Bene ha fatto il Ministro del Lavoro a convocare tutte le parti interessate, comprese quelle che qualcuno voleva rimanessero fuori perché più combattive.

FLMUniti-Cub: Fermo immediato delle fonti inquinanti accompagnato dalla bonifica dentro e fuori la fabbrica, con il reimpiego dei lavoratori (diretti ed indiretti).

Contrastare ogni azione che contrappone il ricatto occupazionale alla salute e ogni tentativo di dividere gli interessi dei lavoratori e dei cittadini.

 


Chi oggi rivendica il monopolio della rappresentanza, ottenuto con accordi imbastiti con la classe padronale (10 Gennaio 2014 – Testo Unico sulla Rappresentanza), tesi a limitare l’azione sindacale, sono gli stessi che hanno cogestito fino ad oggi la situazione in ILVA, senza alcun reale contrasto alle condizioni disastrose dei lavoratori (diretti e dell’indotto) e del territorio circostante. Sono gli stessi che oggi non sono in grado neanche di garantire l’occupazione sotto ricatto.
Il gioco di contrapporre lavoratori e cittadini è finito!
Nell’incontro odierno, la presentazione di ArcelorMittal delle proposte aggiuntive al piano ambientale si è risolta in promesse generiche: la riduzione delle emissioni di polveri e diossina non prospetta alcuna soluzione definitiva.
Alle domande sulla preoccupazione del permanere delle emissioni tossiche, poste dai Comitati del territorio di Taranto, non è stata data una risposta esauriente.
FIM-FIOM-UILM e USB non hanno incalzato per nulla la dirigenza ArcelorMittal, accontentandosi della sua esposizione, ritenendola un piccolo passo avanti e rivelando la frenesia di arrivare a un accordo, senza una ferma opposizione alle mancate e indispensabili garanzie per la tutela della salute.
La FLMUniti – CUB ha ribadito e contestato alla Direzione ArcelorMittal che le malattie e le morti all’ILVA e sul territorio di Taranto avvengono adesso! Non si può pensare di diminuire il rischio per la salute dei lavoratori e cittadini tra quattro o cinque anni. Non è pensabile che le integrazioni proposte possano essere in realtà soltanto generiche promesse di intervento, riduzione e non eliminazione delle sostanze inquinanti (es.: una diminuzione del 30% di polveri e del 50% della diossina).
I rappresentanti della FLMUniti – CUB hanno obiettato a ArcelorMittal di aver taciuto l’alta presenza di amianto all’interno dello stabilimento e non aver quindi previsto alcun intervento; hanno rilevato l’insufficienza della copertura dei Parchi Minerali, senza bonifica delle falde sottostanti, altamente compromesse.
Sulla richiesta della immediata chiusura delle fonti inquinanti sequestrate dalla Magistratura - ma mantenute attive dai Decreti dei precedenti Governi, da cui tuttora si sprigionano veleni cancerogeni, inalati dai lavoratori e dai cittadini del territorio - ArcelorMittal ha dichiarato di non averla neanche prevista, rivendicando anzi il mantenimento delle immunità penali per il proprio management.
La FLMUniti – CUB ritiene che, per un intervento risolutivo, ci possa solo essere il fermo immediato delle fonti inquinanti accompagnato dalla bonifica dentro e fuori la fabbrica, con il reimpiego dei lavoratori (diretti ed indiretti) che garantisca loro la vera e piena occupazione e un impatto sanitario verso lo ZERO!!
Continueremo a contrastare ogni azione che contrapponga il ricatto occupazionale alla salute e ogni tentativo di dividere gli interessi dei lavoratori e dei cittadini.
Lavoro e salute saranno i punti principali dell’Assemblea in programmazione a Taranto, in preparazione dello sciopero generale del 26 ottobre!

30 luglio 2018

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti
Confederazione Unitaria di Base
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