Premesso che da anni: 
- L'ideologia e la pratica delle privatizzazioni nel TPL stanno producendo un continuo dissesto economico per le aziende, minori servizi all'utenza, riduzione preoccupante dei livelli di sicurezza, dei salari e diritti dei lavoratori;

- Le politiche dei vari Governi si sono basate sul contingente, senza una prospettiva strutturale a medio e lungo termine ignorando, tra l'altro, l'importanza dei trasporti in un mondo dove il petrolio è una fonte in esaurimento e l'inquinamento è sempre più pesante;
- Nella migliore delle ipotesi l'efficienza del servizio è stata ricercata esclusivamente al fine di rendere profittevole una specifica azienda per poi cederla al privato di turno (vedi operazioni BUSITALIA).
Come sindacalismo di base ci siamo sempre battuti:
- Per trasporti che siano un servizio veramente accessibile alle persone, saldamente sotto il controllo pubblico, perché sia realmente perseguita la progettazione di un piano organico, che integri i vari settori, legato alla sostenibilità sociale ed ecologica del Paese, per un vero rilancio del TRASPORTO PUBBLICO LOCALE;
- Contro politiche basate, purtroppo, su piani industriali che riducono le risorse, a umentano i carichi di lavoro, tagliano le condizioni economiche, peggiorano ed impoveriscono il servizio.
Già nell'ottobre del 2018 abbiamo criticato il DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO 2019 che, nei fatti, RIMANDAVA, per la spesa e per accrescere l'efficienza e la qualità dei servizi pubblici locali, il tutto ad uno specifico programma che doveva essere finanziato su parametri standard minimi di efficienza e qualità su base nazionale.

Ora:
- IL PROGRAMMA IN VIGORE dal 2017 al 2021 risulta essere ancora quello licenziato dall'ex Ministro Delrio e nella Conferenza Stato-Regioni del 5 aprile 2019 viene ribadito questo percorso smentendo le rassicurazioni, dello scorso febbraio, dell'attuale ministro Toninelli secondo il quale almeno la questione dei trasferimenti nazionali per il TPL era data per risolta;
- In realtà la legge di bilancio 2019 ha congelato 2 miliardi di spese pubbliche (tra cui 300 milioni destinati al TPL) che presumibilmente verranno tagliati se le previsioni di crescita e di finanza saranno ridotte rispetto a quanto era stato previsto a dicembre 2018.
- Lo stesso Presidente del consiglio Conte ha confermato che il meccanismo auto matico di taglio dei 2 miliardi, con ogni probabilità, entrerà in funzione in quanto tale cifra “verrà usata come accantonamento prudenziale di risorse da destinare ad un Fondo di salvaguardia dei conti pubblici dello Stato”. Ciò significherà, se attuato, minori entrate per i contratti di servizio in corso.
Inoltre ciò determinerebbe, da parte delle Regioni (accade già da anni), la riduzione di corse di treni e autobus o l'aumento sensibile delle tariffe dei mezzi pubblici. Uno scenario estremamente preoccupante per un settore che già sconta pesanti difficoltà. Con decreto MIT-MEF n. 82 del 5 marzo 2019 erano previste risorse complessive per 3.898.668.289,2 euro da ripartire regionalmente secondo una tabella (allegata al DM trasporti) datata ancora 11/11/2014 ed il DPCM 26 maggio del 2017.
Quindi questo possibile taglio di 300 milioni di euro nell'ultimo quadrimestre del 2019 regione per regione comporta:
Abruzzo: 2,69% = a – 8,07 milioni di euro;
Basilicata: 1,55% = a - 4,65 milioni di euro;
Calabria: 4,28% = a – 12,24 milioni di euro;
Campania: 11,07% = a – 33,21 milioni di €;
Emilia Romagna:7,38%= a – 2,14 milioni di €;
Lazio: 11,67% = a 35,01 milioni di €;
Liguria: 4,08%= a 12,24 milioni di €;
Lombardia:17,36% = a - 52 milioni di €;
Marche:2,17% = a - 6,51 milioni di €;
Molise:0,71% = a - 2,13 milioni di €;
Piemonte: 9,83% = a – 29,49 milioni di €;
Puglia:8,09 % = a – 24,27 milioni di €;
Toscana:8,83% = a - 26,49 milioni di €;
Umbria:2,03% = a - 6,09 milioni di €;
Veneto: 8,27% = a – 24,81 milioni di euro;

Oltre tutto queste percentuali di riparto possono essere ulteriormente modificate (in peggio???) con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e della finanza.
Se tale previsione verrà confermata le conseguenze sugli utenti e sui dipendenti delle aziende di trasporto saranno pesanti, anche perché sembra che tale taglio verrà concentrato nell'ultimo quadrimestre dell'anno.
Purtroppo, è da notare, nei provvedimenti annunciati da questo governo decreto crescita e decreto sblocca cantieri – non risulta esserci traccia dei fondi che mancano (300 milioni per il TPL). Nel frattempo dentro questo Governo, tra le forze politiche di opposizione, gli imprenditori e forze sindacali c'è chi manifesta e protesta e si preoccupa per fare realizzare, spendendo risorse pubbliche, un'opera obsoleta e mai decollata come il TAV (utilizzando e portando in sciopero ed in
Piazza a Roma gli edili) guardandosi bene dal chiamare alla mobilitazione i lavoratori dei trasporti e la popolazione per trovare le risorse per rilanciare una mobilità pubblica e sostenibile.
SU QUESTE QUESTIONI È IL CASO DI MOBILITARCI SUBITO COME LAVORATORI E RIVOLGERCI ALLA POPOLAZIONE, AI GIOVANI CHE, IN QUESTE SETTIMANE, HANNO DECISO DI FAR SENTIRE LA LORO VOCE.
PER UN ALTRO MONDO POSSIBILE E SOSTENIBILE
PER AVERE UN FUTURO
PER RICHIEDERE PIÙ RISORSE
PER UN TRASPORTO PUBBLICO E SOSTENIBILE

C.U.B. TRASPORTI - Confederazione Unitaria di Base
Via Ponzio Cominio, 56 - 00175 Roma
06.76968412 Fax 06.76983007   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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     Mancano-risorse-per-TPL-E-ora-che-Governo-le-tiri-fuori.pdf

 

 

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