Nuovo sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento di primario di Portovesme, oggi di proprietà della Sider Alloys Italia spa, in segno di protesta per la decisione della stessa di aver costituito l’associazione dei lavoratori, al fine di controllare la quota delle azioni del 5%.

«La decisione del Governo di destinare ai lavoratori ex Alcoa questa quota di azioni era stata assunta al fine di coinvolgere i lavoratori nel controllo del riavvio e della gestione produttiva dello stabilimento. In questa logica si era assunta la decisione di dare il 20% delle azioni ad Invitalia – si legge in una nota delle segreterie territoriali FIOM-FSM-UILM e CUB -.

Questa proposta fatta dal ministro Calenda fu oggetto di dibattito ma trovò subito il sostegno convinto anche delle organizzazioni sindacali. Alle organizzazioni sindacali era stato lasciato il compito e l’onere di costituire questa Associazione cosa che non abbiamo ancora fatto in quanto i lavoratori ex Alcoa non sono stati ancora assunti in un numero sufficiente da poter garantire una rappresentanza adeguata, anche perchè ad oggi il revampig e la ripresa produttiva non è stata ancora avviata.»

«Anzi, il piano presentato da Sider Alloys il 5 maggio al Mise che era alla base dell’accordo tra il Mise, la Regione Sardegna, Invitalia e le organizzazioni sindacali è stato nel frattempo modificato senza che le parti ne conoscono il nuovo – aggiungono le segreterie territoriali FIOM-FSM-UILM e CUB -. Questa operazione di costituzione dell’associazione è stata effettuata all’insaputa delle parti che hanno sottoscritto l’accordo. L’assemblea ha rimarcato con forza la contrarietà all’atto fatto dall’azienda.

Nel contempo, in assemblea, si è discusso di rafforzare la richiesta già fatta al Ministero del Lavoro al fine di ottenere gli ammortizzatori sociali per i lavoratori che risulteranno scoperti dal mese di dicembre 2018, questo nell’ottica del riavvio del revamping e della produzione dello stabilimento.»

«Inoltre siamo in attesa di conoscere la data dell’incontro in cui la Sideralloy Italia ci dovrà presentare il nuovo piano industriale che al momento non è a conoscenza delle parti, nonostante l’accordo di programma stabilisse che eventuali variazioni al piano dovevano essere comunicate tempestivamente alle parti. Anche questo impegno è stato disatteso, così come è stato disatteso l’Accordo sottoscritto il 7 settembre 2018 presso la confindustria in cui si era concordato che “l’azienda si impegna ad effettuare periodici momenti di comunicazione e informazione” – concludono le segreterie territoriali FIOM-FSM-UILM e CUB - Siamo ancora in attesa di una risposta alle richieste di incontro presentate alla Sider Alloys ed alla G.M.S. il 6 dicembre 2018.»

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