Cosa accadrà il 15.9.2019 in Alitalia è presto per dirlo ma gli indizi che esistono non lasciano presagire nulla di buono.
DELTA-FS E ATLANTIA SI INCONTRERANNO NEL SILENZIO GENERALE


Gli incontri Delta Air Lines- Ferrovie dello Stato Italiane con Atlantia procedono nel silenzio generale ma è difficile immaginare che Castellucci possa confermare l’impegno della holding dei UNITED COLORS OF BENETTON se non riuscirà ad “incassare” qualche garanzia sulle concessioni autostradali.
ATLANTIA IN AZ SE E SOLO SE INCASSA GARANZIE SULLE CONCESSIONI
Se è vero che Luigi Di Maio continua a ripetere che la vicenda Alitalia è separata dal futuro di Autostrade per l'Italia è altrettanto vero che le cose stanno diversamente: altro che storie “parallele”.
In realtà sembra proprio che le vicende Alitalia e Aspi abbiano più di un punto di contatto e alla fine “convergeranno” (...vecchia storia della politica italiana!) ma solo a certe condizioni: è impensabile che un investitore possa subire la perdita della propria “cassaforte” e, contemporaneamente, mettere in bilancio le uscite per la Compagnia di Bandiera. Forse un eventuale ritiro di Atlantia da Alitalia può costringere il Governo a NAZIONALIZZARE la Compagnia di Bandiera: non per forza una iattura!
IL PIANO AZ E LE RICADUTE SUL LAVORO CHE RISCHIANO DI AUMENTARE
Intanto però, come emerge da fonti ben informate, il Piano AZ resta quello che CubTrasporti Fco e AirCrew Committee hanno reso pubblico e che, senza smentita alcuna, (neppure lo stesso Di Maio al Mise il 3.7.2019!), ha trovato conferma in articoli pubblicati di recente (Il Fatto Quotidiano, Sole24Ore, Corr.Sera, la Repubblica e Il Messaggero): ridimensionamento, licenziamenti e tagli.
Forse qualche modifica al Piano AZ potrà andare in porto ma riguarderà la questione delle alleanze e del ruolo di Alitalia all’interno della joint venture nordatlantica “Blue Skies”, nonchè il tema dei ricavi (...chissà che riescano a replicare il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci aumentando il fatturato e diminuendo gli aeromobili, peraltro senza alcun intervento di sistema che il Governo continua a rinviare) ma l’impianto resterà quello di sempre (...figurarsi se si metteranno in discussione le tariffe aeroportuali!), a meno di un intervento determinato da parte della categoria, finora rimasta “tiepidina”, nella speranza che non si concretizzi l’ennesimo tradimento delle aspettative dei lavoratori.
L’HANDLING E LA SEPARAZIONE DEGLI ASSETT AZ PREVISTA DA Luigi Gubitosi
Ad aggravare il rischio di impatto sul lavoro del Piano AZ è lo studio Atlantia- Aeroporti di Roma: Fiumicino - Ciampino su una “radicale ristrutturazione dell’handling”, il cui epilogo è tutto da verificare ma che può addirittura prevedere ulteriori tagli degli organici e/o lo spacchettamento delle attività: una vicenda che rischia di ampliare il conflitto degli interessi di un gestore aeroportuale che acquisisce una compagnia aerea.
IL TERMINAL PER LE LOW-COST A FCO: UN COLPO DI GRAZIA PER ALITALIA
Tutto ciò mentre continua ad incombere su Fiumicino il piano di incremento dei voli low-cost, attraverso la costruzione di un terminal “dedicato”: un progetto che minaccia di far fallire qualunque ipotesi di rilancio di AZ ma non confligge con gli interessi di Atlantia-AdR.
LA SCELTA DEI MANAGER NELLE DISCUSSIONI DELTA-FS CON ATLANTIA
Negli incontri in corso tra Delta-Fs e Atlantia si sta discutendo anche del futuro management che prenderà in carico la futura “new company” e la girandola di nomi non lascia dormire sonni tranquilli ai lavoratori.
Se tutti auspicano che arrivino nella new-Alitalia dei manager quotati ed esperti del trasporto aereo, le indiscrezioni, peraltro lasciate trapelare su Avionews dell’8.3.2019 e confermate, più recentemente, dal ben informato Rosario Dimito sul Messaggero del 25.7.2019, sembrano anticipare l’arrivo, nella Compagnia di Bandiera italiana, di Roberto Scaramella, “vecchia” conoscenza del T.A. italiano.
