Da giorni denunciamo a tutte le autorità competenti la situazione lavorativa a Malpensa che non rispetta le disposizioni di sicurezza corona virus.
CHI HA DECISO DI CHIUDERE IL T1  PER LASCIARE APERTO IL T2?

Anche all’aeroporto di Linate, che formalmente dovrebbe essere chiuso, operano centinaia di lavoratori.

Assistiamo in questi giorni ad un affollamento di passeggeri che lasciano l’Italia, con l’evidente affollamento e file senza nessuna sicurezza per passeggeri e lavoratori, tutti concentrati al T2 notoriamente più piccolo e con un unico accesso.

Per risparmiare sui costi di gestione, si è preferito chiudere il T1 che sicuramente avrebbe consentito maggiore spazio e quindi minore possibilità di contatti, mentre ora si impone ai lavoratori la chiusura degli spogliatoi e della mensa aziendale.
Finalmente Aviapartner, nonostante la totale inoperosità dei suoi oltre 500 lavoratori ha deciso di aprire la procedura di Cigs, non vuole anticipare il sussidio ai lavoratori, attraverso un giro di dare avere con l’Inps, che così dovranno aspettare mesi per avere poco più di 900 euro.

Airport invece, non vuole ritirare la procedura per licenziare i lavoratori, che dovrebbero passare ad Aviapartner per il cambio di gestione di Air France inesistente in quanto tutto è fermo per il coronavirus.

AL CARGO NESSUNA PROTEZIONE INDIVIDUALE?

Da 15 giorni abbiamo chiesto alle Autorità Sanitarie, a Sea e a Enac di intervenire per la mancanza di sistemi protettivi. In particolare i lavoratori di Mle, non gli è stata consegnata nessuna misura protettiva, e nessuna autorità preposta è intervenuta.
MENTRE COME CITTADINI GIUSTAMENTE SIAMO COSTRETTI A FARE LA SPESA NEI SUPERMERCATI POCHI PER VOLTA O ADDIRITTURA CI VERRA’ VIETATO DI PASSEGGIARE E FARE SPORT ALL’APERTO, A MALPENSA NESSUNO INTERVIENE PER IL RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA ANTIVIRUS.

Per questi motivi la Cub invita i lavoratori, nel rispetto della salute individuale e pubblica a non prestare attività lavorativa non a norma antivirus.

19/3/2020
Cub Trasporti Lombardia
Renzo Canavesi

     www.malpensa24.it/code-assembramenti-t2

        Non-ci-sono-le-condizioni-per-lavorare-19-marzo.pdf

 

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LINATE: BLOCCARE LE ATTIVITA’ INDUSTRIALI INUTILI, NON CHI PASSEGGIA PER IL PARCO

All’aeroporto di Linate, che formalmente dovrebbe essere chiuso, operano centinaia di lavoratori.
La Sea gestore aeroportuale, nonostante la grave situazione sanitaria della regione, anziché sospendere tutto ha deciso di far continuare le attività di rifacimento dello scalo.

Decine se non centinaia di lavoratori edili, per lo più provenienti dalla bergamasca, tutti i giorni entrano nello scalo, così come decine di mezzi per trasportare materiale e macerie.
Questi lavoratori che arrivano sia individualmente con i mezzi pubblici ma anche con furgoni e camion, stanno costruendo i negozi per i futuri passeggeri.
Nessuna misura di contenimento per evitare il contagio è stata predisposta da Sea, per questi lavoratori.
Questi entrano dove entrano gli altri lavoratori, frequentano mensa macchinetta del caffè e servizi igienici di tutti.
Non sono stati previsti, come prevede il protocollo governo sindacati, appositi controlli sulla temperatura corporea, su percorsi diversi da altro personale, su protezioni individuali come mascherine e guanti.
Alle nostre richieste di spostare dal varco 1 dove entrano i lavoratori, al varco 2 molto più ampio e appositamente fatto per i mezzi pesanti, ci è stato risposto che costava troppo.

CHIEDIAMO:
- CHI HA DECISO DI CONTINUARE ATTIVITA’ CHE TRANQUILLAMENTE POSSONO ESSERE SPOSTATE FRA QUALCHE SETTIMANA?
- COME MAI NON SI APPLICANO TUTTE LE MISURE PREVISTE PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E CITTADINI?
- COME SI PUO’ PENSARE DI BLOCCARE LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS SE NON SI BLOCCANO GLI ACCESSI A MILANO DA CHI PROVIENE DALLA BERGAMASCA?

20/3/2020

Cub Trasporti Lombardia
Renzo Canavesi

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