La notizia diramata questa mattina della probabile nomina di Luigi Gubitosi come AD di Tim (se il CDA di Tim previsto per domenica lo confermerà!), fa assumere un altro aspetto all’articolo di Luigi Bisignani pubblicato sul Tempo del 21 ottobre in cui dichiarava:

per Alitalia, con uno dei Commissari Straordinari come Luigi Gubitosi sempre pronto a saltare da un posto all’altro lasciando rovine dietro di sè, il rilancio dovrebbe passare attraverso una acquisizione da parte di Ferrovie, presentato come un modello industriale che non esiste in nessuna parte del mondo, se si eccettua un esperimento fallito in Canada...”.

Al lettore dell’articolo del Tempo poteva sembrare che Bisignani, oltre a bollare il progetto FS, a suo dire ascrivibile a Gubitosi in persona, stesse annunciando la sostituzione del Commissario in AZ ma in realtà stava solo rivelando il passaggio al nuovo incarico: un fatto a quanto pare noto da tempo in certi palazzi “romani” e non solo!

D’altra parte che Gubitosi mirasse a diventare l’AD di Tim lo aveva anticipato il 10.3.2018 Gianni Dragoni del Sole24Ore con un articolo pubblicato sul suo blog “Poteri Deboli”, a cui fece seguito il 7.5.2018 la nomina del Commissario AZ nel Consiglio di Amministrazione di Tim, in rappresentanza del fondo americano Elliott che ieri ha sfiduciato Genish finora in carica (chissà se oltre a Delta i viaggi negli USA di Gubitosi hanno preparato il suo sbarco in Tim).

A quanto si legge sui giornali, a sponsorizzare il passaggio in Tim di Gubitosi ci sarebbe anche il Governo attuale (sic!), ma sarà vincolante la scelta dei CDA Tim che si riunirà domenica: presto sapremo se il Commissario AZ cambierà casacca mentre, però, ancora oggi, dopo 15 giorni (non ne bastavano 2?), resta sconosciuta la relazione sulle proposte di acquisto che dovevano redigere i Commissari AZ (ma oggi è stata consegnata al Mise come previsto?).

E così, se dovesse concretizzarsi il passaggio in Tim, se ne andrebbe da Alitalia in A.S., l’ex-consigliere di amministrazione di Ali-Etihad (...nel caso speriamo con tutta la schiera di ex-Rai, impegnati a costruire la sceneggaitura del “tutto va bene madama la marchesa”...a parte gli esuberi), voluto da BancaIntesa e Unicredit e nominato nel CDA AZ-Sai il 15.3.2017, con l’obiettivo di diventare Presidente della Sai: un progetto che si infranse sul voto dei lavoratori che non credettero alla favola dei sacrifici in cambio di un futuro di gloria, la solita promessa formulata al tavolo di confronto sindacale (partecipò lo stesso Gubitosi) e a cui si inchinarono le sigle sindacali firmatarie, smentite dal referendum di aprile 2017.

Tutti ricorderemo che Calenda volle Gubitosi&Co (in barba a qualsiasi valutazione di conflitto di interessi) a gestire l’Amministrazione Straordinaria, pur di realizzare il progetto rigettato dai lavoratori: smembramento e vendita di Alitalia.

Ad oggi ancora non è chiaro il motivo per cui il Ministro Luigi Di Maio lo abbia lasciato al suo posto, nonostante i fondati dubbi sui “successi” raggiunti e tanto sbandierati dalla “Comunicazione” AZ: una sorta di Istituto Luce, la cui gestione è in mano a consulenti-procuratori (dirigenti mascherati da consullenti!), lautamente pagati da una azienda tutt’altro che in salute, estremamente preoccupata di cantare le gesta del “soldato Ryan-Guby”, il quale in ogni caso sembra che si salverà cambiando poltrona.

Ma Gubitosi abbandona la nave Alitalia? Al momento è presto per dirlo ma se dovesse accadere è verosimile che il galleggiamento della barca sarà tutt’altro che scontato. Certo è che i lavoratori AZ non si strapperanno le nuove divise e non lo inviteranno a risalire a bordo, come fece il Comandante Gregorio De Falco (...ora intento a svolgere degnamente il ruolo di parlamentare!) con Schettino nel naufragio della Concordia.

La sensazione è che Gubitosi andando in Tim si potrebbe alleggerire del peso di una Alitalia i cui conti sono tutt’altro che risanati ma a questo punto è decisiva la scelta del Governo che auspichiamo sia convinto di dare un segno di discontinuità ed imprimere una immediata virata ad una Compagnia che deve essere risanata e rilanciata: in ballo c’è il posto di lavoro di migliaia di lavoratori ed il futuro della Compagnia di Bandiera. IN BALLO C’È LA FACCIA DI QUESTO GOVERNO!

Roma 15.11.2018

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