TOCCA AI PADRONI DI CASA GARANTIRE OCCUPAZIONE E SALUTE!

ArcelorMittal ha comunicato la sua intenzione di restituire l’ex Ilva di Taranto allo Stato entro 30 giorni e la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite nel 2018.


Nel gioco dell’oca iniziato anni fa si torna al punto di partenza. ArcelorMittal, prima affitta la capacità produttiva dell’ilva togliendola alla concorrenza, poi dentro una crisi del settore, si riposiziona per portare a casa comunque un risultato abbandonando l’area a caldo o tutta l’azienda.
I guasti prodotti dalla logica imperante delle privatizzazioni degli ultimi 40 anni diventano sempre più evidenti e inaccettabili.
Si son perse ormai tutte le tracce di politica industriale utile al paese, ai territori e ai lavoratori e i padroni dettano le condizioni ai governi ricattando i lavoratori sul terreno del diritto al lavoro.

Ci hanno spiegato che i padroni nostrani e internazionali avrebbero risolto meglio le problematiche industriali del paese; ora invece diventa sempre più evidente che ciò che li anima è un’altra cosa. Profitti, solo e sempre profitti sono i loro obbiettivi tutto il resto sono chiacchiere e basta una lettera per dire che ci si disimpegna senza motivazioni o adducendone di provocatorie quali la richiesta di immunità penale.
In ordine di tempo, quello di ArcelorMittal è solo l’ultimo tentativo di addossare ad altri la responsabilità per nascondere le proprie.
Poco prima c’era stata la Fiat emigrata in olanda e Inghilterra, poi negli Usa e ora venduta a Psa, poi la Wirpool a Napoli e altre ancora. Dopo la ritirata dei padroni nostrani, c’è stato lo shopping delle multinazionali e poi la loro fuga se i profitti non arrivano alla misura stabilita.

Per favore risparmiateci le scene di panico! Tutti negli anni hanno fatto finta di non vedere lo stato vero dell’Ilva ed hanno condiviso le scelte che hanno portato l’azienda allo stato attuale.

Evitiamo che nel panico i lavoratori paghino altri prezzi oltre a quelli già pagati.

Niente panico! Chi deve gestire l’ilva c’è ancora e l’aveva solamente affittata. A loro vanno richiesti investimenti per nuove tecnologie per garantire occupazione, salute e ambiente! Non abbiamo governi amici ma mantenere la produzione di acciaio in Italia, garantire l’occupazione e sanare l’ambiente dentro e fuori la fabbrica diventa lo stesso possibile costruendo un adeguato rapporto di forza coinvolgendo lavoratori e cittadini e un alto livello di conflitto.

Arcelormittal vada pure! Ma organizziamoci per risolvere i nostri problemi!

Milano, 5 11 2019


CUB - Confederazione Unitaria di Base
Milano, V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.cub.it

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