Oggi per tutti i lavoratori è un giorno di grande amarezza


La sentenza della Cassazione, che ha decretato il definitivo licenziamento dei 5 operai, è l’ultimo affondo ai diritti di espressione, di movimento, di pensiero e di parola. Una ulteriore restrizione alle libertà sindacali che, non a caso, coincide con le repressioni subite dai lavoratori in questi anni nelle fabbriche grazie anche alle leggi che hanno abrogato il reintegro per giusta causa, aumentato il precariato e, conseguentemente, lo sfruttamento.

Ai governi filo padronali si sono aggiunti i sindacati collaborazionisti i quali, con l’accordo interconfederale del 2014, hanno sottoscritto la volontà di abbandonare al proprio destino anche i loro stessi attivisti, che rischiano il licenziamento se non accettano le linee dettate dalle stesse organizzazioni e dalle parti padronali.

Proprio questa settimana per Pomigliano si è aperta la trattativa tra azienda e sindacati sulla richiesta di due anni di cassa integrazione in deroga. Una sconfitta per tutti.
Infatti, ciò conferma il fallimento dei piani industriali esaltati in questi anni dalla Fiat che avrebbero dovuto portare occupazione ed innovazione. Analogamente è palese il fallimento di anni di contratti a perdere; i lavoratori hanno subìto l’abolizione della quattordicesima mensilità, lo spostamento della mensa a fine turno, la riduzione delle pause, l’aumento dei ritmi produttivi e turni distribuiti su sette giorni, che hanno stravolto la vita sociale, familiare ed affettiva di chiunque. Tutto ciò in nome di fantomatiche riprese produttive.

La Pomigliano del passato, simbolo indiscusso dell’Alfa Romeo e dell’innovazione, rappresenta oggi il laboratorio delle politiche repressive della Fiat, campo di prova della Fornero e del Jobs Act.

La sentenza del 5 giugno 2018 è una sentenza storica, un imbavagliamento ad ogni forma di espressione libera.
Nell’Italia di oggi l’immagine aziendale, il manichino, il simbolo del capitalismo estremo ha più valore della vita di padri e madri di famiglia e della loro stessa morte.


Coordinamento nazionale FLMUniti-CUB Gruppo FCA Mirafiori, Cassino, Melfi, Pomigliano, Termoli
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