Le morti sul lavoro sono il risultato di una vera e propria guerra scatenata dalla classe padronale.

Ogni anno si contano centinaia di lavoratori e di lavoratrici caduti sui luoghi di lavoro e/o che muoiono per malattie contratte nei processi produttivi e migliaia gli infortuni con conseguenze spesso gravi.
Ogni volta sentiamo parole, da esponenti istituzionali, di falsa manifestazione di cordoglio.
Ogni volta apprendiamo di misere iniziative proclamate da sindacati di comodo.
Questo è il risultato della concertazione sindacale prima e del collaborazionismo adesso.
Non basta proclamare frasi rituali, dagli stessi che all’interno delle aziende firmano accordi che intensificano i ritmi nei processi produttivi richiamando i lavoratori a sacrifici pur di garantire le richieste padronali, tergiversano sulle pessime condizioni ambientali che spesso i lavoratori devono subire per non perdere il posto di lavoro (vedi il caso dell’ILVA di Taranto, dove il diritto umano è calpestato tutti i giorni, costretti a lavorare su impianti ritenuti dalla magistratura altamente inquinanti, infatti le morti per tumore pervadono costantemente lavoratori e cittadini).
Non abbiamo finito di piangere i lavoratori morti alla Lamina di Milano, che un ragazzo operaio di 19 anni muore a Brescia.
E’ così tutti i giorni (3 morti in media al giorno).

E’ inaccettabile continuare a subire questo stato di cose.
Le morti sul lavoro o per il lavoro si possono e si devono evitare.
E’ la logica del profitto che ammazza i lavoratori.

La FLMUniti - CUB combatte questa guerra tutti i giorni per abbattere gli ostacoli che determinano la morte dei lavoratori.

Dalla rabbia all’organizzazione!

18.01.2018

Il Segretario Generale Nazionale FLMUniti-CUB
Antonio Ferrari

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