Il risultato del Referendum sulla privatizzazione di ATAC è inequivocabile: ATAC DEVE RESTARE PUBBLICA.
Meno del 17% degli aventi diritto al voto a Roma si è recato alla urne sulla privaizzazione di ATAC, disinnescando il pericoloso attacco al servizio di trasporto pubblico capitolino e respingendo la “smania” di cedere ai privati la gestione di un servizio essenziale per milioni di cittadini della capitale.



A quanto pare stavolta non ha funzionato il solito giochetto con cui nel corso degli anni si sono tagliati gli investimenti, si è peggiorato artatamente il servizio, per poi giustificare la scelta di cedere ai privati la gestione di un servizio pubblico strategico per la vita di milioni di abitanti della città eterna: i romani non si sono lasciati ingannarE!
La narrazione dei benefici effetti della privatizzazione ormai è un’arma spuntata, un’amo a cui sempre meno persone “abboccano”, viste le fallimentari esperienze che si sono prodotte nella maggioranza dei casi in cui la mano pubblica ha deciso di ritirarsi nella gestione dei servizi pubblici.
Tutto questo, però, non vuol dire che i cittadini romani non richiedano il miglioramento del servizio la cui carenza è evidente da molti punti di vista: servono investimenti consistenti che consentano un adeguamento del servizio pubblico di mobilità in una città che sconta carenze strutturali e abbandono da anni. La privatizzazione avrebbe significato un peggioramento della qualità del servizio e il suo definitivo affossamento, come succede già per il 30% delle linee “esternalizzate”.
Le carenze ed i disservizi non sono certo colpa dei cittadini o dei lavoratori di ATAC:
è ora che Roma ed i romani possano fruire di un trasporto pubblico all’altezza di una metropoli che non può e non deve restare fanalino di coda dell’Europa per quanto riguarda l’efficienza e la qualità dei servizi alla mobilità. Altro che negligenza dei lavoratori: mancano da anni gli investimenti!
E’ urgente ed importante che, a partire dall’esperienza dell’impegno a sostegno del NO al referendum sulla privatizzazione di ATAC, si costituiscano dei Comitati Cittadini per il sostegno ed il rilancio dell’intervento pubblico a favore di un trasporto pubblico dignitoso: c’è tanto da fare ancora per garantire ai cittadini un servizio di trasporto pubblico dignitoso e per evitare che a pagare siano i lavoratori che da anni, nonostante le difficoltà, si prodigano per garantire il miglior livello di servizio possibile nelle condizioni date.
La Cub Trasporti, nell’esprimere soddisfazione per il fallimento del Referendum sulla privatizzazione, si rende fin da subito disponibile sia con l’utenza cittadina, sia con i lavoratori, per continuare la battaglia per il rilancio del trasporto pubblico locale a Roma e la tutela del futuro dei lavoratori del settore.
Roma 12.11.2018
C.U.B. TRASPORTI

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