Sul futuro di Alitalia e sull’evoluzione delle trattative tra Ferrovie dello Stato Italiane e Delta Air Lines - easyJet, l’assenza di puntuali informazioni del Governo e la sequenza di annunci e smentite “giornalistiche” stanno determinando una pericolosa incertezza e confusione: SI RENDE URGENTE UN INCONTRO AL MISE (Luigi Di Maio)


La definizione della vicenda AZ sta lentamente slittando a dopo le elezioni europee, situazione economica permettendo: una prospettiva da scongiurare e non solo perchè la cassa è ormai vuota (...altro che tutto va bene!) ma perchè è inaccettabile per la categoria restare ancora in sospeso.
L’ipotesi di partecipazione nel capitale AZ di Delta ed EasyJet, con la low-cost sempre più defilata (...per fortuna lo spacchettamento in due basi operative sembra allontanarsi!), non determina l’auspicato sviluppo e la difesa dell’occupazione, soprattutto nel caso si dovesse confermare il ridimensionamento della flotta: sia l’eventuale compagnia tricefala che nascerebbe dalla composizione dei 2 vettori tradizionali (Alitalia e Delta) con la partecipazione della low-cost (EasyJet), sia la soluzione “americana”, non sembrano garantire nessuna solidità economica, nè alcun futuro ad Alitalia.
Le notizie poi di una ridimensionata ricapitalizzazione della nuova Alitalia, a fronte del mezzo passo indietro di Delta (interessata solo al controllo sul traffico per il nord America, evitare l’espansione di Lufthansa e fermare la crescita di Airitaly in mano ai qatarini), nonchè della definizione di una soluzione-ponte guidata dalle banche (vedi Il Messaggero
16.3.2019) o da più noti speculatori nostrani, oltre a smentire qualsiasi ipotesi di rilancio, è la prova che SOLO UN INTERVENTO PUBBLICO CONSISTENTE ED ADEGUATO PUÒ RILANCIARE ALITALIA (...magari anche Air Italy sarebbe da inglobare nel processo di rilancio della Compagnia di Bandiera italiana), dopo una ristrutturazione che tagli extracosti (leasing, Sabre, carburante, ecc.) e non lavoratori e salari.
Tantomeno la soluzione Lufthansa è una soluzione che garantisce lo sviluppo e la crescita della Compagnia di Bandiera italiana: il pesante ridimensionamento della flotta e le migliaia di esuberi comporterebbero la definitiva traformazione dell’Alitalia in un piccolo vettore, non certo utile al controllo dei flussi turistici da/per il nostro Paese.
ORA PIÙ CHE MAI PER IL FUTURO DI ALITALIA
NON ESISTONO ALTERNATIVE ALLA TOTALE PROPRIETÀ PUBBLICA E AD ADEGUATI INVESTIMENTI PER IL RISANAMENTO ED IL RILANCIO
IL TRASPORTO AEREO È IL BUSINESS DEL XXI SECOLO: NON LASCIAMO CHE SE LO SPARTISCANO I CONCORRENTI NELL’INTERESSE DEL PAESE, DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI
La decisione del Governo Olandese di investire oltre 700 mln di euro per acquisire quote del Gruppo AF-KLM è la prova che il controllo, il rilancio e la gestione di Compagnia di Bandiera è un fatto di primaria importanza per un intero Paese, figuriamoci per l’Italia e per il turismo nel nostro Paese.
In Italia c’è chi grida e batte i pugni per opere inutili: e’ il momento che il Governo decida di NAZIONALIZZARE ALITALIA senza ulteriori tentennamenti e con risorse adeguate (non certo inferiori a quelle rese disponibili da Calenda!) evitando di cedere alle profferte dei soliti speculatori, sempre in agguato, stranieri e nostrani.

Roma 18.3.2019
C.U.B. TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE


CUB Trasporti - Confederazione Unitaria di Base
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     Alitalia-Delta-EasyJet-non-sono-la-soluzione.pdf

 

 

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