ASL RM D, SPRESAL, A.R.P.A. LAZIO E ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ: NESSUNO ESCLUDE I RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI E DEI PASSEGGERI AL T3

Ma le analisi devono essere ripetute ed estese in altre aree del T3 per indagare anche su altri inquinanti finora non verificati!


Per lo Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), però, le mascherine ed i turni dimezzati al Terminal 3 “sarebbero ragionevolmente sufficienti a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, sempre che i dispositivi siano scrupolosamente utilizzati e le rotazioni del personale rispettate nelle modalità definite” (vedi comunicato AdR diramato in serata del 31.5.2015): una dichiarazione insufficiente e assolutamente ingiustificata senza i necessari riscontri delle analisi che possano far luce sugli effettivi inquinanti presenti.

Nel frattempo aumenta (ben 219 al 22.5.2015 e oltre 250 ad oggi!) il numero dei lavoratori che sono ricorsi al Pronto Soccorso dell’aeroporto di Fiumicino e ad altre strutture sanitarie, mentre sono allarmanti le notizie in merito ad alcuni referti sanitari rilasciati a coloro che hanno prestato servizio al T3, al Molo C e nelle aree adiacenti a quelle incendiate.

CUB ed USB, come peraltro già fatto il 12.5.2015 in Prefettura, hanno ribadito la richiesta di chiudere il T3 e di procedere ad una bonifica delle aree in questione.

ORMAI È CHIARA LA STRATEGIA DELLE ISTITUZIONI:
AD UN MESE DALL’INCENDIO E DOPO CHE CENTINAIA DI LAVORATORI E NUMEROSI PASSEGGERI HANNO ACCUSATO MALORI E DISAGI, TUTTI DECIDONO DI NON DECIDERE PUR DI NON METTERE IN DISCUSSIONE PROFITTI E BUSINESS DEGLI INVESTITORI  SULLA PELLE DEI LAVORATORI.

IL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITÀ

Magistrale lo scaricabarile in atto da parte di coloro che potrebbero e dovrebbero intervenire ordinando la chiusura del T3 e del Molo C per garantire che i lavoratori in servizio non continuino ad essere esposti ad alcun rischio. Paradossale il silenzio e la mancanza di un pronunciamento chiaro ed inequivocabile di tutti i soggetti coinvolti su quanto successo fin dalla frettolosa riapertura del T3 senza che venissero certificate diverse e dannosissime sostanze.

Nella giornata di ieri, oltre alla Prefettura, in molti sono intervenuti sulla vicenda del rogo di Fco:

la Regione Lazio che ha convocato Cub ed Usb in ritardo e successivamente alle altre OO.SS. del settore per annunciare solo l’avvio di un intervento di sorveglianza sanitaria ma senza dire una parola su quanto sta succedendo alla salute dei lavoratori ed evitando di esprimersi sulla opportunità di chiudere, come richiesto solo dalle stesse Cub e Usb, le aree in questione all’Aeroporto di Fiumicino. In tale incontro Cub e Usb hanno sollecitato la Regione a coordinare il piano di bonifica del T3 e a monitorare la situazione per evitare le ricadute occupazionali;

il Consiglio Comunale di Fiumicino a cui, nonostante l’invito del Sindaco Montino, AdR non si è presentata pur di non rilasciare alcuna dichiarazione e  Asl e Arpa si sono limitate a riferire quanto fatto finora e che saranno necessarie ulteriori verifiche sulla salubrità degli ambienti di lavoro;

la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati che, stando alle dichiarazioni giornalistiche di questa mattina e a meno di verifiche ulteriori, si è limitata ad ascoltare ( meno del M5S che ha effettuato diverse puntualizzazioni!) le dichiarazioni del Presidente Enac, Vito Riggio, il quale, dopo aver censito solo “20 casi gravi” (vedi Messaggero del 26.5.2015) tra i lavoratori coinvolti nelle attività dopo il rogo di Fiumicino, sembra aver sollecitato la riapertura del Molo D sequestrato dalla magistratura il 25.5.2015.

LA REGIA DEL GOVERNO E DEL MINISTERO DEI TRASPORTI

Eppure una parola chiara sarebbero in tanti a doverla pronunciare ma, evidentemente, dal Governo arrivano indicazioni e suggerimenti a rimandare qualsiasi intervento: prima o poi la situazione, costi quel che costi, dovrà normalizzarsi, anche grazie al filtraggio dell’aria effettuato dai polmoni di chi è rimasto in servizio dall’8.5.2015 al T3, come riferisce la Prof.ssa Antonietta Gatti nell’autorevole articolo pubblicato sul sito di “La Stampa” (http://www.lastampa.it/Blogs/nanopatologie).

VERGOGNA!

La CUB e l’USB, hanno posto numerosi quesiti ai responsabili della Asl, Arpa, Spresal e dell’Istituto Superiore di Sanità ma sostanzialmente TUTTI si sono dichiarati impossibilitati a pronunciarsi prima del 15.6.2015, ovvero all’esito degli esami di approfondimento avviate.

Eppure il riscontro della diossina e delle polveri sottili (quelle indagate sono solo una parte!) sarebbero già sufficienti a destare preoccupazione: se si applicasse il criterio di precauzione previsto dal D. Lgs 81/2008 non ci sarebbe alcun dubbio sul da farsi e sulla necessità di chiudere il T3 e il Molo C ed avviare la bonifica delle aree in questione.

Paradossale e fuori luogo è apparso in Prefettura l’accanimento della rappresentante territoriale della Filt-Cgil, che, pur di sottolineare l’inopportunità della informazione effettuata da CUB ed USB in questi giorni, si è avventurata in affermazioni a dir poco irresponsabili sulla liceità che i lavoratori possano prestare servizio in aree a rischio: una interpretazione assolutamente singolare del D. Lgs. 81/2008 ma sicuramente plaudita dalle controparti datoriali. A tal proposito l’improbabile sindacalista della Filt-Cgil si è poi distinta nell’accusa ad USB e CUB, di allarmare la categoria per poi specificare: “i lavoratori li farete morire di paura”. Purtroppo di CISL, UIL, UGL, possiamo solo continuare a denunciare un drammatico ma soprattutto un colpevole ed inammissibile immobilismo.

La CUB ed USB, prendendo atto che nessuna istituzione presente, ASL, SPRESAL, Istituto Superiore di Sanità, si è assunta la responsabilità à di dichiarare che i lavoratori non corrono rischi per la salute hanno ribadito la richiesta di chiusura del Terminal 3 e di poter esentare dalla permanenza nelle arre in questione tutti i gli addetti in servizio e non solo gli agenti delle forze dell’ordine il cui medico competente ha ritenuto l’area a serio rischio.

La Cub e l’Usb nelle prossime ore decideranno insieme ai lavoratori le ulteriori iniziative da intraprendere e presto comunicheranno la data e l’orario di una:

ASSEMBLEA PUBBLICA ALLA PRESENZA DI ESPERTI IN CUI DISCUTERE DELLA SITUAZIONE DETERMINATASI E DELLE INIZIATIVE LEGALI E SINDACALI DA INTRAPRENDERE


Fiumicino 4 giugno 2015

 

Cub Trasporti/FLAICA CUB

e USB Lavoro Privato

 

 

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