Il premio aziendale e' di 180mila LIRE, proprio come una volta.Vorreste entrare OGGI al Supermercato e vedere i prezzi di 15 anni fa????


Anche noi dipendenti Esselunga: per la produttività del 2018 ci hanno premiato con le stesse cifre di Salario del 2004 Il premio aziendale mensile è anch'esso fermo dallo stesso anno: 15 anni senza adeguamento.
Le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festilvo SONO DIMINUITE: Esselunga, con il benestare di Cgil, Cisl, Uil ha ottenuto pesanti ribassi. La paga sulle festività natalizie è passata dal 230% ad un massimo dell'80%. I nuovi assunti sono esclusi da qualsiasi speranza di stare meglio.

Tenere vetrine sempre piene di carne, verdura, formaggio, pane e pesce 7 giorni su 7 ha un costo: ai dipendenti si chiedono rinunce e i fornitori non stanno certo meglio.
...ma le aperture festive non dovevano creare ricchezza per tutti, senza sprechi? L'aumento ? Vai a prenderlo nel cuneo (fiscale)

Qualche biglietto da 10 euro ci è stato dato con agevolazioni fiscali; cioè pagate DA TUTTI, con importanti nuove detrazioni e risparmi per il Datore che fornisce “welfare”.

Comunque vada, i prezzi aumentano per tutti tranne che per il Padrone quando compra lavoro: i soldi degli adeguamenti li mette lo Stato che così dovrà tagliare ulteriormente i servizi sociali. 
Oggi Esselunga terziarizza sempre di più: appaltare lavoro alle cooperative conviene molto!
Da qualche mese anche la merce sugli scaffali in diversi Negozi viene rifornita da “esterni” pagati ancor meno: la Distribuzione Moderna Organizzata usa metodi molto antichi, nonostante negli ultimi anni abbia ottenuto, con la complicità ben ricompensata dei sindacati confederali:
- perdita indennità di malattia al 100%: sistema che fa cassa sugli onesti e non tocca i furbi;
- perdita dei permessi dei nuovi assunti, condannati ad essere di serie B per anni
- perdita della volontarietà del lavoro domenicale con maggiorazioni che non coprono i disagi;
- flessibilità estrema con orari più elastici e disagiati, deroghe ai tempi di riposo di legge.

Ogni arretramento nei diritti e nella retribuzione di chi lavora è un danno per tutti.
Perdere potere d'acquisto poco alla volta può portare a piccole rinunce: un paio di scarpe, una sera in pizzeria con la famiglia... e queste rinunce porteranno alla perdita di altri posti di lavoro.
Se la perdita è costante e continua, le rinunce diventano grandi anche sui beni essenziali e le difficoltà ad arrivare a fine mese sono la norma. Chi consuma, se i soldi non “girano”?

L'ALBERO DI NATALE LO VEDONO TUTTI; QUELLO DELLA CUCCAGNA È RISERVATO SOLO AD ALCUNI.

Caro Babbo Natale,
siamo lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata; i nostri Padroni hanno le idee sempre più confuse:
Auchan compra SMA e poi non sa che farsene;
CONAD compra Auchan e ha le idee chiare 
(licenziamenti e speculazione immobiliare);
IKEA ringrazia i propri dipendenti cancellando anni di 
contrattazione integrativa;
Carrefour si muove come un ubriaco: apre, chiude, terziarizza e fa disastri;

Esselunga ha orari sempre più estesi ma dice che il trattamento economico festivo non è sostenibile Su una cosa sono tutti d'accordo: vogliono avere sempre di più e pagarci sempre meno.
I Padroni non scrivono più a te, caro Babbo Natale: i regali preferiscono ordinarli ai loro tre amici CGIL, CISL e UIL.
Loro non sono buoni come Te, che fai i regali in maniera disinteressata: 
sottoscrivono la svendita dei diritti dei lavoratori che “rappresentano”, ma in cambio ottengono trattenute ai dipendenti e versamenti a Enti Bilaterali che forniscono fondi e posti per tutti gli amici. 
Ogni firma ha un unico programma: perdita dei diritti, aumenti da elemosina, crescita della “bilateralità”, con cui i nostri “rappresentanti” diventano soci delle controparti e da cani da guardia diventano docili gattini da salotto e da poltrona.

Noi ci siamo Uniti sotto un altro albero: si chiama CUB ed è un sindacato di base dove davvero comandiamo noi e non qualche Segretario addomesticato che deve il suo stipendio al Padrone e non è libero di scegliere.
Pensiamo che il progresso valga per tutti: nessuno penserebbe oggi di poter buttare il proprio smartphone e tornare al primo telefono mobile con l'antennone; buttare la lavatrice e tornare a lavare i panni in riva al fiume; buttare via le lampadine a basso consumo e montare le lampade ad olio in casa.

Non riusciamo a capire quindi perché per noi dovrebbe essere accettabile continuare a ricevere richieste di tornare indietro e rinunciare al diritto di sciopero, di voto, di potere di acquisto dignitoso, di condizioni di lavoro compatibili con il diritto alla salute.
Non ti chiediamo regali, perché non siamo abituati a riceverne, però ci piacerebbe la possibilità di gareggiare ad “armi” pari con Cgil, Cisl e Uil che, insieme al Padrone, hanno un'altra grande preoccupazione: inventare nuove regole per chiudere la bocca a chiunque voglia disturbare i loro piani.

Ti saremo grati se, sotto l'Albero Esselunga, tu potessi farci trovare democrazia sindacale e libertà di essere rappresentati da colleghi disinteressati e non da pupazzi col guinzaglio. Buon Natale!

Milano  dicembre 2019


Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti
Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 20131 Milano
Tel. 02/70631804 - 70634875 Fax 02/70602409 e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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