da la gazzetta del Mezzogiorno.it: L'iniziativa è promossa dalla FlmuCub di Taranto: «non ci sono le condizioni minime di sicurezza nello stabilimento ex Ilva, bisogna chiudere la fonti inquinanti e garantire l’occupazione, i salari, il diritto alla vita, le bonifiche e la tutela dell’ambiente»



TARANTO - «Una giornata di lotta con sciopero il 27 settembre per tutto il personale ArcelorMittal di Taranto esteso a tutte le categorie nella provincia con presidio davanti alle portinerie del siderurgico».
E' l'iniziativa di mobilitazione promossa dalla FlmuCub di Taranto, secondo la quale «non ci sono le condizioni minime di sicurezza nello stabilimento ex Ilva, bisogna chiudere la fonti inquinanti e garantire l’occupazione, i salari, il diritto alla vita, le bonifiche e la tutela dell’ambiente».


La Federazione lavoratori metalmeccanici uniti, che ha indetto quattro assemblee pubbliche di preparazione allo sciopero per il 3, 10, 17 e 24 settembre (in piazza della Vittoria, con inizio alle 18.30), attacca le altre organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo del 6 settembre 2018.
Chi «inneggiava a quell'accordo» oggi denuncia «senza promuovere una vera lotta, la mancanza - si evidenzia - di condizioni di sicurezza sul lavoro, le precarie condizioni del posto di lavoro, un forte utilizzo della cassa integrazione, le continue emissioni di veleni provenienti dal siderurgico che si riversano sui quartieri adiacenti lo stabilimento».


I sindacati «nello stesso tempo si agitano - conclude la FlmuCub - quando la procura chiede di spegnere l’altoforno 2 in ragione della mancata applicazione di alcune prescrizioni in materia di salute e sicurezza e auspicano che il governo prossimo conceda l'immunità penale e amministrativa ai vertici ArcelorMittal. I lavoratori possono mettere fine a tutte queste sceneggiate, basta volerlo. Bisogna passare dalle parole ai fatti».

Da "lagazzettadelmezzogiorno.it"

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