IL BANDO PUNTA A FAVORIRE LO SPEZZATINO: SCIOPERO GENERALE 27 OTTOBRE - Si avvicina la scadenza del 16.10.20176, data entro cui le “concorrenti” che vogliono mettere le mani su quanto resta di Alitalia-Sai dovrebbero presentare le proposte vincolanti, così come voluto dal Governo Gentiloni-Calenda-Delrio-Poletti dopo il fallimento dell’operazione Renzi-Etihad.

IN TANTI PUNTANO ALLO SMEMBRAMENTO DI ALITALIA
A quanto pare, però, nessuno si candida a rilevare “integralmente” quanto resta della ex-Compagnia di Bandiera, dopo la fallimentare privatizzazione del 2009 e il “tonfo” della gestione Etihad.
Le eventuali proposte, nel caso non venisse ulteriormente derogata la scadenza dal Mise, riguarderebbero il lotto “Aviation” e quello “Handling”, ipotecando l’integrità dell’Alitalia.
SI PROGRAMMANO ALTRI LICENZIAMENTI E TAGLI
Ma i problemi non si limitano allo spezzatino: i partecipanti alla “gara” vorrebbero imporre drastici ridimensionamenti agli organici e stravolgere gli attuali assetti aziendali, in alcuni casi pretendendo una discontinuità (ovvero il fallimento!) di Alitalia, pur di azzerare l’attuale assetto aziendale.
IN BALLO CI SONO PESANTI SACRIFICI E MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI.
AIR BERLIN: UN ESEMPIO PERICOLOSO
L’epilogo della vicenda di Air Berlin rappresenta un vero e proprio monito: Lufthansa (...una delle più “prestigiose” pretendenti di Alitalia!) si aggiudica la maggioranza della flotta ma lascia a casa 5000 dipendenti su 8000, una mattanza che ricorda quanto successo in AZ nel 2008 e che NON PUÒ RIPETERSI ANCORA UNA VOLTA NELLA EX-COMPAGNIA DI BANDIERA ITALIANA.
RINVIATA LA SCADENZA DEL PRESTITO PUBBLICO AD ALITALIA: PRENDONO TEMPO MA DA SUBITO PREPARANO LO SCEMPIO
Probabilmente il Governo, che ha già prolungato la scadenza del prestito oneroso di 600 mln ad Alitalia, fino a ieri prevista per il 2.11.2017, e aumentato l’importo di 300 mln, si appresta ad “allungare il brodo”, rimandando a dopo le elezioni il progetto di liquidazione di Alitalia MA GETTANDO DA SUBITO LE “FONDAMENTA” DI QUANTO PREPARA A DANNO DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI (i Commissari hanno già definito, nel silenzio generale, 1800 esuberi!)
LA CRISI DEL MODELLO LOW-COST IMPONE UN CAMBIO DI ROTTA
La crisi del modello low-cost, con ciò che è venuto alla luce in Ryanair con oltre 700 mila PASSEGGERI COINVOLTI NELLE CANCELLAZIONI DEI 20.000 VOLI, nonché con il fallimento (...notte tempo!) di Monarch e l’impatto determinatosi per oltre 150 mila passeggeri, impongono un ripensamento delle politiche di gestione del Trasporto Aereo italiano.
E’ doverosa una profonda revisione che metta in discussione la “profezia” del Commissario Europeo dei Trasporti. De Palacio, che nel 2000 dichiarò che sarebbero restati solo 3 o 4 vettori globali in Europa e che le restanti aviolinee (compresa Alitalia!) avrebbero svolto ruoli ancillari alle “grandi”. Un diktat dell’Europa che non può essere subito dal nostro Paese: nelle condizioni date non è certo Lufthansa o i fondi speculativi americani che garantiranno il controllo dei flussi turistici da/per il nostro Paese.

NAZIONALIZZAZIONE UNICA SOLUZIONE: I SOLDI CI SONO E NON SI POSSONO RISERVARE ALLE BANCHE E AGLI SGRAVI PER LE AZIENDE
Una alternativa esiste ed è doverosa: NAZIONALIZZARE ALITALIA E GARANTIRLE IL CONTROLLO DEL RICCO MERCATO DEL TRASPORTO AEREO ITALIANO (...un volano per il turismo!), nell’interesse dei cittadini, del Paese e dei lavoratori.
E’ inaccettabile che lo Stato non intervenga in Alitalia, dopo aver accantonato e speso complessivamEnte 80 MLD per garantire 3-4 anni di sgravi fiscali e contributivi alle aziende che da tempo non investono un euro dei loro profitti nello sviluppo, nonchè altri 20 MLD per le banche che hanno speculato sulla testa dei risparmiatori e favorito “gli amici degli amici”.
E’ fastidiosa e falsa la dichiarazione del Governo in merito agli ipotetici 8 MLD pubblici spesi in 20 anni per Alitalia (...e’ uno studio di mediobanca!), visto che, giustamente, pur di tutelare e rilanciare il sistema ferroviario italiano, i Governi hanno investito oltre 10 MLD l’anno dal 1994 al 2014 e almeno altri 8 MLD negli ultimi 3 anni: anche il trasporto aereo è un assett strategico e deve essere rilanciato.
ISTITUZIONI E CGILCISLUILUGL RESTANO IN SILENZIO ED IMMOBILI

