La telenovela del contratto della GDO è finita. Con l’intesa firmata in questi giorni Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno trovato un accordo con Federdistribuzione che ricadrà sulle nostre teste a partire dal prossimo Gennaio. A una superficiale lettura qualcuno potrebbe dire “tanto rumore per nulla”. L’intesa firmata riprende infatti nella sua costruzione il precedente contratto del commercio firmato nel 2013 e rinnovato nel 2015 tranne che per le aziende facenti capo a Federdistribuzione.

A uno sguardo più attento, però, le novità negative vengono fuori dal testo come tante uova di serpente che aspettavano solo di potersi schiudere.

La novità peggiore per noi è l’applicazione anche all’ambito di Federdistribuzione della disciplina sul lavoro flessibile introdotta nel contratto Confcommercio 2015. Il nuovo articolo 125 prevede infatti che l’azienda possa costringere i dipendenti a superare il proprio orario contrattuale fino a 16 settimane all’anno con il limite massimo di 44 ore contrattuali.

Ora, è evidente cosa voleva ottenere l’associazione datoriale su questo terreno: la possibilità di fare effettuare ai lavoratori un monte ore settimanale di straordinario assolutamente ragguardevole senza qualificarlo come tale e quindi senza pagarlo. Il risultato sarà quello di elevare in maniera spaventosa le prestazioni nelle settimane di forte affluenza della clientela senza aumentare di un euro gli stipendi e di diminuirle nelle settimane di bassa affluenza. Insomma, diventiamo totalmente utilizzabili a piacere da parte delle aziende senza nemmeno essere pagati.

Altre due uova di drago nascoste nelle pieghe dell’intesa riguardano la quattordicesima mensilità che viene sì confermata ma con una formulazione sibillina che a nostro avviso apre le porte a una futura abrogazione dell’istituto e la previsione a livello aziendale della possibilità di affrontare le crisi aziendali con accordi in deroga che facciano saltare i limiti della prestazione lavorativa o taglino direttamente i salari, come già avvenuto in molti negozi Auchan in questi anni.

Insomma, ricapitolando, i padroni della GDO ottengono:
1) straordinari non pagati per 16 settimane all’anno senza possibilità di rifiutare la prestazione
2) l’abolizione futura della quattordicesima
3) la possibilità di scaricare le crisi aziendali sulle spalle dei lavoratori tagliando direttamente il salario

Filcams, Fisascat e Uiltucs ottengono invece il rinnovo della bilaterlaità. Gli enti bilaterali messi teoricamente in discussione da Federdistribuzione vengono rinnovati ed implementati insieme a tutte le forme di assistenza sanitaria integrativa, welfare aziendale e previdenza. Come è ormai noto, Cgil, Cisl e Uil hanno in queste forme di finanziamento surrettizio il loro interesse principale ormai da almeno trentasette anni, dagli accordi concertativi del luglio 1992 che aprirono le porte al sistema corporativo che grava come un macigno sulle nostre teste e che fino ad ora è sempre riuscito a renderci più poveri a beneficio di aziende e sindacati complici.

Noi lavoratrici e lavoratori otteniamo un peggioramento deciso delle nostre condizioni di vita, sancito anche da aumenti al limite del ridicolo delle nostre buste paga. Un IV livello ottiene 24 euro di aumento lordo mensile e un III livello 27,75. Tradotto, neanche la benzina per andare al lavoro tutte le domeniche, così come vogliono lorsignori.

A questo aumento misero si aggiunge la beffa delle due tranche in cui si dividerà l’una tantum che si accompagna sempre a contratti scaduti da così tanto tempo; prima trance di 500 euro lordi a Febbraio 2019 e 389 euro a marzo 2020. Evidentemente i padroni si preoccupano della nostra salute. Non sia mai che arrivando i soldi tutti insieme noi si ecceda nei bagordi.

Complessivamente un rinnovo tutto a perdere dove chi vince sono, come ci siamo tristemente abituati, i padroni della GDO e i sindacati complici. Questa ulteriore beffa ai nostri danni viene da lontano, dal rinnovo del contratto del 2008 che abolì la straordinarietà del lavoro domenicale e dalla crisi del 2010-2015 che ha visto la GDO imporre l’apertura domenicale obbligatoria e quasi 35.000 licenziamenti nel settore.

Oggi però la situazione è differente, dopo i licenziamenti di questi anni, l’imposizione delle domeniche lavorative obbligatorie e l’abbattimento del nostro reddito e delle nostre libertà sul luogo di lavoro, oggi la possibilità di invertire la rotta può tornare nelle nostre mani.

Nonostante le minacce padronali di licenziamenti ulteriori giustificati con lo spauracchio dell’e-commerce e con l’introduzione dell’automatizzazione delle casse e dei magazzini, la situazione è meno favorevole per i padroni della GDO.

La scarsa redditività del lavoro domenicale e le condizioni sempre peggiori in cui versano i grandi ipermercati ci danno la possibilità di riprendere l’offensiva per riprenderci quanto ci è stato tolto. Il fatto che anche la politica si sia accorta della nostra condizione e provi timidamente a mettere qualche paletto all’arroganza dei padroni della GDO non ci può certo bastare, ma è un segnale del fatto che si sia abbondantemente superato il limite.

Adesso spetta a noi e alla nostra mobilitazione indipendente di lavoratrici e lavoratori prendere in mano la situazione e imporre alla controparte il nostro programma.

  1. No al lavoro domenicale
  2. Aumenti salariali superiori alla perdita subita di potere d’acquisto (almeno 120 euro per un IV livello)
  3. Libertà di organizzazione e di rappresentanza sindacale
  4. Possibilità di completamento orario per tutti e tutte le part time con diritto di prelazione sulle nuove assunzioni
  5. Abrogazione della flessibilità lavorativa plurisettimanale

Dicembre 2018

Federazione Lavoratori AgroIndustria Commercio e Affini Uniti
Confederazione Unitaria di Base Sede Nazionale:
Milano
- V.le Lombardia, 20 -Tel. 02/70631804-70634875 Fax 02/70602409
Facebook: Flaica
CUB e mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.cub.it

Sindacato Generale di Base
Sede Nazionale: Milano V.le Marche, 93  Tel. 0249766607  - fax 0238249352 

e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.        www.sindacatosgb.it

 

Scarica il volantino in pdf

FaceBook