CCNL: padron Giana vuole cancellare tutti i contratti aziendali ! Confederali e autonomi concordi: buoni acquisto e fondi pensione al posto dei soldi in busta paga.
Chissà cosa pensano delle parole di Giana i 500 Tranvieri che a Pavia presto saranno licenziati a seguito della gara d’appalto vinta (neanche a dirlo) da Autoguidovie.
L’azienda ne riassumerà solo 400, con il Job Act, la conseguente cancellazione di tutti i contratti, il taglio dei servizi e la dismissione del parco macchine a metano, con buona pace della qualità dell’aria nella regione più inquinata d’Italia e dei soldi pubblici spesi.
Ma Giana dice molto di più. Avere CCNL automaticamente esigibile ha un solo significato: cancellazione di tutti i contratti aziendali. Gli “aumenti retributivi”, non dovranno essere in soldi “freschi” (si fa per dire) in busta paga, ma attraverso il welfare aziendale cioè direttamente nei fondi pensione e di assistenza integrativa (anche per i non iscritti volontariamente) gestiti da padroni e Sindacati (da bravi soci in affari), sul modello del Contratto dei Metalmeccanici.
Senza dimenticare i “flexible benefit”, buoni acquisto al posto di parte del salario, con i quali le aziende avranno anche ritorni economici.

Gli fanno eco Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl, Orsa e Fast-Confsal che, rispolverando il Contratto unico della Mobilità (Ferrovieri /Autoferrotranvieri), nel documento sulle linee guida per il rinnovo del CCNL (scaduto il 31/12/17), disegnano un modello contrattuale che dovrà servire ad accompagnare i processi di liberalizzazione, alla rivisitazione dei parametri retributivi (l’ultima volta che hanno messo mano ai livelli sono nati i salari d’ingresso al par.138/140), a disciplinare i doveri, le sanzioni e l’orario di lavoro.
Il tutto per “garantire” sostenibilità ed efficienza delle aziende e dei servizi… Con buona pace del salario, della sicurezza del e sul lavoro, della salute (sic!).
Ma è su welfare aziendale che si gioca la partita. Milioni di euro dei lavoratori su cui confederali ed autonomi non vedono l’ora di mettere le mani, speculando sui salari, sulla salute e sulle pensioni dei lavoratori di concerto con i padroni.
Occorre riaprire una nuova stagione di lotte contro lo smantellamento della sanità e della pensione pubblica a vantaggio dei fondi pensione; che combatta l’arroganza dei manager/imprenditori dei soldi altrui e dei loro lacchè; che mantenga il trasporto saldamente in mani pubbliche, finanziato dalla fiscalità generale, tutelando l’occupazione con la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro. Un contratto per i lavoratori (non per i padroni) con aumenti salariali dignitosi, tutele e garanzie per il futuro.

Arrigo Giana, da poco tornato in ATM come D.G., recentemente nominato presidente di Agens (l’associazione datoriale di FS, BusItalia, Autoguidovie e ATM Milano), dalle pagine del sole 24 ore del 18/02/18, mostra di che pasta è fatto:
“le Gare sono un’opportunità per far crescere l’efficienza del TPL…” “..la gara… è un mezzo per selezionare i migliori operatori in grado di offrire il miglior servizio…”
“…serve un contratto nazionale… che garantisca ampi recuperi di produttività…”
“…in un settore in cui il 60% dei costi è rappresentato dal personale…” “…bisogna avere un contratto immediatamente esigibile senza dover ritrattare tutto a livello locale...” “… gli impegni presi devono essere automaticamente applicati e non ricontrattati in azienda…”

Milano, 28 febbraio 2018

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