SCIOPERO DEI LAVORATORI ALITALIA E DELL’INTERO COMPARTO AEREO-AEROPORTUALE-INDOTTO PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA REGIONE LAZIO DALLE ORE 10,00 - VIA DELLA PISANA 1301  (IN CONCOMITANZA CON IL CONVEGNO SUL TRASPORTO AEREO ORGANIZZATO DAL M5S)
 
Domani il Trasporto Aereo italiano (...e non solo!) si ferma. L’intero comparto aereo-aeroportuale-indoto sarà attraversato da numerose iniziative di lotta. Il denominatore delle mobilitazioni è comune: contro la paradossale e, sono troppi anni che la categoria è costretta a dover fare i conti con lo sfruttamento, la precarietà, i licenziamenti, i tagli salariali, il peggioramento normativo e l’erosione delle tutele sulla sicurezza e sulla salute, nonostante costante crescita industriale del settore.
Lo sciopero dei lavoratori Ryanair è un fatto nuovo ed importantissimo.
Finalmente si sta
sgretolando il muro di omertà che ha nascosto da anni gli abusi e le prevaricazioni subite dai lavoratori delle compagnie aeree a basso-costo/alto sfruttamento, quale principale elemento di concorrenza alla base dell’enorme espansione e sviluppo delle stesse low-cost.
Dopo i circa 300 mila passeggeri lasciati a terra solo in Italia quest’estate da Ryanair, vengono a galla anche l’arroganza e la brutalità su cui poggia l’espansione del fenomeno industriale e commerciale rappresentato dalle low-cost. E’ emblematico che tutto diventi palese nel momento in cui i lavoratori provano ad alzare la testa: le minacce contro chi vuole mobilitarsi, sono solo la punta di un iceberg minaccioso che si muove contro l’intero mondo del lavoro.
Le istituzioni nazionali conoscono da anni tale situazione.
Anche il Ministro Calenda, il Ministro Delrio e il Ministro Poletti sapevano da tempo quali fossero le condizioni di lavoro dei dipendenti Ryanair ma finchè hanno potuto voltarsi dall’altra parte lo hanno fatto. Ipocrite sono oggi le loro lacrime in difesa del diritto di sciopero, soprattutto dopo mesi che bombardano i lavoratori Alitalia per non aver accettato licenziamenti e tagli.

La sentenza della Corte Europea che ha affermato la titolarità dei tribunali del lavoro nazionali per dirimere le controversi dei dipendenti della Ryanair ha segnato il punto di svolta che ha innescato l’effetto domino a cui oggi assistiamo. Non è certo merito della poltica italiana che si è letteralmente prostrata alle ragioni del profitto e dello sfruttamento dei vettori low-cost, spianando loro la strada per facilitarne l’espanzione espansione e la crescita nel mercato italiano, a danno anche della ex-Compagnia di Bandiera.
E’ evidente che tutto questo si è innescato dopo che Ryanair ha provato, candidandosi a acquistare Air Berlin, a mettere il piede nel mercato del trasporto aereo tedesco: in Italia è possibile fare ciò che si vuole ma non lo è nei paesi di serie A di quest’europa.
In tale ottica assume una importanza fondamentale anche lo sciopero dei lavoratori Alitalia di domani. Le lotte dei lavoratori del settore aereo-aeroportuale-indotto, finalmente, si intrecciano e già questo è un fatto da non sottovalutare.
Lo sciopero dei lavoratori Alitalia di domani tenterà di rompere il muro di silenzio che sta calando sulla delicata vertenza dei dipendenti AZ che, oggi come ieri, a dispetto degli accordi della miseria sottoscritti dalle altre OO.SS., tentano di difendere un bene collettivo, nell’interesse dei lavoratori, dei cittadini e del Paese.
ANCHE I LAVORATORI DEGLI AEROPORTI DI LINATE, MALPENSA, DI FIUMICINO E DI ALTRI AEROPORTI ITALIANI, DOMANI INCROCERANNO LE BRACCIA per difendersi da una aggressione padronale che continua da anni e che punta sprofondare ancora più in basso le condizioni di lavoro.
A tale proposito è centrale la lotta alle cooperative dei lavoratori degli aeroporti lombardi che domani faranno sentire la loro voce.
UNITI SI VINCE! – FERMIAMOLI!
Roma 12.12.2017
Cub trasporti - AirCrewCommittee

 
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