Sono molti i nostrani politici e rappresentanti istituzionali che, nel corso degli ultimi anni, si sono pronunciati sulla situazione Alitalia e del Trasporto Aereo italiano. Pochi lo hanno fatto con assoluta consapevolezza ed ispirati da interessi genuini. URGENTE E NECESSARIO BLOCCARE I TEMPI DI PRESCRIZIONE.  Predisposto per il personale di Volo il testo di una lettera raccomandata.

D’altra parte i risultati sono sotto gli occchi di tutti, checchè ne dicano Calenda&Soci che, invece di cogliere l’occasione per restare in silenzio ed arrossire per il disastro prodotto, hanno avuto pure il coraggio di alzare il dito e accusare i lavoratori.
IL PRESIDENTE DELL’INPS IMPONGA CONTROLLI E VERIFICHE
Qualche tempo fa, anche Tito Boeri ha preso parola su Alitalia e sul Trasporto Aereo e solo per scagliarsi contro i supposti privilegi dei lavoratori del comparto ed in particolare di Alitalia, falcidiati dalle ristrutturazioni che li hanno lasciati a casa in cigs/mobilità/naspiproprio mentre cresceva il traffico passeggeri e merci e, di conseguenza,il giro d’affari per gli investitori.
AMMORTIZZATORI SOCIALI: UN BANCOMAT PER LE RISTRUTTURAZIONI
Ovviamente Boeri, come i suoi predecessori ai vertici dell’Inps,finorase ne è guardato bene dal provare a capire in che modo venissero usati gli ammortizzatori sociali e se davvero le aziende del settore aereo-aeroportuale li richiedessero per far fronte a reali crisi (...non esistono da 10 anni!) o solo per finanziare le ristrutturazioni delle imprese del comparto, attingendo a risorse pubbliche alla stregua di un bancomat a loro disposizione (...ovviamente con l’avallo dei soliti sindacati!). EPPURE UN CONTROLLO IN TAL SENSO È URGENTE E DOVEROSO, A PARTIRE PROPRIO DA ALITALIA, ove neppure ora esistono le “eccedenze di personale”, nonostante i1600 esuberi f.t.e.sottoscritti dalle altre OO.SS., sistematicamente prone alle richieste datoriali.
CONTRIBUTI NON VERSATI: UN’IPOTECA SU PENSIONI E NON SOLO
Ciò che l’Inps non ha approfondito nel corso degli ultimi anni, neppure l’attuale Presidente, è la ragione per cui il gettito contributivo versato dalle compagnie aeree italiane (...e non solo!), tra cui la stessa Alitalia,siainferiore a quello delle altre aziende, a parità del monte salariale erogato.
LA SPIEGAZIONE È SEMPLICE: SI CHIAMA ELUSIONE CONTRIBUTIVA.
Le cifre “trattenute dalle compagnie aeree” non sono di poco conto ma, da una stima approssimativa, è ragionevole supporre che, nel giro di pochi anni,si tratti di qualche decina di milioni di euromai versatisolo da Alitalia ma altrettanti dalle altre Compagnie.
Per l’Inps è doverosoverificareed intervenirea tutela delle pensionidei lavoratori, delle loro indennità di maternità e di altri trattamenti che da anni risultano “tagliaeggiati”.
Purtroppo anche i sindacati firmatari hanno le loro concrete responsabilità:invece di promuovere una vertenza salariale/retributiva nel comparto, hanno accettato, sistematicamente e senza muovere un dito, la riduzione del costo del lavoro, favorendo il “saccheggio” dei contributie sbandierando ipocritamente una supposta tenuta dei salari diretti che è tutt’altro che reale.Eppure queste questioni erano ben note in categoria, anche a fronte delle denunce fatte dal 2011 dall’associazione “Familyway” (...oggi ACC!).
UN ENORME DANNO PER PILOTI E ASSISTENTI DI VOLO
Questo è successo in particolare per il Personale Navigante di Cabina ed il Personale Navigante Tecnico (AA/VV e Piloti) delle compagnie aeree italiane, Alitalia compresa, oveè stata sistematicamente fatta lievitare “l’indennità di volo”: unillegittimo raggiro per sottrarre la maggior parte del salario dal calcolo della contribuzione previdenziale corrispondente, a fronte di una norma che “sconta” il 50% del suddetto istituto retributivo del personale di volo dal calcolo dei contributi corrispondenti.
MINORE PRESSIONE FISCALE MA CONTRIBUTI RIDOTTI ALL’OSSO
In tal modo, se i lavoratori hanno avuto una pressione fiscale più bassa, vista la defiscalizzazione della indennità di volo definita dalle norme varate negli ultimi anni, dall’altra, con l’elusione contributiva descritta, sono stati pregiudicatile pensioni e gli altri trattamenti per il personale di volo.
UNA SITUAZIONE CHE NON PUÒ ESSERE TOLLERATA
E’ ovvio che tale situazione non può essere sostenibile, in particolarenel momento in cui si continua a dipingere la categoria quale beneficiaria di privilegi inesistenti.
A TALE PROPOSITO LA CUB TRASPORTI E AIRCREWCOMMITTEE INVIERANNO A BREVE UNA RICHIESTA DI VERIFICA AGLI ORGANISMI DI CONTROLLO DELL’INPS E DELL’ISPETTORATO DEL LAVORO IN MERITO ALLA QUESTIONE DEI CONTRIBUTI “MANCANTI”.
URGENTE E NECESSARIO BLOCCARE I TEMPI DI PRESCRIZIONE
In ogni caso la Cub Trasporti ed AirCrewCommittee hanno dato mandato ai propri studi legali di predisporre gli atti necessari per avviare una vertenza che miri al recupero dei contributi previdenziali che non sono stati finora versati dalle compagnie aeree italiane.
A tale proposito è stato predisposto per il personale di Volo il testo di una lettera raccomandata che ciascuno dovrà inviare per bloccare i termini di prescrizione (vedi sotto quella per Piloti e Assistenti di Volo di Alitalia).
Tale atto, indispensabile per un eventuale ricorso mirato al recupero dei contributi, non costituisce alcun obbligo ad avviare l’azione legale che potrà essere valutatanei prossimi giorni ma rappresenta un formale blocco dei tempi di prescrizione: ogni giorno che passa è un giorno in meno che si sottrae all’eventuale recupero delle cifre “mancanti”.

LA CUB TRASPORTI E AIRCREWCOMMITTEE INDIRANNO PROSSIMAMENTEDELLE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI DI VOLO SIA A ROMA CHE A MILANO PER DISCUTERE DELLE INIZIATIVE AVVIATE.

Roma, 2.03.2018
Cub trasporti - AirCrewCommittee

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