Video al Gaetano Pini di Milano. L’intervento della FlaicaUniti – CUB ristabilisce il diritto di scioperare!

 

 

In occasione della giornata di Sciopero Generale del 4 Novembre, all’ospedale Gaetano Pini di Milano, le aziende che gestiscono in appalto i servizi di pulizia e mensa, persuase dalla direzione ospedaliera, avevano comandato al lavoro il 100% dei lavoratori nei settori e servizi principali.
Questo tentativo antisindacale veniva alla luce grazie ad un pessimo accordo antisciopero - siglato dalla Commissione di Garanzia e Cgil-Cisl-Uil in quanto “oo.ss. comparativamente più rappresentative sul piano nazionale” –, reso ancor più raccapricciante da un dettato talmente ambiguo da poter essere declinato in diverse e opposte interpretazioni.
L’accordo, relativo all’esercizio dello sciopero nei servizi pubblici essenziali settore Multiservizi, siglato nel 2002 e recepito nel CCNL di categoria, individua tutta una serie di prestazioni da considerarsi indispensabili: nel caso specifico dell’ospedale “servizi in sale operatorie, sale di degenza, pronto soccorso e servizi igienici in ambienti sanitari ed ospedalieri”. Ed aggiunge che tali prestazioni “dovranno essere garantite attraverso il personale strettamente necessario alla loro completa effettuazione”.

Chiaramente, secondo la direzione ospedaliera e le aziende, la “completa effettuazione” non può che realizzarsi con tutto il personale che presta ordinariamente servizio! Di conseguenza: tutti comandati, in barba al diritto di sciopero sancito dall’art. 40 della Costituzione ed alle prestazioni minime (di per sé già molto limitanti) individuate dalla legge 146/90 e successive modifiche.


L’incapacità e la malafede dei “3 porcellini”, anche in questo caso, hanno permesso di confezionare un bello scherzetto ai lavoratori, tutto a vantaggio dei padroni!
Come FlaicaUniti – CUB abbiamo prontamente rigettato le liste dei comandati e, sfruttando una dicitura del medesimo accordo, abbiamo condotto le aziende davanti al responsabile delle relazioni sindacali presso la prefettura di Milano.


La stessa prefettura ha riconosciuto che la precettazione al 100% era fortemente lesiva del diritto di sciopero, e che le “le prestazioni indispensabili devono essere contenute in misura non eccedente mediamente il 50 per cento delle prestazioni normalmente erogate e riguardare quote strettamente necessarie di personale non superiori mediamente ad un terzo del personale normalmente utilizzato per la piena erogazione del servizio”.
Le quote dei comandati sono state, quindi, fortemente ridimensionate: riportate al 30% nella maggior parte dei servizi; mantenute al 100% in quelli che, per necessità di sicurezza e tecniche (per es. sono svolte da un solo lavoratore) non potevano essere lasciate sguarnite; ridotte al 50% nella sala operatoria.


Il provvedimento della prefettura di Milano è, probabilmente, per il caso specifico, il primo esempio che, in casi analoghi, potrebbe aiutare i lavoratori del settore a correggere le “strane idee” di imprese e direzioni varie e le pericolose conseguenze che l’ambiguità dell’accordo di Cgil-Cisl-Uil potrebbe ingenerare.


Milano, 07/11/2016

Federazione Lavoratori Agro-Industria Commercio e Affini Uniti
Confederazione Unitaria di Base
Milano - V.le Lombardia, 20 - Tel. 02/70631804 - 70634875 Fax 02/70602409
Fb: Flaica – CUB e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cub.it

 

Decisione del Prefetto di Milano su richiesta della Flaica CUB

 

 

 

 

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