Il 12.12.2018 il Ministro Di Maio ha incontrato la Cub Trasporti, ACC e le altre OO.SS. del settore. In sostanza, nulla è stato precisato e poco è stato aggiunto rispetto a quanto era emerso due mesi fa in una analoga riunione, tenutasi prima del 31.10.2018, ovvero della scadenza della procedura di vendita di Alitalia da parte dei Commissari AZ.

 

 

Le sole novità concretizzatasi da allora sono:
. Ferrovie dello Stato, più o meno spintaneamente, ha formulato un proposta di acquisto di Alitalia, vincolata all’ingresso di uno o più partner industriali;
. EasyJet e Delta Airlines hanno formulato una manifestazione di interesse;
. ad oggi le FS sono impegnate in una verifica dei conti di Alitalia, senza neppure aver chiaro quali saranno i capitali che potrà investire nella Compagnia di Bandiera italiana.
UNA RISTRUTTURAZIONE MAI VOLUTA
Come è ormai chiaro, il processo di ristrutturazione di Alitalia non è mai stato realizzato da una gestione commissariale a cui era stato dato il mandato di vendere, non certo di mettere in condizione la Compagnia di Bandiera italiana di trattare eventuali alleanze o partnership azionarie con i concorrenti in una posizione di forza o almeno non totalmente subordinata.
D’altra parte, senza lasciarsi illudere dai comunicati trionfalistici dell’ufficio stampa AZ, che si guardano bene dal rivelare le perdite che ha accumulato la gestione commissariale, la condizione di Alitalia è tutt’altro che risanata: una situazione in cui si rischia che un concorrente possa dettare le condizioni, pur di saccheggiare ciò che è rimasto di AZ e di mettere mani e piedi nel ricco mercato del Trasporto Aereo italiano.
E’ per tale ragione che la Cub Trasporti e ACC sostengono la NAZIONALIZZAZIONE, fin dall’inizio, quale unica soluzione nella situazione data.

