Sono passati 4 mesi dal 1° ottobre 2018, data in cui è stata chiusa la “mensa centrale” AZ e di conseguenza sospeso il servizio di ristorazione ai dipendenti Alitalia operanti presso le palazzine Alfa, Bravo, Charlie, OCC e Reparto Ruote.
Chiusura giustificata da una necessaria e non più rinviabile ristrutturazione della palazzina, di cui oggi non si ha alcuna visibilità e notizia.


Come denunciato anche nei precedenti comunicati, con la “scusa” della ristrutturazione, si tenta di celare le vere motivazioni riconducibili a interessi incrociati tra Aeroporti di Roma ed Alitalia, che, senza vergogna, vorrebbero realizzare ancora più profitti, con forzature e ricatti, da un diritto dei lavoratori, come appunto il servizio mensa.
Ad oggi infatti stiamo fermi al 1° ottobre e i commissari AZ ripropongono come unica soluzione l’erogazione dei ticket restaurant, che produrrebbe un risparmio per le disastrate casse aziendali ma a discapito della qualità del servizio. Tale soluzione, peraltro, non sarebbe condivisa dalla società (Sodexò) che eroga attualmente il servizio mensa. In tale situazione di stallo, appositamente determinata, ne stanno pagando le spese i lavoratori Alitalia e i colleghi della Sodexò.
Lavoratori Alitalia: dislocati ormai tra bar e posti ristoro nei pressi del sedime aeroportuale, si sono visti considerevolmente peggiorare il servizio di ristorazione in termini di qualità e quantità. Inoltre è drasticamente peggiorata la qualità della “pausa mensa”, passata da un momento di ristorazione e pausa-lavoro, ad una corsa senza sosta per andare a mangiare in un solo boccone un pasto ridotto, chiamato, per ironia della sorte, Tris per la comparsa nel piatto di 3 ridottissime portate. Non sta andando meglio la situazione neanche ai lavoratori Alitalia che continuano ad usufruire del servizio di ristorazione presso l’unica mensa rimasta in attività (mensa rampa) che ormai sovraffollata e con già storiche problematiche (non certo per colpa degli addetti mensa), non riesce a garantire degli standard accettabili di qualità.
Lavoratori Sodexò: la società ha dichiarato 32 dipendenti in esubero, attualmente ammortizzati con la solidarietà, rispetto a circa 90 dipendenti in forza sulla commessa Alitalia, per i quali si dichiara la mancanza di volontà di un ricollocamento presso altri appalti. Numeri che potrebbero aumentare con una definitiva chiusura della mensa centrale o addirittura colpire la totalità dell’organico se Alitalia non dovesse rinnovare e/o prorogare il contratto d’appalto in questione.
Tutto ciò è inammissibile, che i commissari AZ e ADR facciano da subito chiarezza, non sono più accettabili scuse e rinvii. E’ doveroso che tutte le OO.SS. si facciano carico della problematica che mette seriamente a rischio l’occupazione e un’altra fetta di diritti: una mattanza dell’indotto che, parallelamente a quella subita dai lavoratori AZ, prosegue dal 2008 ad oggi, con i licenziamenti dei colleghi dell’Argol e di Skyroad, nonchè con i tagli ai salari e agli organici nella Miorelli, in GH, in Servizi Aeroportuali, in AC95, in Italpol Group Spa ecc.
NON ESISTE CRISI NEL TRASPORTO AEREO, BASTA SACRIFICI È SOLO SFRUTTAMENTO!

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      MENSA-alitalia-non-riapre.pdf

 

 

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