Le agenzie interinali sono disciplinate dal d.lgs.10/9/2003 n. 276, emanato in attuazione della legge Biagi, che ridisegnò completamente la procedura di autorizzazione da parte dello Stato per le agenzie per il lavoro, abrogando le precedenti agenzie interinali, di cui alla legge 24/6/1997, n. 196, pacchetto Treu.


Le oltre 80 agenzie interinali occupano oltre 500 mila lavoratori di cui, meno del 10% a tempo indeterminato, sostituendosi nei fatti ai vecchi uffici di collocamento.

Solo negli aeroporto Milanesi sono oltre 2000 i lavoratori, coinvolti da questa forma di occupazione (si fa per dire!), che passano da un’azienda all’altra senza mai essere assunti dalle società utilizzatrici.
La legge prevede espressamente che questi lavoratori devono percepire lo stesso trattamento dei lavoratori dell’azienda utilizzatrice. Ma questo, come sappiamo, non avviene e nonostante le nostre continue segnalazioni, nessuno verifica ed interviene. (enac, sea, ministero lavoro). Inoltre per i lavoratori interinali si applica il contratto nazionale delle agenzie di somministrazione, firmato da Cgil-Cisl-Uil nel 2014 ed attualmente in fase di rinegoziazione.
Nel contratto nazionale sono previste numerose commissioni gestite in modo paritetico da sindacati e agenzie, a cui sono devoluti parte degli stipendi dei lavoratori. Ad esempio FORMATEMP dispone di risorse pari allo 0,32% delle retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori somministrati, mentre a EBITEMP vanno lo 0.20%.
Come purtroppo abbiamo visto, in questi anni nessun intervento di controllo è mai stato fatto dalle OOSS confederali, che per non smentirsi, ora nella piattaforma contrattuale stanno rivendicando l’aumento di queste percentuali.
Appare quindi evidente a tutti, che con il lavoro interinale non solo si ha l’utilizzo di forma lavoro sotto costo, ma si hanno  anche lavoratori senza diritti da utilizzare per ricattare tutti gli altri.
Malpensa, 7/8/2018
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OLTRE 700 IN AIRPORT H. Ad Adecco, con sede al terzo piano del T1 di Malpensa, nel 2017 risultavano
“come valore medio” 1456 dipendenti, mentre l’anno precedente erano 886.
Grande impulso ad Adecco è stato dato dalla neonata Airport h. che da sola nel 2017 dichiarava di aver stipulato 1021 contratti a termine con Adecco. Airport con la gestione diretta di Dnata, ha continuamente aumentato il lavoro interinale, utilizzando contratti a Staff Leasing, a termine e a MOG. Questi lavoratori non sono usati per picchi stagionali ma ormai sono a pieno organico e servono per sostituire i lavoratori di Airport nei turni disagiati. inoltre, pur operando alle dirette dipendenze di Airport h., sono discriminati.

ORARIO DI LAVORO. Sono tutti assunti a part-time, nonostante tutti facciano l’orario pieno ed anche oltre, senza nessun rispetto delle disposizioni di legge sugli orari tra un turno e l’altro. Con questo meccanismo se vanno in infortunio, in malattia o in ferie ecc. ecc. percepiscono tutto da part-time. Con il Mog, i lavoratori non sanno quante ore devono lavorare e spesso vengono chiamati telefonicamente per il rientro e non vengono mai rispettate le ore di riposo.
SALARIO. Nelle buste paga le varie maggiorazioni, come ore di straordinario, eccedenza, notturni, festivi ecc. sono pagate con le paghe del vecchio ccnl. Così come a questi lavoratori non viene loro riconosciuto quanto percepiscono i lavoratori Airport h..
DISCRIMINAZIONI VARIE. Questi lavoratori non possono utilizzare il sistema operativo che hanno tutti i dipendenti Airport dove si fanno i cambi turni e comunicano la malattia ecc. e quindi non possono cambiarsi il turno con gli altri. Non gli vengono consegnati gli indumenti di lavoro, non sono inquadrati nel giusto livello, ecc..
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AGENZIE INTERINALI, GLI STIPENDI DEI PRECARI CHE FINISCONO NELLE CASSE DEI SINDACATI
I versamenti a Cgil, Cisl e Uil costituiscono il “sostegno alle rappresentanze sindacali unitarie”. Dicono di avere usato quei soldi, più di due milioni di euro nel 2012, per migliorare, tra l’altro, le regole su parità di trattamento, controlli e strumenti di sostegno al reddito.
Ma la retribuzione dei 500mila che hanno sottoscritto il contratto di somministrazione lavoro non è ancora adeguata a quella dei dipendenti “normali”.
Il Fatto Quotidiano 6/11/2013

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