Giovedi 26 luglio 2018 è accaduto qualcosa di enormemente grave.La fabbrica recuperata Ri-MAFLOW è stata coinvolta ingiustamente in un'indagine su un traffico illecito di rifiuti, che ha portato Massimo Lettieri, presidente della cooperativa, ad essere arrestato.
Siamo di fronte all'ennesimo terribile paradosso del mondo in cui viviamo: un'esperienza che prova in modo solidale e attraverso l'autogestione a ricostruire un lavoro dignitoso proprio attraverso progetti ecologici, di riciclo e riuso, viene assurdamente imputata per questo!

Questo fatto è un attacco frontale a un esempio di autogestione, un riferimento per tantissime esperienze di solidarietà in tutta Italia e nel mondo.


Di seguito il comunicato delle operaie e degli operai che chiediamo di diffondere il più possibile.
Massimo è un nostro compagno, un operaio che ci insegna ogni giorno a lottare per la nostra dignità. È una persona con cui abbiamo condiviso la nostra vita, le lotte, le difficoltà e le gioie, e non possiamo sopportare che resti in prigione un minuto di più per queste ingiuste ed assurde accuse.
Ri-Maflow è l'esperienza che ha ispirato la stessa esistenza di Ri-Make, che ha dimostrato che la solidarietà è uno strumento di forza incredibile e che con essa un altro mondo è possibile già oggi.

Ora c'è bisogno urgente di restituire tutta la solidarietà che abbiamo appreso lavorando e lottando insieme alle operaie e agli operai di Ri-Maflow. 
Giù le mani dall'autogestione, #DifendiamoRiMaflow#LiberiamoMassimo!

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La CUB esprime la sua solidarietà a Massimo Lettieri e a tutti i compagni della RiMaflow di Trezzano sul Naviglio.
Gli operai della Maflow, organizzati con la Flmuniti - CUB, hanno lottato dapprima contro la chiusura dello stabilimento e successivamente contro la delocalizzazione in Polonia.
La cooperativa RiMaflow nasce proprio per dare dignità e reddito a chi ha subito sulla sua pelle le brutalità del neoliberismo. In poco tempo si è trasformata in un punto di riferimento solidale per tutto il territorio circostante. Per tutto questo non abbiamo timore a dire Massimo libero subito!

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TRAFFICO RIFIUTI IN LOMBARDIA. RIMAFLOW E’ NATA PROPRIO PER IL ‘RICICLO PULITO’ CONTRO LE BANDE CRIMINALI !!!!

Tra gli arrestati e i siti sequestrati stamattina dai carabinieri ci sono anche il presidente della cooperativa RiMaflow e il capannone dove si è sperimentato per un periodo il recupero di materia prima da carta da parati.
Con le ditte che ci hanno conferito macchinari e materiali con regolari documenti di trasporto – alcune delle quali figurano tra quelle indagate - non abbiamo nulla a che fare per qualsiasi altra loro attività.


La nostra unica ‘illegalità’ è quella di essere ancora in attesa di un titolo di utilizzo del sito da quando quasi sei anni fa la Maflow ha chiuso licenziando 330 persone e abbandonando la fabbrica. Gli operai si sono ricostruiti un lavoro con una regolare Cooperativa, sono nate molte botteghe artigiane che – insieme – hanno dato vita a un centinaio di posti di lavoro, mentre un business plan è stato preparato con il concorso di varie Università.
La sperimentazione sul riciclo è stata condotta acquisendo materiali (scarti di produzione di carta da parati) da ditte a cui lo restituivamo lavorato (con fatture di lavoro conto terzi) o vendute a ditte con regolari fatture. Non sappiamo l’iter successivo di questi materiali.

La sperimentazione, peraltro onerosa e quindi una perdita per noi, è terminata mesi fa, in attesa di una regolarizzazione del sito ormai in dirittura d’arrivo. Quindi nessuna attività lucrativa da parte della Cooperativa!!!
Nel capannone posto sotto sequestro abbiamo invitato a più riprese molti enti, tra cui Città Metropolitana, AMSA e A2A, con la massima trasparenza rispetto ai nostri progetti.

I lavoratori di RiMaflow non c’entrano con lo smaltimento illecito di rifiuti per cui sono implicati altri soggetti. Massimo Lettieri deve essere rimesso in libertà e deve essergli restituita tutta la dignità per il lavoro che ha sempre fatto per tutti i lavoratori e le lavoratrici e anche per la città di Trezzano sul Naviglio.

Solidarietà è stata espressa stamattina da don Massimo Mapelli di Caritas Milano, da don Franco Colombini parroco di Trezzano, da Marco Cabassi e don Gino Rigoldi che da anni seguono e sostengono attivamente il progetto RiMaflow.

Trezzano, 26 luglio 2018

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video servizio Rimaflow TG3v Lombardia Luglio 2018

 

 

 

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