MENTRE GLI AMMINISTRATORI DEL FALLIMENTO DI AIR BERLIN FANNO CAUSA AD ETIHAD CON LA RICHIESTA DI 2 MLD DI DANNI, IN ALITALIA IL SILENZIO, L’IMMOBILISMO E LE COMPLICITÀ ESPONGONO LA COMPAGNIA DI BANDIERA ITALIANA ALLA BEFFA DOPO IL DANNO.

Non c’entra il mercato, nè la cattiva sorte se in Alitalia non sono state ancora avviate le azioni di responsabilità nei confronti degli azionisti (“capitani coraggiosi” ed Etihad) che hanno determinato il disastro della Compagnia di Bandiera italiana, a fronte di un mercato del lavoro in costante crescita e di un costo del lavoro ridotto ai minimi termini.

E’ il gattopardesco effetto di un groviglio di interessi che ostacolano qualsiasi ipotesi di cambiamento: una situazione che resterà tale fino a quando non si avrà davvero il coraggio e la determinazione di colpire, a difesa dell’interesse della collettività, chi gestisce i gangli del potere, pur di favorire questa o quella cordata, questo o quel gruppo di interessi.

Altro che sbandieramento di risultati mai raggiunti dall’Amministrazione Straordinaria e di un risanamento tutto da realizzare.

UN VASO DI PANDORA DA SCOPERCHIARE
L’avvio della procedura fallimentare dell’Alitalia, la compagnia di Bandiera Italiana che per Renzi-Gentiloni-Calenda-Delrio doveva “decollare” dal 1.1.2015, non è il risultato di un malefico destino ma la conseguenza di una serie di scelte sbagliate operate dal management e dagli azionisti.
Non solo sono stati lasciati a casa oltre 2200 dipendenti a fine 2014, tagliati i salari e si è ulteriormente abusato di precariato ma Alitalia Sai ha subito ulteriori danni con la spoliazione di ingenti ricchezze:
. cessione del 75% di Millemiglia per 112 mln di euro (il valore stimato sarebbe oltre 1 MLD);
. Cessione slots Heathrow per 60 mln di euro (il valore stimato sarebbe oltre 250 mln);
. Passaggio a Sabre con aumento dei costi di 20 mln annui (i costi sono quintuplicati);
. Cessione di 14 Airbus 320 ad Air Berlin e leasing di 2 Boeing 777 (la perdita sarebbe di oltre 20 mln);
. L’Airbus Airforce Renzi (con una una perdita di oltre 150 mln);
. Training all’estero, stop&go di nuove destinazioni, ecc (la perdita sarebbe di decine di mln).

Per non parlare dei sovracosti sostenuti da Alitalia per l’acquisto di carburante (a beneficio delle banche!), per le le manutenzioni, per il leasing degli aeromobili (chi c’è dietro i leasor?), per l’handling, per i servizi in genere e per tante altre voci di spesa nei confronti dei gestori (per esempio verso AdR).
. I Commissari AZ cosa aspettano per avviare una azione risarcitoria?
. Il Ministro Di Maio perchè non pretende una azione di responsabilità?

ALTRO CHE CIGS E TAGLI DEL COSTO DEL LAVORO!
Eppure l’11.7.2018 al Fatto Quotidiano il Ministro Di Maio dichiarava “punire i responsabili della attuale situazione di Alitalia significa promuovere l’azione di responsabilità su quei manager che in questi anni hanno utilizzato Alitalia come un bancomat”. E’ giunto il momento che il Governo passi ai fatti, come succede con Air Berlin contro Etihad (vedi Financial Times del 15.12.2018 e Il Giornale del 16.12.2018)
La Cub Trasporti ed ACC hanno dato mandato ai propri legali di valutare l’avvio di una iniziativa legale che possa essere intrapresa da parte dei lavoratori (class action) e lanciano un appello alla categoria per una raccolta di firme da inviare al Governo: CIÒ CHE È POSSIBILE

ALTROVE NON PUÒ E NON DEVE RESTARE NEL LIBRO DEI SOGNI IN ITALIA.

18 DICEMBRE 2018

CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE

 

   Alitalia-urgenti-le-azioni-di-responsabilita.pdf

 

 

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