SECONDO LA CUB GOVERNO E SINDACATI CONFEDERALI SI SONO PRESTATI AL GIOCO: CON L’ACCORDO DEL 2 AGOSTO STATO E LAVORATORI PAGANO ALCUNE CENTINAIA DI ASSUNZIONI, A FRONTE DI CIRCA 4.300 USCITE.


Il 2 agosto è stato firmato al Ministero del Lavoro un contratto d’espansione con TIM e le rappresentanze sindacali di Cgil Cisl Uil, che mette in Cassa Integrazione 40.000 lavoratori TIM per 17 mesi al fine di finanziare 600 assunzioni.
La FLMU-CUB, ha – da subito - espresso un giudizio negativo dell’intera vertenza contrariamente alle dichiarazioni trionfali dei vertici sindacali confederali e di alcuni massimi esponenti del Governo.
TIM e sindacati confederali nel giugno del 2018 avevano stabilito di applicare il terzo ed ultimo anno disponibile di Solidarietà Difensiva terminata – appunto – lo scorso maggio, per finanziare circa 4.300 uscite di lavoratori in prepensionamento per gli anni 2019-2020.
Il Governo con un emendamento al Decreto Crescita introduce i Contratti d’Espansione – per le grandi aziende sopra i 1.000 dipendenti - approvati il 28 giugno, e pubblicati in gazzetta il 1 luglio.
Il testo di legge prevede a carico dello Stato l'integrazione salariale con un massimale complessivo di spesa per il 2019 pari a 15,7 milioni di euro, e di 31,8 milioni di euro per il 2020.
Immediatamente - costituito il Coordinamento nazionale delle RSU l’11 luglio - TIM convoca in data 12 luglio i sindacati e il coordinamento nazionale delle RSU per i giorni 16,17 e 18 luglio.
Gli incontri portano alla stipula di intese sindacali che prevedono il Contratto d’Espansione, con la Cassa Integrazione per circa 40.000 lavoratori TIM, ¾ dei quali con una riduzione oraria per 24 giorni lavoratori e ¼ per 8 giorni lavorativi, sfruttando quasi completamente il tempo massimo previsto dall’emendamento: 17 mesi su un massimo di 18 mesi.
Il 2 agosto il Ministero del Lavoro firma con TIM e le rappresentanze sindacali di Cgil Cisl Uil il Contratto d’Espansione, nel  testo si specificano gli oneri a carico dello Stato per l’integrazione salariale in 14 milioni e 900 mila euro per il 2019 e 31 milioni e 700 mila euro per il 2020.
Vale a dire il primo Contratto d’Espansione firmato – in assoluto - nella Repubblica esaurisce quasi i fondi previsti: 46 milioni e 600 mila euro su un massimale stanziato di 47 milioni e 500 mila euro !
A questo proposito evidenziamo che nell’accordo raggiunto al Ministero i giorni di riduzione oraria vengono ridotti in numero di 2 per ¾ dei lavoratori coinvolti e in numero di 1 per il restante ¼: molto probabilmente per non sfondare il massimale di spesa previsto dalla legge!
PER LA FLMU-CUB E’ EVIDENTE CHE I CONTRATTI D’ESPANSIONE SONO STATI CREATI AD HOC PER FAVORIRE LE GRANDI AZIENDE, IN PARTICOLARE TIM, E PER APRIRE UN FRONTE NUOVO CON IL QUALE LE ASSUNZIONI LE PAGANO I LAVORATORI E LO STATO!
Oltretutto E' INAMMISSIBILE concedere il Contratto d’Espansione con la cassa integrazione ad un’azienda che il giorno prima della firma al Ministero (1 agosto) ha annunciato 551 milioni di euro di utile di gruppo nei primi 6 mesi del 2019; e che passa - disinvoltamente - con il beneplacito dei Sindacati Confederali e del Governo da esuberi ad assunzioni e viceversa (o contemporaneamente).
Il tutto per realizzare gratis la riduzione di orario di lavoro “fisiologica” di un azienda che ha guadagnato livelli di produttività straordinari negli ultimi decenni: sarebbe doveroso che la realizzasse a salario invariato e invece così riesce a farsi pagare (dallo Stato e dai Lavoratori) le assunzioni, le pensioni anticipate, i super bonus ai dirigenti, le multe e chissà quanto altro!

8 agosto 2019

FLMUniti-CUB TIM
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