CONTRO I LICENZIAMENTI, LA PRECARIETÀ, IL TAGLIO DEI SALARI E DELLA NORMATIVA, LA POLVERIZZAZIONE DELLE AZIENDE, IL PEGGIORAMENTO NORMATIVO E LA RIDUZIONE DELLE TUTELE DELLA SALUTE E SICUREZZA (proclamato dalla Cub)

I COMANDATI DEVONO EFFETTUARE LE SOLE ATTIVITÀ GARANTITE
Nel comparto aereo-aeroportuale è vietato scioperare nelle fasce garantite 7-10 e 18-21 e i lavoratori devono assicurare il servizio per i SOLI voli della lista Enac

Lo stesso Venerdì 15 Febbraio 2019 è stato proclamato da Cub Trasporti ed ACC il primo SCIOPERO DI 4 ORE – DALLE ORE 10 ALLE ORE 14 incentrato sulle tematiche del personale di volo
Il 14 febbraio p.v. in occasione della convocazione dei sindacati al Mise è urgente ed importante che si faccia concreta chiarezza sul futuro di Alitalia e dell’intero comparto aereo-aeroportuale: quali interventi intende fare il Governo, quali strategie adottare ma soprattutto cosa incombe sui lavoratori.
Sarebbe auspicabile, oltre che responsabile, che il Governo sparigliasse le carte su Alitalia e sul Trasporto Aereo italiano, abbandonando qualsiasi ipotesi di cessione alla concorrenza del controllo del ricco mercato italiano, cambiando radicalmente rotta alle scelte effettuate dai Governi degli ultimi 20 anni ma che, al momento, rischiano di essere pericolosamente ricalcate, stando a cosa è sul tavolo su Alitalia e alla mancanza di interventi e confronto sull’intero comparto aereo-aeroportuale-indotto.
Per quanto riguarda Alitalia a quanto sembra Air France, in realtà finora piuttosto defilata, si è ritirata dalla trattativa, a causa della visita del Vicepresidente del Consiglio ai gilet gialli francesi, inarrestabile mobilitazione con manifestazioni, scioperi e blocchi stradali (quelli che in Italia questo Governo ha deciso di punire con 6 anni di reclusione!).
AIR FRANCE SI SFILA SU ALITALIA? LUFTHANSA RESTA IN AGGUATO
Il ritiro di Air France sarebbe una buona notizia per chi ritiene, come la Cub Trasporti e AirCrewCommittee, che la Compagnia di Bandiera italiana avrà un futuro solo se l’attuale Governo avrà la lucidità di investire energie e sostanze, per assicurarne la ristrutturazione ed il rilancio, svincolandosi dalle smanie di ridimensionamento, svendita e smembramento.
Purtroppo però non è certo vero che il pericolo sia scampato: ammesso che la Compagnia di Bandiera transalpina obbedisca, senza ripensamenti, al diktat di Macron (l’europeista che dà lezione di nazionalismo agli aspiranti sovranisti!), c’è sempre Lufthansa pronta a mettere le mani sul ricco mercato del Trasporto Aereo italiano, godendo anche dell’appoggio esplicito di una parte del Governo stesso (nonostante Salvini si espresse esplicitamente a favore della nazionalizzazione!).
In realtà per uscire dagli schemi del passato servirebbe uno scatto di reni e il giusto coraggio da parte del Governo che, divisioni a parte, ha lasciato mano libera a chi era stato incaricato da Calenda di smembrare e vendere Alitalia, senza neppure provare a risanarla.
NON C’È PIÙ TEMPO DA APETTARE
. NÈ PER ALITALIA
. NÈ PER L’INTERO COMPARTO
AEREO-AEROPORTUALE-INDOTTO