Nel suddetto articolo il citato giornalista dice di Scaramella: “E’ l’unico ad avere professionalità e competenze nel trasporto aereo da 15 anni avendo guidato Meridiana ed essere stato nel fondo dell’Aga Khan ed in Enav”.
MA ROBERTO SCARAMELLA IN AZ RAPPRESENTA IL CAMBIAMENTO?
L’esperienza accumulata dal citato consulente non racconta solo di onori ma anche di perdite da guinness dei primati in Meridiana e non solo:
nei i due anni come AD di Meridiana, 2013 e 2014, ha conseguito risultati tutt’altro che positivi. Solo nel 2014 Meridiana ha perso quasi 160 mln di euro su 469 mln di fatturato, ovvero le perdite hanno raggiunto il 34% dei ricavi, quasi un record mondiale (vedi il Fatto Quotidiano del 16.7.2019 e del 20.7.2019).Inoltre nè prima, nè dopo quegli anni risulterebbe che Roberto Scaramella abbia mai avuto ruoli di quadro o di dirigente aziendale, in nessun settore industriale o di servizi, tantomeno in una aerolinea.
Quando Roberto Scaramella si è occupato di strategie di trasporto aereo (dal 2010 al 2012 come responsabile delle attività aeronautiche dell’Aga Khan e nel 2013 e 2014 come AD di Meridiana) la Compagnia sarda ha registrato un dimezzamento dei fatturati, perdite da capogiro e piani di ridimensionamento degli organici. In ogni caso nei cinque anni in cui è stato coordinatore del settore aviation dell’Aga Khan ha “coordinato” emorragie di cassa per oltre mezzo milardo di Euro.
UNA CANDIDATURA CHE PARTE DA LONTANO E CHE NON RAPPRESENTA LA NOVITÀ AUSPICABILE PER I LAVORATORI
A guardar bene quanto successo nel Trasporto Aereo italiano negli ultimi anni, non sembra una pura coincidenza l’uscita da Enav di Roberto Scaramella (6.11.2018) ed il suo successivo approdo in una società di consulenza di cui si serve attualmente FS per la stesura del Piano AZ (...la Oliver Wyman dal 12.11.2018).
La strana coincidenza temporale delle dimissioni da Alitalia di Gubitosi (18.11.2018) fanno pensare che la candidatura di Roberto Scaramella sia frutto di un disegno (...redatto probabilmente da Banca Intesa Sanpaolo e Unicredit, azionisti di Cai) finalizzato all’incoronazione dell’ex-AD di Meridiana alla guida della futura new-AZ, rimasta orfana del capo dei Commissari AZ, cioè del 2017 principale candidato a guidare la Compagnia di Bandiera italiana.
Inoltre bisogna ricordare che Roberto Scaramella era candidato ad AZ già ai tempi di Etihad Airways, come espressione degli azionisti italiani in contrasto con il socio arabo. Lo scrisse Gianni Dragoni in coda ad un articolo pubblicato sul Sole24Ore il 19.1.2017, prima della crisi e, addirittura, del commissariamento di Alitalia, avvenuto qualche mese dopo, successivamente al Referendum dei lavoratori.
SERVE DISCONTINUITÀ, CORAGGIO E TRASPARENZA
Resta comunque evidente che anche quanto si sta decidendo in ordine ai futuri dirigenti AZ non sembra contenere elementi di rottura con il passato: una pericolosa ipoteca sul futuro della Compagnia di Bandiera italiana, in cui i segnali di discontinuità con il passato dovrebbero davvero concretizzarsi e non restare nel limbo delle promesse.
UN SILENZIO CHE SI DOVRÀ INTERROMPERE CON LE MOBILITAZIONI
La pausa agostana è stata preceduta da un sinistro silenzio che con ogni probabilità continuerà ininterrottamente fino agli inizi di settembre, quando la categoria si troverà a fare i conti sia con quanto si sarà delineato sulla partecipazione degli investitori privati nel capitale AZ, sia con le nomine dei manager e, sopratutto con un Piano che non può e non deve essere quello che è ormai noto a tutti.
Con ogni probabilità la categoria non dovrà rispondere solo ADERENDO ALLE MOBILITAZIONI GIÀ PROCLAMATE E ALLO SCIOPERO INDETTO DA CUB TRASPORTI E AIRCREWCOMMITTEE PER IL 23.9.2019 MA DOVRÀ ESSERE PROTAGONISTA DI UNA STAGIONE DI INIZIATIVE CHE NON POTRANNO ESSERE RINVIATE.

Roma 31 Luglio 2019

CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

     Alitalia-Cala-il-silenzio-sulla-vertenza-AZ.pdf

 

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