Sindacati e RSU firmano l’introduzione dell’App B-SAFE.  I lavoratori in situazioni operative isolate dovranno attivarla e tenere il telefono cellulare appiccicato al corpo.


Il 12 dicembre scorso le OO.SS. Slc, Fistel, Uilcom, Ugl e buona parte delle RSU del coordinamento nazionale (firmatarie quelle di Slc, con alcune eccezioni, di Fistel, di Uilcom, di Ugl e di Cobas; contrarie quelle di Snater e Cisal) hanno sottoscritto l’accordo che legittima l’azienda TIM ad installare e far usare la APP B-Safe sui telefoni cellulari di servizio.
Al momento solo per i lavoratori tecnici on field, ma è prevista l’estensione ad altri lavoratori TIM che possono trovarsi in situazioni lavorative di “solitudine”.
Se il fine può essere nobile – la maggior tutela della salute e sicurezza del lavoratore – l’applicazione pratica lo è un po’ meno…..
1) Il lavoratore è obbligato dall’accordo ad attivare l’APP -facoltativa solo per i primi 6 mesi “sperimentali di rodaggio” -se non lo fa’ (com’è possibile anche per semplice dimenticanza) può rischiare una contestazione disciplinare (?!). Infatti, l’accordo esclude la contestazione disciplinare solo per quanto riguarda i dati di localizzazione, e non per quanto riguarda l’attivazione dell’APP.
2) In quanto obbligo legato alla salute e sicurezza, se il lavoratore “non osserva le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti ai fini delle protezione collettiva ed individuale” potrebbe anche arrivare a rischiare una sanzione penale, con l’arresto fino ad 1 mese o un’ammenda da 245,70 a 737,10 euro, ai sensi del D.Lgs n. 81/2008.
3) L’accordo prevede – tra l'altro -l'obbligo di attivazione della APP in tutti i locale aziendali “in assenza di altro personale”, cioè in una buona parte dell'orario di servizio.
4) L’accordo prevede che il cellulare debba essere portato “addosso” ovvero a contatto con il corpo, aumentando così i rischi per la salute dovuti alla maggior esposizione ai campi
elettromagnetici (potenziali cancerogeni per l’OMS). Le raccomandazioni di cautela suggeriscono di tenere il telefono cellulare non acontatto con il corpo, ma almeno ad alcuni centimetridi distanza.
5) Attivazione della APP, disattivazione, segnalazione di trovarsi in zona non coperta e per quanto tempo, tacitazione della segnalazione d'allarme, sono tutte una serie di operatività che possono provocare un aumento dello stress.
Se l’azienda vuol tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori TIM ben vengano altre azioni, più importanti ed efficaci di una “APP per la solitudine” che potrebbe/dovrebbe attuare:
-garantire luoghi di lavoro sani e salubri, con adeguate temperature estive/invernali attraverso
apposita impiantistica funzionante;
-dotare i lavoratori di automezzi adeguati e ben mantenuti;
-dotare i lavoratori di vestiario/strumenti/apparati e DPI adeguati e mantenuti a dovere;
-prevedere sempre la 2a unità in caso di lavori in aree isolate-difficili o per attività complesse;
-eliminare i sistemi di incentivazione che spingono ad accelerare i tempi di lavorazione.

Non comprendiamo francamente i motivi che hanno spinto i firmatari ad usare la penna!
Ma per implementare questa App manca un passaggio: è stata fatta un’attenta valutazione
dei rischi connessi? Sono stati coinvolti i rappresentanti alla sicurezza (RLS)? in mancanza il suo uso è di dubbia legittimità! Sul DVR c’è solo un accenno di futura introduzione.

QUESTO ACCORDO DEVE ESSERE FATTO VOTARE DAI LAVORATORI!
NON E’ CHE ALCUNI ACCORDI SI FANNO VOTARE ED ALTRI NO!

dicembre 2019
FLMU-CUB TIM


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