Finalmente il tema dello sfruttamento del lavoro durante le domeniche torna alla ribalta nel dibattito pubblico.
La FlaicaUniti – CUB è da sempre contro la selvaggia liberalizzazione del lavoro domenicale e contro la trasformazione della domenica in una giornata di lavoro ordinaria introdotta dal Governo nel 2008 poi applicata nei contratti da sindacati compiacenti (Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL e Filcams-CGIL).

In questi ultimi anni abbiamo dichiarato 7 scioperi generali di settore contro l’obbligo di lavorare durante i festivi.
E siamo tutt’ora impegnati in una serie di vertenze aziendali, prima fra tutte nel gruppo Esselunga dove azienda e sindacati compiacenti hanno trasformato il lavoro domenicale in un obbligo che l’azienda può esigere anche nei confronti di chi non ce l’ha nel contratto di assunzione, oltretutto creando un danno economico al lavoratore.

Il 12 Luglio avevamo incontrato il sottosegretario al lavoro C. Cominardi e in quell’incontro avevamo espresso in maniera chiara e netta la nostra posizione:
Cancellare il decreto “Salva Italia” del governo Monti, che è servito solo a favorire più precarietà e lo strapotere dei grandi gruppi della Distribuzione Organizzata, è un atto necessario. Ora è arrivato il momento del coraggio politico.

 Le aperture domenicali hanno semplicemente ridistribuito i consumi durante l’intera settimana. Anche questo ha causato alcune delle grandi crisi e ristrutturazioni dei più importanti marchi della GDO, come l’Auchan o il Carrefour e il suo fallimento dell’apertura 24/24 ore.
La riduzione delle aperture domenicali è un atto di dignità e di buon senso: prima di tutto per i lavoratori, che potranno viverle in famiglia; ma anche per dare un freno al consumismo sfrenato a cui vorrebbe sottometterci l’etica neoliberista.

Crediamo che un buon equilibrio possa trovarsi dividendo le città in 4 quadranti, prevedendo che i punti vendita in essi possano rimanere aperti a rotazione una domenica al mese. Per un lavoratore significherebbe solo 12 domeniche lavorative all’anno. Dall’altro lato, i cittadini non si ritroverebbero in città sguarnite di alcun negozio aperto.

Le chiusure domenicali non dovranno in alcun modo poter essere derogate dalla contrattazione collettiva: CGIL – CISL – UIL, infatti, vorrebbero, in accordo con i grandi gruppi aziendali, tramite accordi collettivi peggiorativi, far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.
Si potrebbero al massimo instaurare a livello locale confronti tra le istituzioni e le parti sociali, fra cui le organizzazioni sindacali effettivamente presenti nel settore, volti a regolare eventuali deroghe per il solo mese di dicembre e per i piccoli negozi.

In ogni caso, il lavoro domenicale rimane comunque un disagio per il lavoratore, per questo dovrebbe essere retribuito in straordinario con il riconoscimento di consistenti maggiorazioni, come abbiamo già scritto nella nostra piattaforma rivendicativa consegnata anche a FederDistribuzione.

 settembre 2918

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