lavoratori nel far andare avanti servizi, mettendo a disposizione i loro mezzi personali (computer, etc.) per la rimodulazione dei servizi in smart working come didattica a distanza.
Nonostante un prezzo altissimo che sta pagando la nostra categoria, con una persona su tre in malattia o in quarantena (covid-19), ancora una volta, noi lavoratori, educatori e operatori del sociale ci ritroviamo davanti alla prospettiva di non avere neanche in questa crisi la garanzia di un reddito certo.
Infatti, alcune cooperative hanno pensato bene di far partire un vero e proprio ricatto, in cui o si accetta di lavorare nei servizi che la cooperativa sta attivando, uscendo di casa, spostandoti di comune e lavorando in contesti e con mansioni completamente diverse, senza nessuna certezza di non essere a contatto con soggetti in quarantena o positivi asintomatici e nella probabile eventualità di ritrovarsi nella stessa consueta precarietà di mezzi che ha visto colleghi in domiciliare o in comunità costretti a autocostruirsi mascherine fai da te, naturalmente non a norma. Se non accetti, si dovrà ricorrere a ferie o a altro, cancellando così d’autorità il diritto all’accesso del Fis (cassa integrazione in deroga).
Altre cooperative cercano subito di imporre tout court l'utilizzo di ferie e permessi invece dell'applicazione degli ammortizzatori sociali, laddove lo smart working autorizzato dai comuni non copra le ore di lavoro contrattuali.
Ancora una volta si passa sopra alla dignità del lavoratori non applicando volutamente il decreto “salva Italia” che autorizzava gli enti al pagamento del 100% e tutto questo sulla pelle di famiglie e lavoratori, che anche volendo non possono abbandonare i figli o genitori anziani da soli.
Il sistema del sociale gestito dalle cooperative, sempre alla ricerca del massimo profitto mostra il suo lato oscuro, prima non fermando i servizi e abbandonando a se stessi tanti operatori ed ora non consentendo loro il legittimo accesso agli ammortizzatori sociali, malgrado la chiusura obbligata dei servizi e chiare disposizioni di legge, evidenziando che palesemente la nostra salute vale di meno dei loro profitti!
SI, al lavoro in sicurezza (DPI, etc.), SI al salario al 100%, Si alla reinternalizzazione in gestione pubblica dei servizi compresi i lavoratori.
NO alla progressiva precarizzazione e stravolgimento del lavoro sociale. I lavoratori non sono merce!
Diciamo basta a tutto questo, non accetteremo ancora ricatti sulle nostre vite.
Invitiamo tutti a segnalare eventuali pressioni per segnare ferie o altro invece di poter accedere come tutti i lavoratori agli ammortizzatori sociali.
Adesso è il momento di garantire il 100% della salute, del Salario e della dignità di tutti gli operatori sociali.

Monza 31 marzo 2020

Educatori Monza Brianza
Confederazione Unitaria di Base
20900 Monza Via Piave, 7

     Educatori-Monza-Brianza-non-giochiamo-con-la-salute.pdf

 

FaceBook