Ieri, però, il Ministro Di Maio, ha annunciato che prima della fine di gennaio p.v., sarà pronto il Piano AZ preparato da FS (...insieme ad una pletora di consulenti!) e che saranno individuati i partner della Compagnia di Bandiera italiana.
MOLTE LE INCOGNITE, NOTEVOLI LE PREOCCUPAZIONI
A parte il rilevante annuncio che, UE permettendo, Alitalia sarà partecipata anche dallo Stato per circa il 14%, che sarà garantita la continuità del FdS del Trasporto Aereo e che a gennaio p.v. riprenderà il confronto sulle regole di sistema (devono cessare gli enormi vantaggi offerti alle low-cost in Italia), sono moltissime le incognite sul futuro della Compagnia di Bandiera italiana.
NESSUNO DEVE ESSERE ESPULSO DA ALITALIA: ALTRO CHE ILVA!
La questione dei licenziamenti è una di quelle che agita di più la categoria già falcidiata in passato da progetti sbagliati, pericolosi ed inutili, nonchè assillata da una Cigs di dubbia legittimità (fin quando sarà ignorata l’inchiesta della Magistratura sui mancati riposi dei Piloti e AA/VV?), concessa per 1360 eccedenze di personale f.t.e. assolutamente inesistenti.
La promessa un tempo formulata dal Ministro Di Maio circa l’azzeramento degli esuberi in Alitalia, ieri si è rappresentata in un più blando “impegno a fare il massimo sforzo per azzerare i licenziamenti”. La differenza non è sottile ed è, purtroppo, evidente!
Anche l’idea che possa essere il modello Ilva quello che ispirerà la conclusione della vertenza Alitalia non tranquillizza affatto, visto che alla fine,nell’acciaieria di Taranto, oltre 3000 persone sono rimaste in cigs e tagliate fuori dalla produzione.
DIVERSE LE QUESTIONI CHE VANNO CHIARITE
. Chi assicurerà la ricapitalizzazione di circa 1,5-2 MLD di euro?
. È realistico ipotizzare che esista un concorrente o un fondo speculativo che possa risanare economicamente Alitalia, lasciata sprofondare nelle condizione attuale, senza ipotecare il futuro sviluppo della Compagnia di Bandiera italiana, gli interessi collettivi e del Paese?
. Esiste un programma per acquistare gli aerei che possano rilanciare il mercato di lungo raggio?
. Con chi e come si stanno sviluppando i contatti del Governo per l’individuazione dei partner industriali e finanziari? Oltre a Delta e a Easyjet, Lufthansa è veramente uscita dalla partita?
. Quali sono le condizioni poste da Delta e EasyJet per entrare nel capitale AZ?
. Qual è il capitale messo a disposizione da Ferrovie dello Stato?
. Esiste un Piano alternativo del Governo, nel caso in cui si ritirino i potenziali investitori, in grado di tutelare l’occupazione, il futuro di Alitalia e gli interessi collettivi e del Paese?
. E’ in discussione l’integrità dell’azienda ed il rientro in servizio del personale posto in Cigs, peraltro in modo discriminatorio, senza l’applicazione di criteri?
NON SI PUÒ RESTARE AL BUIO: È ORA CHE IL GOVERNO SCOPRA LE CARTE E SVELI LA VERITÀ SU ALITALIA
ALTRE QUATTRO QUESTIONI DA AFFRONTARE CON IL MISE ED IL MINISTERO DEL LAVORO
1) Seppure il Mise ha scelto di non dar seguito all’annunciato avvicendamento dei Commissari AZ (...un gravissimo errore!), è indispensabile che si intervenga per far si che si scoperchi il vaso di pandora rimasto finora sigillato e che si dia avvio alle opportune azioni di responsabilità nei confronti di chi ha determinato il dissesto economico ed industriale di Alitalia, cercando di scaricare sui lavoratori il risultato di incapacità e malafede.
2) Il precariato è diventato una piaga. In Alitalia si è arrivati a derogare il limite di 36 mesi per la stabilizzazione, oggi ridotto a 24, addirittura oltre i 72 mesi. E’ paradossale che i blandi effetti del Decreto Dignità siano annullati da vergognosi accordi tra sindacati e aziende, sulle spalle di lavoratori che poi vengono espulsi quando stanno per maturare il diritto alla stabilizzazione.
3) E’ inaccettabile che l’Alitalia si rifiuti di applicare sentenze del Tribunale del Lavoro. E’ ancor più insostenibile che a farlo sia una compagnia in amministrazione straordinaria. Chi è stato reintegrato dal Tribunale deve ritornare al lavoro immediatamente.
4) L’accanimento subito dai lavoratori disabili durante i licenziamenti del 2014 è ormai stato svelato. Molti stanno subendo dopo il danno anche la beffa delle lungaggini giudiziarie ma chi tra questi è riuscito ad ottenere diversi pronunciamenti di reintegra, viene addirittura inseguito dai Commissari AZ in Cassazione, a spese della collettività (le consulenze legali vengono pagate con i soldi del prestito pubblico), anche per decisione dei Commissari AZ.
La Cub Trasporti ed AirCrewCommittee, in considerazione della situazione di stallo attraversata e delle nebbie che avvolgono il futuro di migliaia di lavoratori, hanno avviato la II fase di raffreddamento: nel caso dovesse perdurare tale situazione di incertezza e di rischio per la categoria, si renderà necessario riaprire la stagione delle mobilitazioni.
Altro che azionariato ai dipendenti (una proposta irresponsabile di alcune OO.SS.)

LA CATEGORIA DEVE TORNARE AD ESSERE PROTAGONISTA

14 DICEMBRE 2018
CUB TRASPORTI - AIRCREWCOMMITTEE


    Alitalia-del-doman-non-c'è-certezza.pdf

 

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