Questa notte si è verificato l’ennesimo incidente mortale sul lavoro.

A perdere la vita nel reparto presse dello stabilimento di Piedimonte San Germano un operaio di 40 anni rimasto schiacciato, pare, da un grosso stampo anche se ancora è da chiarire la dinamica dell’incidente.
La cadenza quasi giornaliera delle morti sul lavoro è diventata ormai una vera emergenza e a nulla serve piangere lacrime di coccodrillo se poi non si interviene pesantemente nei confronti di chi è preposto alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La corsa al profitto, evidentemente, non si sposa con la sicurezza; per fermare questa sequela di morti bianche bisogna intervenire immediatamente, l’obiettivo deve essere zero incidenti nei luoghi di lavoro.

Esprimiamo la nostra vicinanza e le nostre condoglianze alla famiglia del giovane lavoratore padre di 2 bambine 

La FLMU-CUB ha dichiarato 8 ore di sciopero per ciascun turno di lavoro nelle giornate 1 e 2 ottobre 2019.

Piedimonte S. Germano, 01 ottobre 2019

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

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La morte del collega operaio Fabrizio  ci coinvolge tutti.

La morte del collega operaio Fabrizio coinvolge tutti gli operai della FCA di Cassino. Chi lavora in fabbrica conosce le pressioni alle quali viene sottoposto ogni giorno, conosce i carichi di lavoro, le saturazioni, i ritmi produttivi e l’insufficienza (e, in un alcuni casi, la totale assenza) delle pause di recupero, e sa che il rispetto delle norme sulla sicurezza sono considerati dai capi come d’intralcio alla velocità della produzione che viene impostata quotidianamente.
La costante e continua diminuzione degli operai, dovuta prevalentemente ai pensionamenti in corso, e il mancato turn over, ha determinato un livello di sfruttamento talmente spinto da costringere gli operai a cicli massacranti e, appunto, non compatibili con il rispetto delle norme di sicurezza.

Dire “l’avevamo detto”, in questo caso, non serve a niente: perlomeno non serve a restituire la vita a chi l’ha persa.
Nonostante ciò noi della FLMU CUB “continueremo a dirlo”: continueremo a ripetere che le norme di sicurezza non possono essere subordinate alla velocità della produzione, al profitto e ai meri interessi datoriali. Le norme di sicurezza non possono e non devono essere subordinate agli ordini di un caposquadra o a una qualsiasi esigenza della produzione, e per noi operai questo dovrebbe essere un principio imprescindibile.

Gli operai che lavorano in fabbrica non hanno bisogno della conclusione delle indagini della magistratura per trarre le proprie conclusioni.

La morte di Fabrizio è legata ai nuovi sistemi di produzione implementati in FCA dal 2011 ad oggi che non consentono neanche di respirare, e alla responsabilità di chi ha concordato, avallato e sottoscritto le nuove metriche delle saturazioni e la cancellazione delle pause.
Le attuali saturazioni, la nuova organizzazione del lavoro e il mancato turn over hanno reso il lavoro in fabbrica INUMANO, al punto che le patologie legate ai ritmi di lavoro sono ormai all’ordine del giorno.

Non ci associamo al cordoglio espresso davanti alle telecamere dai “sindacalisti di professione” questa mattina fuori i cancelli della fabbrica.
Le lacrime di coccodrillo dei corresponsabili degli accordi sulle nuove lavorazioni, che nelle loro dichiarazioni non hanno neanche avuto il coraggio di mettere in discussione la responsabilità del padrone, rappresentano la beffa dopo la tragedia.
Il fatto stesso che in fabbrica “è vietato scioperare” per la sicurezza, perché il contratto nazionale da loro sottoscritto lo prevede, rappresenta il massimo dell’asservimento e della dedizione reverenziale al padrone che non ha eguali nella storia del sindacalismo italiano.

Ai familiari di Fabrizio giunga il vero e sentito cordoglio dalle operaie e operai della FLMU CUB di Cassino


Piedimonte S.G., 01/10/2019
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