E’ importante che la soluzione della vertenza Alitalia sia individuata prima delle elezioni europee: la discussione sul futuro della Compagnia di Bandiera italiana non può e non deve finire nel gorgo della campagna elettorale, per poi, ad urne chiuse, essere chiamati ad assistere all’estrazione dal cilindro di un Piano di ridimensionamento e di tagli.


LE PROMESSE INEVASE DA PARTE DEL MoVimento 5 Stelle E DELLA Lega - Salvini Premier
Nulla ancora si concretizza delle promesse elettorali assunte sul futuro di Alitalia dal M5S e dalla Lega prima delle votazioni politiche di marzo 2018. Ci erano sembrate chiare e non serve un’altra tornata elettorale per avviarne la realizzazione: i due VicePremier esplicitarono in modo più (Matteo Salvini) o meno (Luigi Di Maio) chiaro che la nazionalizzazione sarebbe stata la soluzione per il futuro della Compagnia di Bandiera italiana, promettendone la ristrutturazione ed il rilancio, con l’obiettivo di gestire i flussi turistici da e per l’Italia, di tutelare l’occupazione e di riordinare il settore.

LA NAZIONALIZZAZIONE RESTA L’UNICA SOLUZIONE
Assodato ormai che non esistono compagnie concorrenti (...neppure Delta Air Lines!) intenzionate a rilanciare Alitalia (...ma guarda un po’!) l’unica soluzione esistente, in grado di poter consentire il risanamento ed rilancio della Compagnia di Bandiera italiana, è proprio la NAZIONALIZZAZIONE, da realizzare attraverso un investimento che ne consenta il decollo, senza tagli occupazionali e al costo del lavoro.

E’ URGENTE UN INCONTRO AL MISE
E’ ora che il Mise convochi un incontro per fare chiarezza sullo stato del confronto sia con gli eventuali partner, sia con gli investitori pubblici e privati, nonchè per discutere su come uscire da una situazione di stallo che rischia di mettere a repentaglio il futuro di migliaia di lavoratori e la sopravvivenza dell’Alitalia.

LA LEGA E LE MANOVRE CON ATLANTIA?
A tale proposito si rende estremamente importante capire se il Sen. Armando Siri, organizzatore della kermesse del 20 e 21 marzo u.s. a Roma a Villa Miani sul Trasporto Aereo, stia cercando di coinvolgere Atlantia e quali siano le condizioni poste per tale eventuale “investimento”.

UN INVESTIMENTO PER IL MANTENIMENTO DELLO STATUS-QUO ?
Sarebbe inaccettabile scoprire che l’eventuale investimento dei UNITED COLORS OF BENETTON in Alitalia fosse “subordinato” alla rinuncia da parte del Governo di metter mano alle tariffe autostradali e aeroportuali. L’attuale risanamento e rilancio della Compagnia di Bandiera italiana non deve e non può collegarsi in nessuna maniera al crollo del ponte Morandi a Genova, si ripeterebbe quanto successo nel 2008 quando il rilancio della Cai si intrecciò con la tutela degli interessi dei “capitani coraggiosi”, compreso quello dei Riva (...versarono in Cai 120 mln di euro) e, di conseguenza, con le morti dovute all’inquinamento ambientale causato dall’Ilva a Taranto.

LE INGENTI RICCHEZZE DI CUI LO STATO DEVE RIAPPROPRIARSI
Sarebbe ora che il Governo si riappropriasse delle ingenti risorse economiche finite nelle casse di Atlantia a fronte dell’aumento delle tariffe aeroportuali, preventivamente aumentate (sic!) in funzione della realizzazione di progetti che non sono stati realizzati e che, con ogni probabilità, saranno (...speriamo!) archiviati: questo sarebbe un buon servizio per la collettività e, a lungo termine, renderebbe disponibili ben altre risorse economiche per gli investimenti di interesse generale.

BASTA RINVII: LA CATEGORIA NON PUÒ RESTARE IN SILENZIO
E’ comunque urgente che il Governo spazzi via qualsiasi incertezza sul futuro di Alitalia: non sono accettabili ulteriori rinvii.
Purtroppo, ogni giorno che passa, aumentano le analogie tra l’attuale situazione e la vertenza AZ del 2008, quando la categoria venne messa improvvisamente davanti ad un drastico ridimensionamento e a migliaia di esuberi: un epilogo che tenteremo di respingere con ogni mezzo.

Roma 5.4.2019
C.U.B. TRASPORTI - AirCrew Committee


CUB Trasporti - Confederazione Unitaria di Base
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