Da anni, favoriti dalle varie forme legislative dei governi che si sono succeduti, con sgravi fiscali, decontribuzioni e con deroghe alle leggi concesse alla contrattazione dei cosiddetti “sindacati maggiormente rappresentativi”, lo stato sociale è messo in discussione e sostituito da ogni forma possibile di intervento privato.



Di fronte all’attacco alle condizioni di lavoro e di vita di milioni di lavoratori, nessuna risposta generale è stata data, abdicando alla difesa collettiva dei lavoratori, con il risultato dell’abbandono dei settori più deboli.
Ma la cosa più grave è aver favorito questo piano padronale, in cambio di una compartecipazione diretta delle segreterie nazionali di cgil-cisl-uil-ugl alla gestione di questi fondi.
Infatti, degli oltre 40 fondi pensionistici integrativi, creati con la contrattazione nelle varie categorie, tutti hanno un consiglio di amministrazione gestito pariteticamente da aziende e sindacati confederali.
La stessa cosa la ritroviamo anche nella sanità integrativa, nella formazione professionale e in decine di enti bilaterali.

PENSIONI INTEGRATIVE: 9.5% DEL P.I.L.
Se prendiamo le sole pensioni integrative, dai dati forniti dall’autorità di vigilanza COVIP, si ha un ammontare di 162.3 miliardi di euro per un importo pari al 9.5% del prodotto interno lordo italiano. Mentre per la sanità integrativa la stessa Cgil in un suo documento parla di oltre 9 milioni di aderenti di cui più di 6 milioni gestiti da fondi con la partecipazione confederale.

LE PENSIONI INTEGRATIVE
La previdenza complementare nel 2017 ha registrato un totale di 7,6 milioni di iscritti (il 6,1% in più dell'anno prima), divisi quasi a metà tra quelli che aderiscono ai Pip (i piani individuali pensionistici, in genere gestiti dalle assicurazioni e in parte dalle banche) e i fondi negoziali, quelli tipici dei lavoratori dipendenti. I negoziali hanno quasi 2,8 milioni di iscritti (la categoria è molto cresciuta da quando in alcuni contratti collettivi è stata inserita la previdenza complementare).
Nell'ambito della Relazione annuale sul settore il presidente della Covip (autorità viglilanza) ha dichiarato che i fondi pensione e i Pip hanno complessivamente un portafoglio pari a 162,3 miliardi di euro (il 7,3% in più dell'anno prima); una somma pari al 9,5% del Pil e al 3,7% delle attività finanziarie delle famiglie. Solo nel 2017 sono stati raccolti 14,9 miliardi di euro. Tornando alle sole forme complementari, il contributo medio dei singoli iscritti è pari a 2.620 euro l'anno.
07 Giugno 2018 "Larepubblica"
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
I Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi promossi dalle organizzazioni Confederali e Padronali attraverso specifici Accordi Interconfederali stipulati dalle cosiddette organizzazioni maggiormente rappresentative. Attualmente sono operativi 19 Fondi. Secondo quanto previsto dalla Legge n.388 del 2000, le imprese possono destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali.
Inoltre il decreto legislativo 276/03 prevede un versamento pari al 4% del monte retribuzioni dei lavoratori interinali ai fondi cogestiti (Forma.Temp)..

MILIARDI DEI LAVORATORI DATI DA GESTIRE AI PRIVATI!
Se pendiamo ad esempio i fondi integrativi pensionistici cogestiti e verifichiamo dove vengono investiti i soldi dei lavoratori, ci troviamo che nella sostanza quasi tutti gli oltre 40 fondi si rivolgono alla stessa cerchia di società finanziarie:
La stessa cosa sta avvenendo anche per la sanità cosiddetta integrativa, che però di integrativo al sistema nazionale sanitario non c’è niente in quanto si stanno proponendo come sostitutiva alla sanità nazionale.
Se a questi aggiungiamo la formazione professionale e gli enti bilaterali, creati dalle cosiddette parti sociali attraverso il monopolio della contrattazione, cgil-cisl-uil-ugl, sono nella sostanza diventati cogestori di ingenti risorse economiche.
Con questo meccanismo, non solo si producono diseguaglianze sociali tra gli stessi lavoratori, ma si contribuisce a ridurre l’intervento statale togliendo risorse all’inps e allo stato centrale.
Nulla è dato sapere ai lavoratori sulla designazione di amministratori dei loro soldi, che spesso ricoprono più incarichi come il vicepresidente di Cometa che è anche presidente di Metasalute. Oppure in che qualità queste persone siedono, da una parte e dall’altra dei tavoli di trattativa per i contratti nazionali.
Ci troviamo quindi di fronte ad un meccanismo ben oliato. Da un lato lo Stato non è più messo in condizioni di fornire prestazioni sufficienti ai propri cittadini, dall’altro chi deve difendere gli interessi collettivi, ha legiferato leggi favorevoli all’abbandono del pubblico o come cgil-cisl-uil-ugl ha utilizzato questo allo scopo di entrare a gestire ingenti risorse economiche.
SANITA’ INTEGRATIVA
MètaSalute è il Fondo di Assistenza Sanitaria integrativa per i lavoratoridell’Industria metalmeccanica, che interessa più di 1,5 milioni di lavoratori.
In attuazione di quanto previsto dal rinnovo contrattuale del 26 Novembre 2016 stipulato tra Federmeccanica, Fim, Fiom e Uilm, a decorrere dal 1° ottobre 2017 l’iscrizione a MètaSalute è diventata obbligatoria. In sostituzione di parte degli aumenti contrattuali in busta paga le aziende, contribuiscono con 156 euro annuo per ogni dipendente. Con questo meccanismo le aziende ottengono sgravi fiscali.
MètaSalute, ha poi siglato un accordo quadro, con R.B.M Assicurazione e Salute spa che a sua volta viene integrata da Previmedical spa tutte e due con sede via Forlanini 24 a Preganziol TV. Nei Cda delle due società risultano presenti solo esponenti della stessa famiglia.
Sia RBM Assicurazioni salute spa che Previmedical spa sono di proprietà di RBHOLD spa che a sua volta è divisa al 50% tra di F. R. e G. B.. Allianz, Unipol, Credit Suisse, Società Cattolica Assic., Generali, Citigroup, Groupama ecc. ecc..

.Come possono le stesse organizzazioni che gestiscono i fondi poi gestire anche la contrattazione collettiva?
.Come è possibile che il parlamento non elabori una legge sulla rappresentanza sindacale?

Linate-Malpensa, 2018/08/27

Cub Trasporti Lombardia 347/7173746
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