Assordante il silenzio delle istituzioni nazionali e locali (ad es. il Presidente della Regione Lazio Zingaretti), oltre che di CgilCislUilUgl.
UNA INDECENTE “FOGLIA DI FICO”: EVIDENTI LE LORO RESPONSABILITÀ
Pur di voler far espiare alla categoria lo schiaffo ai firmatari dell’Accordo del 14.4.2017 al MISE e la conseguente bocciatura del fallimentare Piano di Cramer Ball, sindacati ed istituzioni restano immobili ed in silenzio: SPERANO CHE “COLPEVOLIZZANDO” LA SCELTA DEI LAVORATORI CHE HANNO VOTATO “NO”, RIESCANO A FARLA FRANCA E A NASCONDERE LE LORO COMPLICITÀ.
Tutti però ormai sanno che istituzioni e CgilCislUil Ugl dichiarano il falso in merito alle conseguenze del Referendum, PUR DI NASCONDERE CHE SI STA ATTUANDO QUELLO CHE HANNO AVALLATO PER ANNI E CHE GIÀ ERA IN PROGRAMMA DA TEMPO MA CHE I LAVORATORI HANNO GIUSTAMENTE RESPINTO CON FORZA E DETERMINAZIONE.
SCONCERTANTE IL RITORNO DI ETIHAD IN ALITALIA
Inoltre sembrerebbe che si stia concretizzando il RISCHIO DI UN RITORNO DI ETIHAD alla cloche di Alitalia, seppur in cordata con Lufthansa (…autodefinitasi “buona” pur pretendendo un salatissimo prezzo sociale ed industriale!): una ipotesi assurda che premia chi ha fallito il rilancio della ex-Compagnia di Bandiera e che METTE A NUDO quali siano i “giochi” che si sono architettati sulle spalle dei lavoratori.
E’ URGENTE UNA RISPOSTA DETERMINATA DELLA CATEGORIA
IL 27.10.2017 È IN PROGRAMMA LO SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE DELLA CUB: una occasione in cui anche la nostra categoria, senza tentennamenti, potrà “far esplodere” la netta contrarietà ai disegni di Calenda&Soci, mettendo in discussione le politiche di precarizzazione e impoverimento dei lavoratori, il peggioramento delle condizioni di lavoro, le limitazioni al diritto di sciopero e rappresentanza (...favorite dall’Accordo del 10.1.2014 firmato da CgilCislUil e da altre OO.SS. di base ed autonome), attuate in tutto il mondo del lavoro e che “spadroneggiano” nel nostro comparto.
ENORME LO SFRUTTAMENTO NEL COMPARTO AEREO-AEROPORTUALE-INDOTTO
Se quanto sta accadendo in Alitalia è emblematico, è altrettanto significativo ciò che succede a Linate e Malpensa, ove continua la lotta degli aeroportuali milanesi contro l’ingresso delle cooperative nell’handling passeggeri e contro il proliferare delle cooperative, molto spesso false, nel settore merci.
Nè è meno importante la lotta dei lavoratori aeroportuali di Firenze contro la privatizzazione e lo terziarizzazione delle attività, tantomeno la conflittualità che si sta determinando in numerosi aeroporti italiani, divenuti ambito di sperimentazione di precarietà e sfruttamento.
UNA LOTTA CHE NON DEVE FERMARSI
Anche nei giorni successivi al 27.10.2017 sono state indette altre iniziative di lotta, vedi lo Sciopero Generale di Usb del 10.11.2017: non è il momento per la categoria di restare in silenzio e a guardare, è urgente un impegno straordinario e continuativo della categoria.
NON DELEGHIAMO LA DIFESA DEL FUTURO: FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE
E’ ora di prendere parola e di ritrovare l’unità non solo dei lavoratori Alitalia ma con i colleghi aeroportuali e con quelli dell’indotto: l’immensa richezza del trasporto aereo italiano è un bene collettivo.

SCIOPERO GENERALE 27 OTTOBRE 2017

14 OTTOBRE 2017
CUB TRASPORTI-AIRCREWCOMMITTEE

Share this post
FaceBook