Alla PMC Automotive, fabbrica dell'indotto Fca-Sata di Melfi, vanno assunti altri lavoratori.

 


Quando inaugurarono la linea Kuka, dissero che le postazioni di lavoro erano così leggere che poteva farle chiunque.Dissero che anche gli operai con problemi di salute avrebbero potuto svolgere il lavoro sulla linea Kuka. Gli operai con problemi di salute in verità non sono mai stati assegnati sulla linea Kuka e da allora ne sono cambiate di cose. Durante gli anni trascorsi, hanno ridotto gli operai sulle linee, aumentato altri macchinari di lavorazione e i ritmi ed i carichi di lavoro.

Non solo non hanno mai messo operai con ridotte capacità lavorative sulla Kuka ma a quelli che ci lavorano ci si arriva a chiedere anche di effettuare due postazioni contemporaneamente con la pretesa di avere quasi la stessa produzione oraria.
A fondo linea agli operai viene chiesto di svolgere il lavoro su due postazioni e, poiché la cadenza della linea è la stessa e non può essere ridotta l'operaio per svolgere il lavoro su due postazioni e fare la stessa produzione, deve correre o sperare nell'aiuto del conduttore.

Per come sono organizzate le postazioni di lavoro gli operai fanno chilometri ogni giorno, molti accusano problemi agli arti inferiori, non è questo che prevede il WCM.

Ci si lavora con meno operai nonostante i cassoni da riempire sono tanti, per assemblare ancora più pezzi poi si chiede agli operai di recarsi al lavoro anche durante le giornate riposo.  Tanti sono gli operai interinali che si tengono a casa a riposo per quando servono e fa comodo, in uno stato precario da anni, e a chi viene comandato a lavorare con contratti a un mese e anche di meno, si appesantisce il lavoro e si sfrutta sempre di più.

Nello stabilimento ci sono decine di indiretti, è un via vai di elementi che non si capisce bene se siano indispensabili, eppure sono gli operai che vogliono sfruttare sempre di piu.
Dagli operai pretendono una produzione sempre maggiore, il controllo della qualità, le pulizie degli impianti, del posto di lavoro e la rinuncia al riposo, poi da anni neanche la detassazione del premio ci è stata garantita come è successo in FCA-SATA

L’azienda sta esagerando, se vuole maggiore produzione copra tutte le postazioni di lavoro con gli operai e si organizzi diversamente. Quanti lavoratori indiretti si vedono in giro !
Sembra che si potrebbe organizzare un'altra fabbrica!
C’è un limite a tutto, se l'azienda pretenderà anche quest'anno che gli operai debbano rinunciare al meritato riposo con le fantasiose "comandate" sappia che probabilmente diventerà di nuovo inevitabile la risposta e la protesta operaia.

Melfi  - gennaio 2019


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