RISANAMENTO AZ: FINORA NON C’È STATO
il risanamento non è mai partito e sarebbe ora che il Governo intervenga in tal senso, per preparare un rilancio che i partner contattati non vogliono certo favorire, pretendendo tagli alla flotta e ai lavoratori.
Non è certo un dato significativo la comparazione dei risultati conseguiti nel 2018 con quelli drammatici del 2017, frutto di gestioni dissennate, finite nel mirino della Procura della Repubblica (bancarotta fraudolenta?), come ormai è emerso pubblicamente.
Infatti, nonostante la diffusione di dati parziali da parte dei Commissari AZ e delle veline dell’ufficio stampa, la situazione economica AZ è tutt’altro che rosea: la perdita di bilancio del 2018 è di circa 500 mln (il dimezzamento delle perdite è una narrazione alimentata dalla poca trasparenza sui conti!) e quanto resta in cassa del prestito non sembra poter continuare a
sostenere a lungo le attività, soprattutto dopo che verranno pagate le fatture accumulate (altro che 500 mln di euro “residui” in cassa!).
IL MERCATO CRESCE E LE OPPORTUNITÀ ESISTONO
Tutto ciò, però, può essere recuperato: il mercato del Trasporto Aereo è in continua espansione ed i dati previsionali confermano la crescita da economia cinese.
Ormai è chiaro che non ci sono alternative alla nazionalizzazione per Alitalia, se si vuole salvarla da un destino di compagnia “ancillare” alle grandi major, nonché di intervento pubblico negli aeroporti, saccheggiati dalle speculazioni decennali di privati che hanno goduto di favori e coperture.
NAZIONALIZZARE ALITALIA E CONTROLLO PUBBLICO DEGLI AEROPORTI
È oggi più chiaro di sempre che la nazionalizzazione è l’unica scelta possibile e sensata per Alitalia se si vuole evitare l’epilogo di sempre, imposto dai tagli che i concorrenti, ieri come oggi, esigono di imporre pur di inglobare il ricco mercato italiano del T.A., acquisendo solo il meglio delle spoglie di quanto resta di Alitalia ma scaricando licenziamenti, tagli salariali e normativi e precarietà. Come è necessario che gli aeroporti ritornino sotto il controllo pubblico affinché la collettività possa beneficiare degli investimenti pubblici e della ricchezza prodotta (condivisibile la posizione di Toninelli che concederebbe investimenti pubblici a “Toscana Aeroporti” solo in cambio di una partecipazione azionaria).
FERMATE IL BANCOMAT DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Sarebbe altresì importante che nella riunione del 14.2.2019 si decidesse di riportare in servizio a pieno ritmo TUTTO IL PERSONALE IN FORZA in Alitalia, mettendo fine ad un uso indiscriminato ed assolutamente insensato degli ammortizzatori sociali, cancellando una Cigs applicata in modo discriminatorio e viziata da fondati dubbi di legittimità, funzionale solo a “perimetrare” gli esuberi che non esistono (anche il management parla di aumento della produttività nel 2018 del 7%
per AA/VV e Piloti).
INDAGINE DELLA PROCURA SU SOLIDARIETÀ E CIGS ALITALIA
Ormai è venuto alla luce (oltre che l’evasione contributiva per AA/VV e Piloti) che l’Ispettorato del Lavoro di Roma ha comunicato al Ministero che è in corso un’indagine della Procura sugli ammortizzatori sociali finora concessi ad Alitalia (confermata dalle ispezioni della Guardia di Finanza al Ministero del Lavoro stesso): una situazione ribadita dall’ITL di Roma dal 2016 sulla solidarietà per AA/VV e Piloti e sottolineata nel 2017 e nel 2018 a fronte della richiesta di Cigs e dei successivi rinnovi da parte dei Commissari AZ.
PER UN ATTO DI TRASPARENZA E AMORE DELLA VERITÀ
La prossima riunione del Mise si terrà lo stesso giorno in cui 6 anni fa, il 14.2.2013 (era Ministro del Lavoro Elsa Fornero), venne sottoscritto dalle altre OO.SS. con Cai il famigerato “Accordo di San Valentino”, con cui vennero sospesi in Cigs a rotazione 2236 posti di lavoro full time equivalent, praticamente lo stesso numero di licenziamenti che Etihad pretese al suo arrivo (2251!): la cancellazione della Cigs sarebbe un bel gesto da parte dell’attuale Governo da effettuare per amore di verità e di lavoratori che hanno già pagato per l’incapacità manageriali e le scelte disastrose dei precedenti Governi.
È evidente che solo se nella riunione del 14.2.2019 si riuscirà a sgomberare il campo con chiarezza e trasparenza dalle ipotesi di ridimensionamento, di smembramento, di riduzione del personale e di mancanza di una prospettiva di rilancio per Alitalia, nonché di riequilibrio dell’intero comparto aereo aeroportuale, la Cub Trasporti e AirCrewCommittee considereranno di rimandare le mobilitazioni in programma che al momento restano confermate.
Vorremmo essere smentiti ma al momento tira un vento gelido. Lo stesso di sempre.

Roma 10.2.2019
C.U.B. TRASPORTI

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   Alitalia-e-Trasporto-aereo-Non-resta-che-nazionalizzare.pdf

 

 

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