Un contratto scritto dalla Serravalle pagato coi soldi delle lavoratrici e dei lavoratori, che taglia il servizio all'utenza gettando pericolose ombre sul futuro del lavoro.


Tre cose colpiscono in questo accordo: il suo impianto, basato interamente sulle aspettative padronali; gli elementi della riorganizzazione, per i quali non viene avanzata nessuna previsione delle loro ricadute sul lavoro; gli obiettivi, basati su indicatori economici estremamente pericolosi e sull'introduzione del concetto di partecipazione individuale.
L'impianto
Basta leggere le premesse iniziali per capire che i punti che compongono l'accordo sono stati tutti dettati dalle Serravalle, la quale sta perseguendo lo scopo di chiudere un contratto che riduca l'attuale costo del lavoro (così viene da loro chiamato). E allora ecco l'automazione definitiva del pedaggio; la riduzione dei servizi all'utenza; l'introduzione del welfare aziendale pagato interamente dalle lavoratrici e lavoratori e che permetterà alla Serravalle di incasserà un forte risparmio contributivo e fiscale.
La riorganizzazione
Il piano di automazione dell'esazione pedaggio e la sua relativa riorganizzazione operativa, inaugurerà la riscossione compiuta integralmente per mezzo delle macchine, senza che questo sia accompagnato da un piano di sviluppo che salvaguardi le lavoratrici e lavoratori interessati dalle conseguenti ricadute di tale piano.
La riduzione dell'assistenza all'utenza attraverso la chiusura e la riduzione temporale dei punti cortesia, non definisce come sarà organizzato il conseguente orario di lavoro, lasciando abbandonati al proprio destino le lavoratrici e lavoratori di questo settore.
Niente migliora per chi lavora in MCT. Mentre gli addetti alla gestione casse dovranno aspettare il 2019 e 2021 per vedersi ridotto l'attuale carico di lavoro.
Per i laboratori e gli ausiliari viene messo in scena l'ennesimo concorso, senza stabilire entro quali tempi si devono realizzare gli inserimenti.
Gli obiettivi
Il nuovo premio è basato su due obiettivi capestro.
Il primo, quello economico, non viene più dato dal rapporto tra fatturato e lavoro, bensì dalla crescita o meno dell'Ebitda Indicatore dalle molte insidie, tra cui quella di essere facilmente influenzato dalle manovre unilaterali dell'amministrazione. Come dimostrano le ultime crescite dell'Ebitda della Serravalle, ottenute tagliando la “spesa per la manutenzione ordinaria al corpo autostradale rispetto a quanto programmato”. E se l'Ebitda a nostro modo di vedere è un indicatore
poco raccomandabile, quello della Serravalle lo è ancor di meno, dato la sua crescita artificiosa
a danno del corpo autostradale.
Il secondo obiettivo è quello della partecipazione.
Anziché prevedere obiettivi collettivi basati sulla collaborazione di reparto o ufficio, viene introdotto quello individuale, tagliando definitivamente qualsiasi rapporto solidaristico tra le lavoratrici e lavoratori. E dopo aver tolto le tutele nei casi di tutte le malattie importanti, adesso viene introdotta addirittura la soglia di sbarramento oltre la quale non si percepisce nulla. Semplicemente aberrante!

Milano Serravalle, 30/7/2018

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    Un-accordo-pericoloso-Mi-Serravalle.pdf

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