Taranto - cartelli indicatori: Taranto Tamburi - Cimitero ILVA (stessa direzione).
La FLMUniti-Cub è parte attiva nel contrastare le condizioni di ricatto occupazionale all’ILVA di Taranto
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E’ parte attiva nel contrastare i decreti “Salva ILVA” che hanno condannato a morte i lavoratori, obbligandoli a lavorare su impianti altamente inquinanti sequestrati dalla Magistratura, ed i cittadini di Taranto, costretti a subire ogni emissione di veleni.

La partecipazione della CUB al convegno “Piano Taranto” del 1° Maggio ha arricchito di significato politico la Festa dei Lavoratori.
Non ci sarà giustizia se non si uniscono lavoratori e cittadini.
La questione ILVA oggi assume un significato centrale nel conflitto capitale – lavoro, nel conflitto tra il profitto ed il diritto alla salute ed alla salvaguardia dell’ambiente. Per questo, il 1° maggio a Taranto, abbiamo lanciato la proposta di costruire insieme un grande sciopero generale per il prossimo autunno.
Il ricatto e la violenza contro la dignità dei lavoratori e dei cittadini di Taranto è la condizione a cui tutti i padroni, privati o pubblici che siano, vorrebbero piegare l’intera classe lavoratrice.
La devastazione di un intero territorio, che si sta consumando, preclude qualsiasi altra attività per l’elevato grado di inquinamento. La presenza di tonnellate di amianto nel sito produttivo, gli impianti in marcia che sprigionano veleni riconosciuti causa di tumori e malattie gravi, investono lavoratori e cittadini.
La FLMUniti-Cub rifiuta le proposte che sacrificano la difesa della salute e della sicurezza con il falso ricatto della difesa dell’occupazione, così come rigetta la riduzione di salario a fronte di promesse di occupazione.
I metalmeccanici FLMUniti-CUB e tutta la confederazione CUB sono protagonisti nella vertenza in atto all’ILVA di Taranto con una posizione chiara e da tempo nota:

  • La chiusura delle fonti inquinanti è la prima misura da ottenere: il principio della salvaguardia, della tutela della salute e della vita stessa, va affermato sempre e va posto alla base del diritto al lavoro.
  • La salvaguardia di tutti i posti di lavoro, diretti ed indiretti, in un territorio già compromesso per le conseguenze dell’inquinamento, dove la disoccupazione è tra le più alte d’Italia
  • La bonifica del sito, delle falde, dei quartieri vicini all’ILVA e del territorio da tutte le sostanze inquinanti che l’ILVA ha emesso per 60 anni.
  • Un piano sanitario pubblico del territorio, di prevenzione e di intervento su tutte le problematiche riscontrate a causa dell’inquinamento.
  • Nessuna riduzione di diritti acquisiti, normativi e salariali.

I governi, che si sono succeduti dopo il sequestro degli impianti nel 2012, sono responsabili per inerzia nel proteggere e salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini.

Per questo ci siamo rivolti alla Corte Europea, perché vengano condannati per non avere tutelato questi fondamentali diritti umani.

Contro i tatticismi delle organizzazioni sindacali FIM-FIOM-UILM e USB che, barcamenandosi nella trattativa già delineata dal governo, mirano da una parte a mantenere la posizione di tornaconto che da anni si sono assicurati, non intervenendo mai in modo deciso per fermare le condizioni disumane che i lavoratori e i cittadini sono costretti a subire, e dall’altra a mettere in atto una finta opposizione, per evitare che la preoccupazione dei lavoratori e dei cittadini si trasformi in protesta anche contro di loro.
La FLMUniti-CUB è l’unica organizzazione sindacale che lavora per la costruzione di uno sciopero generale del territorio, insieme ai comitati cittadini che hanno elaborato il “Piano Taranto” al quale hanno manifestato la propria adesione, lavoratori di grandi gruppi industriali e vari comitati di tutto il territorio nazionale, presenti il 1° Maggio a Taranto.

Le motivazioni della lotta all’ILVA di Taranto e nel territorio devono assumere un ruolo centrale nel più ampio Sciopero Generale Nazionale che la CUB sta costruendo con altre organizzazioni sindacali che non hanno sottoscritto l’accordo del 10.01.2014 che limita il diritto di sciopero, per il prossimo autunno, su una piattaforma che ha al centro:
la tutela della salute, dell’ambiente, della sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’orario di lavoro, dell’occupazione, del salario, delle pensioni, del diritto ai servizi pubblici e gratuiti, alla sanità, alla scuola al welfare universale. Il diritto alla casa, alla democrazia nei luoghi di lavoro, il diritto di sciopero, che potrebbe vedere la città di Taranto al centro di una delle manifestazioni nazionali, per rimarcare che il problema non è solo del territorio tarantino ma di tutto il Paese.
La difesa della salute dei lavoratori non è in contrasto con la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini ma la tutela della salute dentro la fabbrica è inscindibile e spesso coincide con la tutela dell’ambiente esterno.

Contro la prosecuzione delle false trattative, la FLMUniti-CUB ritiene necessaria una mobilitazione immediata davanti ai cancelli dell’ILVA, perché la titolarità della trattativa ritorni nelle mani dei lavoratori. Qualsiasi trattativa, con qualsiasi interlocutore deve partire con la chiusura delle fonti inquinanti, bonifiche e nessun licenziamento.

15.05.2018

Il Segretario Generale Nazionale FLMUniti-CUB
Antonio Ferrari

 

 

 

  PIATTAFORMA TARANTO

 

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