PRESIDIO ALL’AEROPORTO DI FCO dalle ore 10,00Terminal T1 – Partenze (davanti porta 5)

TUTTI D’ACCORDO SE IL CONTO LO PAGANO LAVORATORI E CITTADINI Mentre ancora per Alitalia il salvataggio è tutt’altro che assicurato ed il rilancio resta una chimera, nonostante le vane rassicurazioni, sono poche le cose su cui FS, Delta e Atlantia sembrano trovare la quadra: LICENZIAMENTI, RIDIMENSIONAMENTO e, soprattutto, RICHIESTA DI NUOVO
FINANZIAMENTO PUBBLICO.
Anche Lufthansa, rimasta finora a guardare, essendo da sempre intenzionata a mettere le mani sul mercato del trasporto aereo italiano, ha ribadito il suo interessamento e la sua disponibilità, anche economica, a rilevare quanto resta della Compagnia di Bandiera italiana imponendo TAGLI, RIDIMENSIONAMENTO e una DIMINUZIONE DELLA PARTECIPAZIONE PUBBLICA in AZ.
UN PERICOLOSO SILENZIO
Le bocche restano cucite nonostante siano in tanti a sapere quanto bolle in pentola (sindacati, politici e rappresentanti istituzionali): come è già successo nel 2008 e nel 2014 IL SILENZIO È ASSORDANTE E DEVE IMMEDIATAMENTE ESSERE INTERROTTO DA UNA CATEGORIA CHE NON PUÒ CONTINUARE AD ASSISTERE IMMOBILE ALLA MATTANZA.
TAGLI E SOLDI PUBBLICI: LA SOLITA RICETTA
Ciò che Atlantia e FS pretendono, per considerare (...dopo 2 anni stiamo ancora così!) l’ipotesi di formulare una proposta di acquisto vincolante di Alitalia, lo hanno chiarito sia nei comunicati stampa diramati il 15.10.2019, sia nelle lettere trasmesse ai Commissari Straordinari AZ:
inequivocabile la richiesta di finanziamento pubblico, ulteriori ammortizzatori sociali e un intervento nei confronti della UE per evitare le procedure di infrazione.
LIBERISTI CON IL PORTAFOGLIO DEI CONTRIBUENTI
La pretesa dei “liberisti con i soldi pubblici” è stata subito accontentata dal Ministro Patuanelli che solo 2 settimane prima aveva assicurato che non ci sarebbe stato un ulteriore rinvio alla scadenza fissata del 15.10.2019 e non ci sarebbero stati ulteriori finanziamenti da parte del Governo.
LE BUGIE VENGONO A GALLA
La scelta del Governo di rimpinguare le svuotate casse AZ è stata necessaria per non lasciar finire la Compagnia di Bandiera in liquidazione nonostante la ipocrita litania del “tutto a posto Madama la marchesa” ininterrottamente proferita dai Gubitosiboys e mai contestata da quei sindacati che si sono lasciati appagare da accordi sulle agibilità, costati finora oltre 30 mln di euro alle casse di Alitalia in A.S. (...ne riparleremo!).
NON FATE GESTIRE ALTRI SOLDI A CHI HA FALLITO
E’ davvero inaccettabile che tale ulteriore iniezione di denaro sia lasciata gestire a chi finora, senza neppure realizzare quel risanamento sbandierato, ha speso oltre 900 mln di euro pubblici, altre centinaia di mln di euro di biglietti incassati e non volati ed una pioggia di aiutini, come la Cigs ingiustificata e la mancata contribuzione per il personale di volo ed è pure riuscito ad
accumulare altri centinaia di mln di euro di debiti da pagare ai fornitori.

DENARO PUBBLICO PER FAVORIRE INTERESSI PRIVATI
E’, maggiormente, inconcepibile che tale denaro sia, di fatto, utilizzato per spianare l’ingresso in AZ di privati, tutt’altro che interessati al salvataggio di Alitalia ma motivati da interessi trasversali che nulla hanno a che vedere con il rilancio della Compagnia di Bandiera italiana.
CHI PAGA DECIDE: ALLO STATO L’ONERE E L’ONORE
Sarebbe ora che chi paga fosse chiamato a decidere e restasse libero di disporre gli interventi necessari a salvaguardia dell’interesse collettivo: tutela occupazionale, difesa dei salari e dei diritti, sviluppo di una compagnia in grado di esercitare un ruolo in un settore strategico ed in continua crescita nel nostro Paese.
SOLUZIONE DI MERCATO? SI SODDISFANO SOLO LE PRETESE DEI MERCANTI
Sono paradossali le affermazioni del Premier Conte che su Alitalia, giubilando la soluzione di mercato in via di realizzazione, si rende strumento di soddisfazione dei mercanti.
UN FILM GIÀ VISTO: ABBIATE IL CORAGGIO DI CAMBIARE
Si prospettano interventi in continuità con le fallimentari soluzioni già adottate, con la partecipazione di soggetti già arruolati nella fallimentare compagine dei capitani coraggiosi, con l’aggravante che le cronache giudiziarie degli ultimi temi ed i gravi fatti accaduti ne mettano in discussione sia la capacità gestionale sia l’affidabilità.
LO ABBIAMO DETTO E RIPETUTO: LA NAZIONALIZZAZIONE È L’UNICA SOLUZIONE
Non è vero che è impossibile e che lo vietano le regole europee: emblematico quanto ha più volte spiegato il prof. Arrigo che non può propriamente essere tacciato di statalismo da chi continua ad abbeverarsi di soldi pubblici professando la privatizzazione dei costi.
NON FINGETE DI NON CAPIRE
Il Governo finge di non capire ma i soldi pubblici devono essere investiti per produrre sviluppo e crescita, non per mettere al sicuro il capitale di chi non vuole rischiare nulla ed è abituato a gestire monopoli naturali in concessione pubblica.
- Ma come si può pensare di far decidere il futuro della Compagnia di Bandiera italiana ad una compagnia concorrente, soprattutto nelle condizioni in cui è ridotta Alitalia?
- Ma, oltre a quanto già detto, come si pensa di “aggredire” gli alti costi di esercizio e le sperequazioni esistenti se si lascia recitare un ruolo primario nella compagine azionaria di Alitalia a chi con le tariffe aeroportuali praticate a Fiumicino ha contribuito a “piombare” le ali di Alitalia?
RIDIMENSIONAMENTO E TAGLIO DEL COSTO DEL LAVORO
- Dov’è la novità se si punta a ridimensionare la flotta, ben sapendo che solo ampliando il network, soprattutto sul lungo raggio, si può mettere al riparo il futuro di Alitalia?
- Dov’è il cambiamento se si continua a ridurre il personale e a disperdere know-how e professionalità oltre a produrre inaccettabile ed ingiustificata macelleria sociale?
- Dov’è la discontinuità se si continua ad intervenire sul costo del lavoro, provando a ridurre ciò che non è ulteriormente comprimibile (...la transumanza di personale AZ verso la concorrenza ne è la prova!) e che si vuole falcidiare con interventi di risparmio che prevedono tagli di decine di mln di euro sia a volo che a terra?

SCIOPERO DEI LAVORATORI GRUPPO AZ – 24H VENERDÌ 25.10.2019

FERMIAMOLI E FERMIAMOCI: ROMPIAMO IL SILENZIO!

Roma 20.10.2019
C.U.B. TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

CUB Trasporti – aderente alla Confederazione Unitaria di Base
Sede Nazionale: Milano - V.le Lombardia, 20 - Tel. 02/70631804 - 70634875 Fax 02/70602409

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