Spesa, coronavirus,..... SUPERMERCATO: anche la salute è scontata.

lettera alla Direzione Esselunga e sindacati della concertazione

Non ci paragoniamo a medici ed infermieri, naturalmente, ma anche la nostra è una prima linea”: si può con sacrificio non frequentare un museo, un cinema o un bar, ma tutti – tutti – vanno al supermercato. La nostra esposizione quotidiana ai contatti, pur se “contingentata” e gestita, ha pochi eguali in tutto il sistema economico: le cronache degli assalti a giorni alterni sono state ben documentate sin dall'inizio dell'emergenza.
Non è un caso che, subito dopo gli ospedali, la stampa illustri la situazione con foto di code di carrelli e scaffali vuoti: siamo il termometro della società, l'indice di borsa dell'ansia collettiva. Anche chi celebra la bellezza dello smart-working, della società digitale, quando è mezzogiorno vuole un piatto di maccheroni veri e non virtuali.
Da tempi non sospetti denunciamo che il Contratto Collettivo Nazionale (del Commercio prima, della Distribuzione Moderna Organizzata oggi) dal 1° aprile 2011 prevede che le assenze per malattia siano contate e soggette a trattenute con un sistema che DISINCENTIVA l'emersione e la dichiarazione dei sintomi: il “contatore” prevede decurtazioni dal 33% al 100% sui primi 3 giorni di malattia.
Ciò fa sì che episodi “sopportabili” non vengano dichiarati, in quanto onerosi: tutto ciò era già difficilmente tollerabile in periodi ordinari, vista l'incidenza di patologie dell'apparato muscolo-scheletrico – oggi è pressoché incompatibile con lo sforzo che viene richiesto alle lavoratrici e ai lavoratori, soprattutto perché è un meccanismo che premia i furbi e fotte gli onesti, quelli che non cedono ai disagi e all'ansia di doversi quotidianamente spostare ed esporre per permettere la continuità di un servizio essenziale.
Per la fine della malattia pagata al 100% dobbiamo ringraziare le firme di Uiltucs-UIL e Fisascat-CISL, su di un Contratto Nazionale che come al solito aveva come piatto principale i soldi degli Enti Bilaterali: proprio quegli Enti che hanno contribuito a spingere fondi e prestazioni alla sanità privata, generando risparmi fiscali che hanno ulteriormente impoverito le casse pubbliche. Filcams-CGIL si è presto adeguata e ha firmato: oggi i tre sindacati confederali sono tutti uniti nel riempirsi la bocca di dichiarazioni sugli “angeli della sanità pubblica” e di soldi trattenuti ai lavoratori grazie ai Contratti che li svendono ai padroni.
Riteniamo utile farvi sapere che le cassiere e tutti gli operatori di reparto sono perfettamente consapevoli che, come sempre e ancor più di prima, per il bene collettivo, nessun sintomo potrà essere sottostimato e ci si comporterà di conseguenza ma, oggi più che mai, questo comporterà potenziali perdite retributive o pregiudicherà la possibilità di avere a disposizione altri “eventi di malattia” per altre patologie senza subire trattenute.
Ci permettiamo di metterVi a conoscenza di un sollecito inviato dalla scrivente all'Azienda che, alla data della presente, non ha ancora fornito riscontro: il fatto che si predispongano “elargizioni liberali” a dipendenti che non hanno più da tempo la malattia interamente pagata e hanno subito riduzioni della maggiorazione domenicale, è sicuramente un elemento su cui riflettere.

29 marzo 202

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